Chicago Fire 9×12 – Recensione: Le seconde occasioni

Il nuovo episodio di Chicago Fire emoziona con piccoli momenti, attimi quasi magici regalati dalle seconde opportunità

Il nuovo episodio di Chicago Fire, per qualcuno, sarà stato noioso. Nessun membro della Caserma 51 ha rischiato di morire tra le fiamme. Nessun dramma tra Stella e Severide (che vanno alla grande ultimamente), nessun momento drammatico. Ma, a pensarci bene, c’è qualcosa di magico in Stella ed Hermann che aiutano quel ragazzo ad avere la sua seconda occasione. Come c’è qualcosa di speciale nello sguardo di Mouch quando Gallo e Ritter lo informano di aver trovato la persona giusta per i loro incontri con i giovani vigili del fuoco di Chicago.

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E, per completare la ricetta nel migliore dei modi, c’è qualcosa di esilarante nel vedere Boden dover affrontare la persona che ha preso il suo posto. Una suora, su una sedia a rotelle che lo ammonisce a causa delle parolacce scritte nel bigliettino.

Ma iniziamo da Matt e Brett. Lei lo ha seguito ad ogni passo dal momento in cui ha capito che qualcosa non andava. E’ rimasta accanto a lui anche quando lui ha provato ad allontanarla per lasciarle il tempo e lo spazio di vivere la proprio vita. Ma quella vita che Sylvie sta vivendo avrebbe bisogno di un po’ di Matt Casey. Volete la verità? Nonostante sia stanca di questo tira e molla, continuo a sperare in questa coppia.

Ora sono entrambi liberi. Non me ne voglia il bel vigile del fuoco, ma quello accanto a Brett, non era decisamente il suo posto. Un po’ come il caro cappellano arrivato prima di lui. Ormai anche i muri della Caserma 51 lo hanno capito. Ma pare che tirarla per le lunghe sia una prerogativa essenziale quando si tratta di Chicago Fire (o di qualsiasi altro show One Chicago).

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Matt intanto sta bene. Tutto sparirà con il tempo. Anche qui devo ammettere, con voi e con me stessa, di aver avuto paura. L’esame da tenente di Stella Kidd mi ha fatto pensare ad un Severide che sale di grado e un Casey che va via mentre Stella diventa il secondo tenente della Caserma. Per nostra fortuna, ai piani alti hanno capito che Kelly Severide e Matt Casey sono uno dei motivi fondamentali per cui amiamo questa serie.

La loro amicizia, anche nei momenti peggiori, è qualcosa su cui possiamo sempre contare. Le scuse di Severide sono state importanti. Forse per Casey non erano necessarie. Si è nascosto fino a quando ha potuto. Ma per Kelly è stato importante sottolineare quella verità che abbiamo visto nel corso di questi anni: sono più che amici. Sono una famiglia. E lo saranno per sempre.

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E arriviamo a Stella Kidd. Vederla muoversi con Hermann (nonostante la paura di non riuscire ad andare avanti con la sua carriera dopo tutti quei sacrifici) per offrire a quel ragazzo una seconda occasione, è stato… speciale, importante. Vale sempre la pena lottare per le seconde occasioni. Un solo errore non può distruggere una vita intera. Non può e non deve. Per nostra fortuna, questa volta, c’erano Stella ed Hermann.

Vorrei dedicare un momento alla scena migliore di questo episodio di Chicago Fire: il volto di Boden nel vedere chi aveva preso il suo posto fuori la Caserma. Una suora che ha letto il suo biglietto prima che fosse tolto, e che gli ha “ordinato” di fare ammenda. Questi sono quei momenti di cui ha bisogno ogni episodio. Un sorriso, e molto di più, strappato dopo un incendio, dopo un momento drammatico. Quei sorrisi che arrivano grazie a Ritter, Gallo, Mouch, Hermann, Cup. Mancavi solo tu Otis. Manchi sempre.

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Infine lui, Mouch. Il nostro eroe silenzioso. Sempre pronto a sacrificarsi per aiutare i suoi compagni. La sua famiglia. Quelle giovani menti che sono il futuro del Dipartimento. Si, è uscita qualche lacrima di commozione quando Mouch ha ascoltato le parole di Gallo e Ritter. Lui, un mentore. Un uomo che non si piega mai, tranne davanti a Trudy Platt. Ma in quel caso, è la sola cosa da fare.

Lui, Mouch, che non si è mai sentito un eroe, ha dimostrato ancora una volta di esserlo. Di essere fonte di ispirazione per Ritter, per i nuovi vigili del fuoco. Per ognuno di noi. In conclusione: non sarà stato un episodio di quelli che ci tiene incollati allo schermo nella speranza che nessuno ci lasci le penne. Ma è stato un episodio che ci ha parlato delle seconde occasioni. Di quegli eroi che non sanno di esserlo. Proprio come Mouch e quel ragazzo che avrà la sua seconda possibilità.

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Gabriella Monaco

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