Chicago Fire 9×10 – Recensione: Una strada a doppio senso

Il decimo episodio di Chicago Fire ci accompagna tra i mai una gioia di Matt Casey e l’arrivo di Violet alla Caserma 51

Ritter e Gallo meritano un posto d’onore se volessi semplicemente elencare ciò che più ho amato in questo episodio di Chicago Fire. In loro rivedo due giovani Joe e Otis. O due giovani Hermann e Mouch. Il loro modo di essersi integrati nella famiglia della 51, il rispetto che hanno verso i loro superiori e ogni singola persona che rende quella Caserma quello che è. Se poi ci mettiamo che Gallo riesce finalmente a smuovere Casey, a fargli fare il primo passo, capite bene che questa serie ha trovato due membri, tra cast e Caserma, che dovrebbero restare a lungo.

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Come in ogni episodio di Chicago Fire che si rispetti, anche qui abbiamo un caso da risolvere. Questa volta accanto ai detective Casey e Severide, c’è un Boden che ha bisogno di scendere in campo e un Hermann pronto ad aiutare (mentre Mouch si prepara per la sua audizione). Intanto, Stella conosce una persona importante, mentre Brett trova finalmente la sua partner. Violet è ufficialmente un membro della 51. Sarà quella giusta? Lo speriamo. Quattro partner in quattro anni. Possiamo anche fermarci qui e vedere come vanno le cose… Cosa ne dite?

Ed è la stessa Violet, forse inconsapevolmente (o no?), a rendere nervoso il povero Gallo che non riesce a trovare le parole giuste in sua presenza. E a chi tocca rimettere le cose in ordine? Al suo braccio destro, ovviamente. Ritter cerca di aiutarlo, ma la situazione è destinata a peggiorare. Quale sarà il risultato? Sorrisi per noi e momenti difficili per Gallo e Ritter. Pronti? Si, abbiamo proprio trovato gli eredi di Otis e Mouch!

Um...no - Chicago Fire Season 5 Episode 17 - TV Fanatic

Intanto, Brett e Casey tornano a parlare forse come prima di quel bacio. C’è ancora un “leggero” imbarazzo, ma quello c’è ormai da un po’. Ci siamo abituati. E francamente, dopo tutto quello che è accaduto, questo sembra un buon passo avanti (nonostante continui a credere che potremmo anche smetterla di tirare in ballo Gabriela Dawson. Andiamo avanti, che ne dite?).

I problemi di Casey e continuano ad aumentare. Ora vorrei porvi una domanda: sono la sola che ha continuato a pensare: Sveglia Severide! Ora, capisco che in alcuni casi non riusciamo a vedere se qualcosa non va nelle persone che ci sono più vicine. Sono cose che accadono. Ma, insomma, siamo in Chicago Fire e quindi: Severide Sveglia! In ogni caso… Casey ha finalmente capito che è arrivato il momento di farsi aiutare. No. Non ancora. Forse ci metteremo ancora due o tre episodi, per poi concludere questa stagione con un enorme punto interrogativo: Jesse Spencer tornerà il prossimo anno?

Le parole di Gallo, il modo in cui sono state poste a Casey, hanno smosso qualcosa. Il novellino della Caserma 51 ha colpito nel segno, e non potremmo essere più fieri di lui. La fiducia, affidare la propria vita a qualcuno, essere una squadra, una famiglia, è sempre una strada che va a doppio senso. Se ci muovessimo da soli… resteremmo soli. Matt ascolta le parole di quel ragazzo che lo rispetta a tal punto da rischiare un’altra strigliata per aiutare il suo capitano. Finalmente qualcuno si è svegliato!

“Intendo onorare la memoria di Otis” aveva detto Gallo arrivando alla Caserma 51. E continua a farlo sin dal primo incontro con Wallace Boden.

Chicago Fire 9x07 - Recensione: Detective Severide e Casey a rapporto

Per nostra fortuna, inoltre, Will ha deciso di concedersi una birra dai suoi mille “mai una gioia“. Un neurologo, ecco di cosa abbiamo bisogno. Ora, risolviamo il problema e andiamo avanti. Magari con Brett e Casey che cercano di capire come potrebbero funzionare come coppia, senza il ronzio di Gabby Dawson perennemente nelle orecchie.

Un piccolo appunto, che poi tanto piccolo non è, sul ritorno di Wallace Boden sul campo. Nessuno sarà mai come lui, nessuno potrà mai prendere il suo posto. Che questo sia ben chiaro a Derek Haas e scrittori vari. Wallace Boden non si tocca!

Chicago Fire 7x03: Recensione - Per il bene della 51

Stella Kidd. E’ proprio vero. Sono fiera di questa donna che Derek Haas ha costruito per noi insieme a Miranda Rae Mayo. “Girl power” sono le due parole che mi vengono in mente quando penso a questo donna (accade anche con Brett, state tranquilli). Sta lottando osservando le donne che sono per lei fonte di ispirazione. Quelle donne che si sono costruite da sole la propria “fortuna”, il proprio futuro. Senza nessun uomo accanto. Proprio come in quelle foto.

La superstizione di Stella accompagna quella parte del suo carattere essenziale per essere un vigile del fuoco della Caserma 51. Infondo, se ci pensiamo, ognuno ha quella parte di sé che li rende… speciali! E poi c’è lui, Kelly Severide. Sempre accanto a lei. Anche se solo per un momento. Per un sorriso e un abbraccio. Quelli che anche attraverso uno schermo, in questo momento, hanno un sapore diverso.

E infine, ma non ultimo, c’è lui, Mouch. La sua cornamusa, l’aver occupato abusivamente un armadietto per cinque anni perché “anche i sogni hanno bisogno di spazio“. E la sua performance nei bagni della Caserma… qualcosa che non potrò mai dimenticare. Quasi al pari del tatuaggio sul sedere che ritrae la faccia di Trudy Platt. E al termine di questo episodio di Chicago Fire, la stessa certezza di sempre: cosa sarebbe questa serie senza la genialità di Mouch?

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Gabriella Monaco

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