The 100 7: Jason Jason Rothenberg parla del finale della serie

Il creatore e showrunner di The 100 Jason Rothenberg parla delle sue decisioni creative in merito al finale e del messaggio generale che ha voluto lasciare

Dopo sette stagioni, la popolare serie post-apocalittica targata The CW The 100 è finalmente giunta al termine, poiché il destino della razza umana è giudicato da un misterioso potere superiore. L’umanità è ritenuta degna, è quindi trascesa evolvendosi in qualcosa di più grande. Tuttavia, la protagonista della serie Clarke Griffin è rimasta sulla terra assieme ai suoi amici che hanno scelto di restare con lei.

The 100 7: Jason Jason Rothenberg parla del finale della serie
The 100 7: Jason Jason Rothenberg parla del finale della serie

In un’intervista il creatore della serie, il sadico Jason Rothenberg ha discusso le decisioni creative dietro il finale di The 100.

In particolare ha spiegando perché alla fine Clarke non è trascesa, nonostante tutto ciò che ha sacrificato nel corso degli anni, e ha condiviso il messaggio generale che ha voluto lasciare.

Per Rothenberg l’arco di Clarke e quello di Murphy sono quasi l’uno di fronte all’altra. Al personaggio di Clarke non è stato permesso di trascendere a causa di tutto ciò che ha fatto. Per Rothenberg Clarke non è un eroe. È un personaggio rotto e imperfetto che ha commesso atti orribili fino alla fine. All’inizio si poteva tifare per questo personaggio in quanto (a parte gli innocenti di Mount Weather) ha sempre ammazzato i cattivi, ma con il passare del tempo i suoi errori sono stati più grandi.

Alla domanda sui personaggi incontrati all’interno dell’anomalia nel finale di The 100 Rothenberg ha risposto:

Ci sono state molte discussioni su chi avrebbero dovuto essere i giudici, ma una volta che siamo arrivati ​​alle regole – ovvero che è il tuo più grande amore, il tuo più grande insegnante o il tuo più grande nemico – allora tutto è diventato più chiaro su chi sarebbero stati quei giudici. Quando abbiamo capito quali sono i personaggi che sarebbero entrati in contatto con i giudici è stata una vera sfida. Convincere alcune persone, come Alycia Debnam-Carey ad esempio, a tornare sul set. Ci è voluto un po ‘ e per fortuna alla fine ha accettato di farlo. La stessa cosa è successa con Paige Turco. Paige non era più in The 100 ma era così felice di poter tornare. E’ stato fantastico riaverla”.

The 100 7: Jason Jason Rothenberg parla del finale della serie

Andando avanti con l’intervista il creatore della serie ha spiegato il ruolo chiave di Raven. Questo personaggio è sempre stato l’eroe che salva la situazione e, a un certo livello, l’eroe più puro che c’è in The 100, nonostante ovviamente quello che è accaduto nel reattore nucleare.

La scelta della canzone finale è la canzone preferita di tutti i tempi per Rothenberg.

In merito alle scelte finali e alla morale di The 100 Rothenberg ha detto:

Mi sento come se questo finale di The 100 fosse agrodolce era a quello a cui miravo… di sicuro. In definitiva, la fine di una serie e di un’esperienza che ami è sempre agrodolce, emotivamente parlando. Quindi l’idea che la narrazione sia riuscita a catturare quell’emozione è molto appropriata e, di nuovo, ciò a cui stavamo mirando.

In definitiva, come ho detto prima, il modo in cui finisce una storia è una specie di morale della storia; cosa significa quella storia. E volevo che lo show non dicesse: “Sì, il tribalismo è cattivo e ci ammazzeremo tutti a vicenda e questa è la fine”. Volevo che ci fosse quello che c’è dall’altra parte di quell’equazione. Se non superiamo il nostro tribalismo e non ci rendiamo conto che siamo tutti coinvolti in questo, insieme, allora siamo condannati. Se ce ne rendiamo conto, mettiamo giù le nostre armi e realizzando che siamo tutti uguali, abbiamo la possibilità di evolverci a qualunque sia il prossimo livello di umanità.

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Infine per il sadico e più odiato (in questo momento) showrunner di The 100, la cosa più agrodolce per lui è stata quella di decidere che a Clarke non fosse permesso di trascendere, paragonandola a Mosè che non entrò nella Terra Promessa. Solo che, in questo caso, la protagonista non è sola, ha i suoi amici al suo fianco.

Ma una cosa è certa, per quanto i fan siano stati contenti di rivedere Lexa, non credo che lo perdoneranno tanto presto per l’assenza di Bellamy.

e voi che ne pensate? siete d’accordo? Potete lasciarci la vostra opinione scrivendo un commento qui sotto.

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Manuela Cristiano

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