Chicago PD 8×05 – Recensione: La scelta di Kim Burgess

Che sia giunto il momento, dopo questo episodio di Chicago PD, di regalare una piccola gioia ai fan dei Burzek?

Le mie prime parole sono per gli scrittori di Chicago PD e per il produttore Rick Eid, evitiamo che la storia di Kim e Mykayla si concluda, e si svolga, proprio come quella di Gabby e Louie. Detto questo, ci sono cose da affrontare, momenti intensi di cui parlare e a cui pensare dopo questi minuti. E sono abbastanza sicura che molte riguardino proprio questo momento. Si, perché in questi secondi, tutti noi abbiamo smesso di ascoltare (o leggere) per guardare Adam mettere il proprio giubbino sulle spalle di Kim. O è andata in questo modo, o state mentendo!!!

Il caso a cui lavora l’Intelligence riguarda la vita di alcuni ragazzi “delusi dal sistema“, proprio come sottolinea Kim parlando con Voight con quella rabbia che esce da ogni parte del suo corpo. Riportarli indietro, arrestarli e chiuderli dietro quelle sbarre dalle quali non usciranno forse mai più? E’ veramente questo il massimo che lo Stato può fare per questi ragazzi? E allora mi chiedo: la scelta di Kim Burgess è stata quella giusta? Lasciarli andare via nella speranza che prendano una direzione diversa? Non lo so. Resto, in questo caso, senza risposta.

Come il precedente, questo episodio di Chicago PD non è all’altezza delle emozioni a cui siamo abituati. Kim, Adam e la piccola Mykayla diventano la parte centrale di quasi tutta la storia. E sebbene siamo sempre pronti a vivere qualcosa di più forte, vedere Marina Squerciati nei panni di Burgess, vivere le sue emozioni, la sua forza e le sue paure è qualcosa per cui varrà sempre la pena restare incollati allo schermo.

La storia di Kim e Mykayla parte da prima che le due si rivedano. Parte da quel legame creato durante l’evento traumatico che quella bambina non dimenticherà mai, ed è legato anche ad Adam. Al punto esatto in cui sono arrivati. A quel dolore che li ha uniti, che li ha spinti l’uno verso l’altra. A rivalutare quei sentimenti che, proprio come dice Adam, sono reali. Non potrebbe essere altrimenti.

Nelle otto stagioni di Chicago PD, possiamo dirlo, non credo di aver mai visto Adam più pronto. C’è e ci sarà sempre per quella donna da cui continua a tornare, e ci sarà per quella bambina. La situazione non è ideale, è difficile. Lo è molto di più di quanto si possa credere. Ma c’è una verità nelle parole di Kevin: Mykayla sarebbe rimasta nel sistema per chissà quanto tempo. Forse non ne sarebbe mai uscita. E io, nei panni di quella bambina, avrei preferito mille volte la possibilità di essere felice a quella di restare, forse al sicuro, in una casa famiglia.

Le parole dell’assistente sociale rappresentano la realtà che Kim dovrà affrontare. Mykayla è una bambina che ha visto morire la sua mamma. E’ nera, mentre Kim è bianca. E’ un poliziotta, e a quella piccola bambina non guasterebbe un po’ di serenità. Ma, alla fine dei conti, si tratta di amore. Kim ama e amerà quella bambina con tutta se stessa. Ed è esattamente da quel punto che dovrà partire. E il sorriso di quella bambina, è la prima dimostrazione che la scelta di Burgess è stata quella giusta.

Kim e Mykayla diventeranno una famiglia (o almeno la speranza è questa). Adam ha espresso le sue paure. Le sue perplessità legate al dolore che entrambi hanno vissuto. Ma questo non cambia ciò che prova. Ciò per cui è pronto: il pacchetto completo. Una famiglia, mamma, papà, bambina. Lui c’è, non sta andando via. E nulla potrà allontanarlo. Non questa volta. Non siamo ancora endgame ragazzi, ma siamo a un passo dal traguardo. Resistiamo ancora un po’ e forse avremo una famiglia Burzek.

La storia di questi ragazzi è una di quelle che ascolti alla radio, accendendo la tv o leggendo una notizia. Sono cresciuti tra abusi e dolore, sono stati costretti a prostituirsi per avere un tetto sulla testa. Sono stati lasciati soli. E così hanno imparato a vivere. Contando solo l’uno sull’altro. Kim ha dato una possibilità a Miguel con quella bugia. Forse, in questo modo, potrà avere l’aiuto che è mancato fino a questo momento.

La sola cosa che mi chiedo è: Cosa avrei fatto al posto di Burgess? Li avrei lasciati andare? Li avrei riportati indietro cercando di aiutarli? Ma sarei realmente riuscita ad aiutarli? Infondo lo ha detto anche Kevin: non si posso aiutare tutti i ragazzi. Purtroppo.

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Gabriella Monaco

Gabriella Monaco

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