Marvel: La classifica dal “Peggiore” al “Migliore” della Fase 3 firmata MCU

In attesa dei nuovi film Marvel, abbiamo stilato una classifica dai “peggiori” ai “migliori” blockbuster della Fase 3 del MCU.

A causa del Covid-19, nei mesi scorsi, la Marvel ha deciso di rimandare l’uscita di tutti i suoi nuovi film. Per Aprile e Luglio 2020 erano attesi “Black Widow” ed “The Eternals”, che avrebbero dovuto di fatto sancire l’avvio della Fase Quattro del MCU e aggiungersi alla lunga lista di titoli del fortunatissimo franchise Marvel.

Con l’arrivo di Avengers: Endgame su Disney+ abbiamo deciso di ripercorrere con voi, dal “peggiore” al “migliore”, gli undici film che hanno coronato la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe culminata con Endgame, grandissimo successo di pubblico e critica, diventando il film con maggiori incassi nella storia del Cinema.

Marvel – Black Panther (2018)

Nonostante il messaggio di fondo e la trama, e nonostante ci fosse bisogno di un film del genere in un epoca in cui risulta ancora difficile superare le discriminazioni razziali, i numerosi effetti speciali, la perfetta caratterizzazione del Wakanda, la colonna sonora e i tanti punti positivi fra i quali il saper sostenere la pressione che gravava su di sé, Black Panther è un film ordinario.

Black panther
Black panther

Poco apprezzabile Chadwick Boseman come incarnazione della pantera nera, che a tratti sembra quasi restio ad interpretare il personaggio. Il film sembra quasi non decollare mai, con una successione di eventi che alla fine porta ad uno scontro ovviamente vinto dall’eroe che non aderisce per niente al personaggio di T’Challa conosciuto nei fumetti.

Marvel – Ant Man & The Wasp (2018)

Dal punto di vista della trama e degli eventi forse è il più lineare ed apprezzabile prodotto della MCU ma di certo non è super cinecomic che fa sobbalzare dalla sedia. Come giusto che sia. Il cast è stato leggermente limato per il meglio rispetto al primo capitolo: ritroviamo il protagonista Paul Rudd che dopo la comparsata in Civil War torna nei panni dell’uomo formica. Una maggiore responsabilità, anche dal punto di vista narrativo, per Evangeline Lilly nei panni di Wasp e finalmente l’Hank Pym di Michael Douglas viene affiancato dalla Wasp originale, Janet Van Dyne, interpretata da Michelle Pfeiffer.

ANT-MAN AND THE WASP
ANT-MAN AND THE WASP

Ant Man & The Wasp, approdato da poco su Disney+, si mostra fin da subito come un discreto film da intrattenimento: divertente, ironico, spensierato e leggero. Un film che trova le sue dimensioni (in tutti i sensi) infischiandosene in un certo qual modo dei dogmi classici dell’eroe epico, serioso e responsabile e dell’avventura memorabile. Carina anche l’idea di bloccare Ant-Man nel regno quantico dopo lo schiocco di Thanos, evento che fungerà da deus ex machina nell’ultimo capitolo della fortunata saga degli Avengers.

Captain Marvel (2019)

Il primo film al femminile dei Marvel Studios risulta solido, coinvolgente, funzionale e abilmente inserito nella continuity dell’MCU nonostante sia un prequel. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic racconta le origini e l’ascesa dell’eroina Carol Danvers (Brie Larson), innegabilmente destinata a sostituire in futuro i grandi pilastri della prima macro-fase del MCU. Non passa in secondo piano infatti l’immensa potenza del personaggio, chiaramente il più forte di tutti quelli comparsi fino a questo punto.

captain marvel
captain marvel

Carina l’idea di rendere gli skrull, conosciuti fumettisticamente come aggressivi alieni mutaforma nemici dei Fantastici Quattro e dei Vendicatori, una razza perseguitata e discriminata. Non un capolavoro ma un film importante per il contesto socio-culturale odierno, poiché riesce sicuramente a sostenere la responsabilità che pochi mesi prima era toccata a Black Panther, abbattendo tutte le barriere che sono state erette nel mondo dei cinecomic. Brie Larson si conferma come perfetta eroina contemporanea.

Spider-Man: Homecoming (2017)

Non il miglior Spider-Man ma di certo non il peggiore, sicuramente più funzionale dei due capitoli di Marc Webb e più apprezzabile del terzo film diretto da Sam Raimi. Spider-Man: Homecoming segna l’ennesimo riavvio del personaggio più amato di Casa Marvel, questa volta riuscendo nell’intento di non ricadere in “errori di percorso”.

spiderman homecoming
spiderman homecoming

Non viene menzionata (giusto velatamente accennata) la morte di Zio Ben. Il tono è rivolto sicuramente ad un pubblico più giovane ma, nonostante qualche difetto di maturità e un piccolo errore di continuità, risulta godibile. Bilanciatissima la presenza di Robert Downey Jr nei panni di Tony Stark, come “spalla” del giovane Tom Holland. Per nulla invadente, si approfondisce il rapporto tra il mentore e il ragazzino, un po’ troppo trepidante nel poter diventare un Avenger. Inoltre l’interpretazione di Michael Keaton nei panni dell’Avvoltoio è magistrale.

Marvel – Doctor Strange (2017)

Non convenzionale, ai limiti della psichedelia, Doctor Strange si piazza fra i personaggi più apprezzati dell’intera Infinity Saga. Il merito va inevitabilmente all’innegabile talento di Benedict Cumberbatch, che per l’ennesima volta si dimostra capace di entrare in sintonia con il personaggio interpretato. Un grosso merito va anche a Tilda Swinton che, con la sua presenza e le sue doti artistiche, si fa calzare a pennello il ruolo dell’Antico (nonostante le grosse differenze con il fumetto).

Marvel Doctor Strange
Doctor Strange


Il primo standalone tuttavia, al di là delle infinite potenzialità e l’indubbia bellezza delle coreografie e del tono generale, risulta un po’ smorzato sul finale a causa della ridondanza schematica dei canoni targati Marvel Studios. Ennesimo piano malvagio atto alla distruzione del mondo, sventato sì in modo non convenzionale ma di certo non sorprendente, riducendo oltretutto una nemesi storica ad una sorta di entità passiva caratterizzata in maniera non tanto diversa dal Surtur di Thor: Ragnarok, che ricordiamo essere stato ridicolizzato per l’occasione. A parte questo il film intrattiene lo spettatore per gran parte della pellicola ma purtroppo non c’è scenografia o coreografia che tenga per un finale così discendente.

Guardiani Della Galassia Vol.2 (2017)

“Mr. Blue Sky please tell us why you had to hide away for so long?” . Come poter dare un parere negativo al sequel di un film stratosferico che comincia con Mr. Blue Sky dell’electric light orchestra? Un po’ sono di parte, è vero, ma il percorso cominciato con Guardiani Della Galassia nel 2014 prosegue in maniera spettacolare.

Il film di James Gunn risulta fluido, piacevole, coinvolgente, entusiasmante ed inutile dirlo, l’Awesome Mix vol.2 è azzeccatissimo nella soundtrack dell’opera. Ritroviamo la scalmanata combriccola al completo, fiancheggiata da un nuovo membro abbastanza bizzarro: Mantis (Pom Klementieff). La presenza di Kurt Russel come nemico nei panni di Ego The Living Planet alza certamente il tiro e la conclusione dell’arco narrativo dedicato a Yondu Onaka, che dopo una commovente backstory ci lascia sulle note di Father and Son di Cat Stevens, è perfetta. Un film spettacolare, Gunn è un maestro e lo dimostra per l’ennesima volta. Non lo piazzo in classifica prima di Civil War solo per l’importanza che avrà quest’ultimo in termini di ripercussioni sui film successivi.

Captain America: Civil War (2016)

Non lo nego: a parte poche references e l’atto di registrazione, il film non ha nulla a che fare con l’evento fumettistico del 2006 firmato Millar e McNiven. Ed è questo il punto di forza di Civil War: non serve aver letto il fumetto per poterlo apprezzare appieno. Generalmente non troviamo un capolavoro che procede sulla falsariga di un thriller spionistico come lo è stato il primo capitolo girato dai fratelli Russo (Captain America: The Winter Soldier) ma lo scontro fra i due personaggi principali del Marvel Cinematic Universe, sia ideologico che fisico, è epico. La trama di fondo è anche abbastanza sempliciotta anche se omogenea e ben incastrata nella continuity post Age of Ultron.

Civil War


Trovo invece la presenza di Black Panther poco definita, poco attinente e leggermente forzata nel contesto. Questo magari ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma ha comunque aperto altre strade per il futuro. Di fatto rivedremo Helmut Zemo, nella serie tv “Falcon and Winter Soldier” che debutterà ad Agosto su Disney+. C’è da dire che questo film è un passo fondamentale per il continuum del percorso cominciato nel primo Avengers. Esordio sensazionale del nostro amichevole bimbo ragno di quartiere a parte, gli eventi narrati avranno forti ripercussioni sul futuro del MCU. Gli Avengers arriveranno a scontrarsi e poi dividersi, e questo sarà cruciale nella lotta finale contro Thanos.

Spider-Man: Far From Home (2019)

Se ci fosse una classifica da stilare sui film di Spider-Man al cinema, indubbiamente piazzerei Spider-Man: Far From Home al secondo posto in assoluto in ex aequo con il primo Spider-Man di Sam Raimi. Il film, ultimo capitolo della fase tre del MCU,  è ambientato subito dopo gli eventi di Endgame e cinque anni dopo gli eventi di Infinity War.
Dopo un commovente video amatoriale montato (malissimo) dagli studenti della Midtown High, nel quale si rende tributo agli eroi caduti in battaglia, ci viene spiegato cosa è successo tra lo schiocco di Thanos nel 2018 e quello di Iron Man nel 2023, anno in cui è ambientata la pellicola. Il film si sposta dunque in una gita scolastica in giro per l’Europa: Venezia, Praga, Berlino e Londra.


Durante la gita Peter conoscerà Mysterio, interpretato da Jake Gyllenhaal, che in poco tempo si rivelerà essere un abile approfittatore e quindi nemico dell’Uomo Ragno. E qui comincia lo spettacolo vero. Gyllenhaal fa un lavoro ineccepibile con il personaggio e le scene di lotta in cui Peter ha la peggio poco prima della resa dei conti finale sono sensazionali.


Peter Parker/Spider-Man ne escono totalmente distrutti, Mysterio è abilissimo nell’ingannare con i suoi effetti speciali. E proprio quando si vede l’eroe in vista di una risoluzione e lo spettatore pensa sia tutto finito…l’inganno nell’inganno! Una botta tremenda! Ho amato il personaggio di Mysterio, in ogni sua sfaccettatura, e la sua caratterizzazione è veramente straordinaria. In questo film l’aderenza fumettistica è ai massimi storici di casa Marvel. Il ritorno di J.K. Simmons nei panni di J.J. Jameson è stato un regalo bellissimo. Peccato non aver potuto veder volare l’Uomo Ragno trai grattacieli di New York City.

Thor: Ragnarok (2017)

Decisamente il miglior capitolo della trilogia dedicata al Dio del Tuono. Snaturato, irriverente, sfrontato, spiazzante e pop. Il personaggio di Thor viene totalmente stravolto e la magia di Taika Waititi è stata apprezzata da tutti: e per tutti intendo letteralmente tutti! La presenza della nemesi di turno, Hela (Cate Blanchett) e la dipartita di del padre degli dei Odino (interpretato, lo ricordiamo, dal grandissimo Anthony Hopkins) ha reso i toni un po’ più drammatici, quasi a controbilanciare l’irriverenza.

Thor: Ragnarok
Thor: Ragnarok

Bellissimo anche l’arco narrativo dedicato ad Hulk, scomparso nello spazio nel finale di Avengers: Age Of Ultron e ricomparso sul pianeta alieno due anni dopo. Riuscitissimo l’inserimento del Doctor Strange di Cumberbatch, comparso brevemente all’interno della storyline. Una vera e propria chicca succulenta per gli appassionati la presenza di Jeff Goldblum nei panni del Grandmaster, fratello del Collezionista di Benicio Del Toro. L’unica forzatura è stata la perdita dell’occhio di Thor causata da Hela.

Avengers: Infinity War (2018)

Prima parte corale della resa dei conti dell’Infinity Saga. Nonostante l’indubbia velocità del film, causata dalla gestione di decine di personaggi comparsi fino ad allora nell’MCU, Avengers: Infinity War è stato apprezzato all’unanimità con pochi pareri sfavorevoli fra gli appassionati. Il personaggio di Thanos è sublime, motivato da una causa che per certi versi può apparire giusta, un correttivo per un bene più grande e l’ambizione di un dio. Comincia qui infatti, la quest e il progressivo ottenimento di tutte le gemme dell’infinito da parte del Titano Pazzo, gemme che vengono assemblate sul guanto dell’infinito rendendolo di fatto il più potente essere vivente dell’Universo.


Personalmente non ho apprezzato l’eccessivo e smodato utilizzo di CGI che in alcuni punti è fin troppo evidente ed invadente e la morfologia somatica del titano, eccessivamente umanizzato a parer mio e nettamente diverso rispetto alle precedenti apparizioni (Guardiani Della Galassia 2014 e Avengers: Age of Ultron 2015). Per il resto è innegabilmente un capolavoro, imperfetto proprio a causa della gestione di troppi comprimari. Troviamo di fatto i Vendicatori divisi, non pronti ad affrontare una minaccia di tale portata. Apprezzabile l’evoluzione del personaggio di Steve Rogers che ha ormai abbandonato l’identità di Captain America. 

avengers infinity war
avengers infinity war


La battaglia in Wakanda è riuscitissima, un tributo in qualche modo alle resse di Jackson nel Signore Degli Anelli. Il contesto in cui si svolge è decisamente azzeccato dopo la breve invasione di New York da parte dei Figli di Thanos. Il film è ben riuscito soprattutto nel finale per nulla scontato, totalmente diverso dal resto delle pellicole dei Marvel Studios. Chiusura importantissima a causa dello schiocco, espediente narrativo utilizzato per allacciare il capitolo successivo (Avengers: Endgame) e ai tie-in presenti nei titoli di coda dei film che lo hanno preceduto (Captain Marvel, Ant-Man and The Wasp). Davvero struggente la scomparsa di Peter Parker/Spider Man fra le braccia di Tony Stark, il proprio mentore. La più commovente fra le numerose dipartite del finale.

Avengers: Endgame (2019)

Avengers: Endgame si piazza inevitabilmente in pole position. Ammettiamolo, abbiamo pianto tutti! Seguo le vicende di questo universo cinematografico dal lontano 2008 e in un qualche modo ci si affeziona ai personaggi. Ebbene, siamo alla seconda parte della resa dei conti finale, la vera conclusione di tutto questo lungo percorso cominciato nel 2008 con Iron Man e nel 2012 con The Avengers.
Il film sancisce la fine dell’Infinity Saga, la prima Macro-fase del Marvel Cinematic Universe e comincia dove eravamo rimasti con Infinity War. Inoltre segna anche la dipartita di Tony Stark con Robert Downey Junior che abbandona i panni di Iron Man dopo undici anni.


Endgame è spettacolare, nel finale assume toni epici e drammatici e finisce esattamente come sarebbe dovuto finire. Non si può non concedere il primo posto a questa pellicola, che in poco tempo ha battuto decine e decine di record al botteghino piazzandosi al primo posto fra i film più visti di sempre e con maggiori incassi della storia.  Al momento resta insuperabile fra tutte le pellicole e non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro di questo straordinario franchise cinematografico.










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