Chicago PD 8×07 – Recensione: La scelta di Adam in una frazione di secondo

Adam Ruzek ha fatto la sua scelta in questo episodio di Chicago PD. Una scelta che ha cambiato ogni cosa e che non dimenticheremo

Il nuovo episodio di Chicago PD è di quelli che tengono incollati allo schermo. Con il respiro irregolare e l’ansia da gestire mentre Ruzek è in costante pericolo a causa della dipendenza di Tommy. No, a causa delle sue scelte. Fino ad arrivare a quel minuto in cui qualcosa si rompe. Il momento esatto in cui tutto quello che vediamo è Adam Ruzek che porta il suo amico, il suo informatore a comprare della droga per arrestare un assassino. Un uomo senza scrupoli che lascia dietro di se un numero indefinito di corpi senza vita.

Ma questo non basta. Perché nessuna motivazione, nessun caso potrà mai giustificare la scelta di Adam Ruzek di condannare Tommy ancora una volta. I soldi per comprare la droga diventano un dettaglio mentre accompagna il suo “amico” a farsi ancora del male. Adam vuole chiudere il caso, e non vede altro davanti a se mentre io vorrei solo chiudere gli occhi e cancellare quel momento in cui tutto si è rotto.

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Adam Ruzek e la riforma della polizia sono i protagonisti del nuovo episodio di Chicago PD. Accanto a lui c’è Voight, c’è Kim. Come sempre. Nei primi secondi, grazie anche a una parte di questa serie che non sempre viene mostrata, l’amicizia tra Kevin e Kim, torniamo a parlare della piccola Mikayla. Nonostante la stanchezza, Kim è sicura della sua scelta, e in quella scelta forse potrebbe includere anche Adam. Noi ci speriamo ancora, nonostante tutto. Nonostante in questo episodio abbia visto quella parte di Adam che avrei preferito non vedere. Che ha fatto male. E di cui nemmeno Alvin sarebbe stato orgoglioso.

Il codice di Voight è una cosa, scegliere di comprare droga per un amico che torna ad essere il tuo informatore per un caso importante, è decisamente un’altra. Perché non può essere messa in nessun altro modo. E’ questa la triste realtà. Triste per ciò che proviamo nei confronti di Adam Ruzek. L’eredità di Alvin. Ciò che ha lasciato nel Distretto 21 prima di andare via. E triste perché quella scelta non potremo mai dimenticarla.

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Ancora una volta torna in un episodio di Chicago PD una delle regole più importanti dell’Intelligence: solo Hank Voight può agire da Hank Voight. Lui, che non ha più nulla da perdere. Lui, che ha perso la sua famiglia. Justin, Erin, sua moglie. Poi la morte di Alvin, che ha distrutto ogni cosa. La lezione dovrebbe essere stata imparata. O almeno è quello che ti aspetti. E invece no. Nella scorsa stagione Hailey è stata spedita a New York per rimettersi in sesto dopo avere agito come pensava avrebbe fatto Hank. Prima di lei… Erin, Jay, Antonio, persino Trudy Platt. E ogni volta finisce allo stesso modo.

Adam ha fatto la sua scelta. Il caso prima di tutto. Prima di Tommy, delle parole di Kim. Prima di quella divisa che dovrebbe significare qualcosa. Solo negli ultimi istanti, Adam si ferma a riflettere sulle sue azioni. Sulla riforma della Polizia. Su come muoversi. E’ giusto sparare mentre quell’assassino punta una pistola contro Tommy? Sarebbe stata la cosa giusta da fare? Adam ha scelto di non sparare. E, forse, quella sarebbe stata la sola scelta giusta in questo episodio di Chicago PD.

La morte di Tommy non è la sola cosa che non permetterà ad Adam di dormire. Perché la verità è che quel momento, l’istante esatto in cui Adam ha portato Tommy da quello spacciatore, sarà un’immagine che nemmeno Ruzek potrà mai dimenticare. Mentre tutto quello che riuscivo a ripetere era: “Non farlo!

Chicago PD 6x05 - Recensione: C'è un solo Hank Voight | Giornalettismo

Il momento conclusivo di questo episodio lo riporta sempre lì. Accanto ai suoi uomini. Accanto a tutto ciò che gli è rimasto. Hank è con Adam. Le nuove regole della Polizia stanno cambiando ogni cosa. In una frazione di secondo, un poliziotto deve capire cosa fare senza usare eccessivamente la propria forza. Ma quando è giusto rimanere fermi? E quando è sbagliato premere quel grilletto? Se Adam avesse sparato, Tommy sarebbe tornato dalla sua famiglia. Ma torna quella domanda: sarebbe stato giusto? Si, lo sarebbe stato in quel momento. Sparare alle gambe, a una spalla. Di certo non sarebbe stato come portare Tommy da uno spacciatore. Dispiace dirlo. Dispiace ripeterlo.

Le parole di Hank Voight sono per tutti gli uomini e le donne in divisa che hanno sempre onorato la loro scelta. La scelta di proteggere le persone. E che in questo momento stanno cercando un punto di incontro tra il modo in cui hanno sempre agito, e le nuove regole date nel tentativo di proteggere il prossimo George Floyd. Qualsiasi sia il colore della sua pelle.

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Gabriella Monaco

Gabriella Monaco

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