Il Gladiatore 2: Recensione dell'epico sequel di Ridley ScottIl Gladiatore 2: Recensione dell'epico sequel di Ridley Scott

Recensione de Il Gladiatore 2, il nuovo film di Ridley Scott che uscirà il 14 Novembre nelle sale italiane, distribuito da Paramount Pictures

Debutterà il prossimo 14 Novembre nelle principali sale cinematografiche italiane, distribuito da Paramount Pictures, Il Gladiatore 2, il nuovo film di Ridley Scott scritto da David Scarpa, sequel del film del 2000, che vedeva come protagonista nei panni di Massimo Decimo Meridio, l’attore neozelandese Russell Crowe, ruolo che per la sua interpretazione, vinse un Oscar come miglior attore protagonista.

Diretto dal leggendario regista Ridley Scott, il Gladiatore 2 continua raccontare la straordinaria saga di potere, intrighi e vendetta nell’antica Roma. Anni dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe Massimo per mano del suo perfido zio, Lucio (Paul Mescal) si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte di due tirannici imperatori, che ora governano Roma.  Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo. Preparatevi per un viaggio epico di coraggio e vendetta nella sanguinosa arena del Colosseo.

Il Gladiatore 2: La Recensione

Sono passati esattamente 24 anni da quando il pubblico in sala esultava a gran voce assieme ai gladiatori e a tutta l’arena, “Massimo” “Massimo” “Massimo”, quel nome che sarebbe riecheggiato negli anni a venire, un nome che riecheggia ancora oggi nei nostri cuori.

Purtroppo, tutta la gloria del film del 2000, si affievolisce in questo sequel. Uno dei problemi principali di questo affievolimento, risiede senza ombra di dubbio nella debolezza della sua trama. Ideata da David Scarpa insieme a Peter Craig, la sceneggiatura è stata in seguito sviluppata dallo stesso Scarpa, forse per coinvolgere le nuove generazioni, che ha deciso di sviluppare la storia, per molti aspetti, come se si trattasse più di un remake, che di un sequel.

Certo, lo dice il titolo stesso, di gladiatori si parla, quindi è normale che il protagonista de Il Gladiatore 2, Lucio, a causa degli eventi, si ritrovi a dover combattere in un’arena per guadagnarsi la sua libertà come fece suo padre. Il problema risiede proprio negli eventi, narrativamente parlando, troppo simili al primo denotano una mancanza di originalità.

All’interno del film infatti, sono molti i momenti che strizzano volutamente l’occhio all’epico colossal uscito quasi un quarto di secolo fa.

Alla trama zoppicante si uniscono alcuni elementi quantomeno discutibili, dove Caracalla (Fred Hechinger) e Geta (Joseph Quinn), danno più l’impressione di essere due Volturi provenienti dal mondo di Twilight, che due tirannici imperatori, dove Thraex (Tim McInnerny) sembra l’esatta incarnazione di un abitante di Panem di Hunger games (dico davvero, mancava solamente che intonasse la frase “May the odds be ever in your favor”) piuttosto che un oratore romano, e dove alcune battaglie dei gladiatori assomigliano a delle vere e proprie prove provenienti sempre dal mondo di Hunger Games. Ora sebbene sempre di arena si tratti, è innegabile che i babbuini ne Il Gladiatore 2, ricordino un po’ troppo gli ibridi descritti nella saga di Suzanne Collins.

Il Gladiatore 2: L'inferno si Ri-Scatena nel sequel di Ridley Scott, la Recensione
Il Gladiatore 2: L’inferno si Ri-Scatena nel sequel di Ridley Scott, la Recensione

Scenografia, fotografia e costumi

Com’è il detto? Squadra che vince non si cambia! Ecco che Ridley Scott richiama i suoi fidati collaboratori che avevano lavorato al primo film, lo scenografo Arthur Max, il direttore della fotografia John Mathieson e la costumista Janty Yates (che per il suo lavoro ne Il Gladiatore vinse un Oscar).

Dal rinoceronte da due tonnellate a grandezza naturale, provvisto di otto ruote che danno una buona dinamica di movimento, arrivando a raggiungere fino a 65 km orari, al Colosseo ricostruito in scala 1:1, l’utilizzo di toni caldi per le scene sui gladiatori fungono da cornice perfetta in tutte le scene con dei combattimenti, rendendoli più fluidi e coinvolgenti.

Nella visione d’insieme scenografia, fotografia e costumi risultano impeccabili.

Il Gladiatore 2: L'inferno si Ri-Scatena nel sequel di Ridley Scott, la Recensione
Il Gladiatore 2: L’inferno si Ri-Scatena nel sequel di Ridley Scott, la Recensione

Il cast de Il Gladiatore 2

Anche la resa del cast non è da meno. Paul Mescal, Pedro Pascal Fred Hechinger, Joseph Quinn e Connie Nielsen (che non sembra essere invecchiata nemmeno di un giorno invece ha già 59 anni whaaaaat?) con la loro interpretazione, regalano al pubblico un’ottima performance anche se, ad essere onesti, a rubare la scena più volte ci pensa Denzel Washington.

Washington è eccezionale nell’interpretazione di Macrino, colui che compra gli schiavi e gli fa da mentore trasformandoli in gladiatori. Macrino è astuto, con un ego e un ambizione fuori misura, ogni mossa di questo personaggio è calcolata, nulla viene lasciato al caso, come un abile giocatore di scacchi, il Bobby Fisher dell’antica Roma unito a una furbizia e ingegnosità Macchiavellica, come se seguisse il manuale del generale Sun Tzu “L’arte della Guerra”.

Macrino agisce con la convinzione che la vera forza risiede nel potere, soprattutto quello politico e utilizzerà ogni mezzo per riuscire ad ottenerlo.

Conclusioni

In conclusione, il nuovo film di Ridley Scott pur possedendo tanti aspetti positivi, non riesce a brillare come sequel, in quanto, i punti vincenti, vengono annebbiati da una trama debole, ripetitiva che assomiglia un po’ troppo al suo predecessore. Pertanto, non riesce a splendere di luce propria, ma solo di quella riflessa, ecco il Gladiatore 2 è un riflesso annebbiato del primo film, con lo spettatore che non riesce a raggiungere quel forte impatto emotivo di cui era intriso Il Gladiatore con Russel Crowe!

Il Gladiatore 2 nelle sale italiane dal 14 Novembre, distribuito da Paramount Pictures

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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