M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione

Recensione di M – IL FIGLIO DEL SECOLO, la nuova serie Sky Original sulla nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini

Presentata in anteprima mondiale fuori concorso all’81esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, debutterà il prossimo 10 Gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su NOW M – IL FIGLIO DEL SECOLO, la nuova serie Sky Original che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini. Composta da un totale di 8 episodi della durata di circa un’ora ciascuno, la serie andrà tutti i venerdì in prima serata su Sky Atlantic (oltre a essere disponibile on demand – anche in 4K HDR). 

Tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, diretta da Joe Wright (L’ora più buia, Espiazione, Cyrano), scritta da Stefano Bises e Davide Serino, la serie è prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment,società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle e CINECITTÀ S.p.A.. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO racconta la storia di un Paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri. Ripercorrerà la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Offrirà, inoltre, uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, con l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure dell’epoca.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione
M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione

Noi di Bingy News abbiamo visto la serie in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO, la Recensione

Ad oggi, se c’è un attore giovane in grado di raccogliere qualsiasi sfida gli si proponga davanti, è senza ombra di dubbio Luca Marinelli. Che si tratti dell’iconico ladro dei Manetti Bros. Diabolik, o il cantautore Fabrizio De Andrè in Fabrizio De André – Principe libero o il guerriero immortale Nicky accanto a Charlize Theron in The Old Guard, il risultato sarà sempre eccellente.

Lo stesso avviene in M – IL FIGLIO DEL SECOLO, dove l’attore si cimenta in uno dei ruoli, anzi forse “il ruolo” più difficile e importante di tutta la sua carriera, interpretando Benito Mussolini.

Come un perfetto camaleonte, Marinelli indossa l’accento, le movenze e l’aspetto del famigerato statista, offrendo al pubblico un’interpretazione straordinaria che solo un attore dotato di un talento eccezionale è in grado di dare. Anche quando vestì i panni del protagonista nell’appena citato Fabrizio De André – Principe libero, Marinelli si esercitò molto per poter utilizzare la sue voce nelle canzoni del leggendario cantautore italiano, di Faber, appellativo che gli dette l’amico Paolo Villaggio.

A proposito del film del 2018 diretto da Luca Facchini dove oltre a Marinelli, a interpretare Paolo Villaggio, c’era Gianluca Gobbi, lo stesso attore presente anche in M – IL FIGLIO DEL SECOLO, dove veste i panni del generale Cesare Maria de Vecchi Ministro dell’educazione nazionale, esponente di punta dell’ala “moderata”, cattolica e monarchica del regime. La coppia, nelle scene in comune, mostra la stessa affinità e intesa di sei anni prima, quando vestivano i panni dei due artisti genovesi.

Non solo Marinelli e Gobbi ma tutto il cast, è un buon assemble, regala allo spettatore un’ottima performance a partire da Francesco Russo che interpreta Cesare Rossi braccio destro del Duce a Barbara Chichiarelli nei panni di Margherita Sarfatti, la storica amante di Mussolini e Benedetta Cimatti in quelli di Donna Rachele, la moglie del Duce.

Nella serie troviamo anche Paolo Pierobon (Rapito, Esterno notte, Qui rido io, 1994) che interpreta un Gabriele D’Annunzio più militare che poeta. D’annunzio in M – IL FIGLIO DEL SECOLO è un personaggio grottesco, ambizioso. Intrigante la rappresentazione dell’impresa di Fiume, in quanto mette in evidenza il profondo dualismo che il Principe di Montenevoso (titolo conferito a D’Annunzio creato motu proprio dal re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia) aveva con Mussolini, e poi di come l’occupazione della città di Fiume, contesa tra il Regno d’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, da parte di reparti ribelli del Regio Esercito italiano sia stato un atto populista senza capo né coda. Ad oggi Fiume è il simbolo del nulla.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione
M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione

Menzione speciale va tutta a Gaetano Bruno (Martin Eden, Indivisibili, Il Cacciatore, Doc – Nelle tue mani) che in M – IL FIGLIO DEL SECOLO, è Giacomo Matteotti. L’attore palermitano rende giustizia al segretario del Partito Socialista Unitario, rappresentando splendidamente un uomo lungimirante, che nonostante la paura e le minacce ha cercato in tutti i modi di ostacolare la presa di potere fascista, denunciando tutti gli abusi e i soprusi del partito guidato da Mussolini e soprattutto un uomo che ha dato la vita in difesa dei suoi ideali.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione
M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione

La regia di Joe Wright (L’ora più buia, Espiazione, Cyrano) offre uno sguardo più crudo, onesto e veritiero su come sia avvenuta la scalata al potere del fascismo. Forse è proprio il fatto che il regista e produttore cinematografico non sia italiano ma britannico, che gli permette di avere quel sano distacco in grado di osservare la situazione in maniera obiettiva. Wright ritrae Mussolini come uno statista affascinante, paraculo sino all’inverosimile, che non ha guardato in faccia a nessuno pur di ottenere quello che vuole arrivando a dare in pasto chiunque pur di salvarsi, anche il suo braccio destro.

Fantastiche le scene di violenza rappresentate in maniera frenetica e con l’utilizzo di luci più forti abbinate a musiche elettroniche, si alternano a colori scuri spenti in tutte le scene di riflessione o malinconiche. Il tutto contornato da delle spettacolari scenografie degli anni ’20 ricostruite a Cinecittà e dai costumi rivelano che questa serie di 8 episodi è ad alto budget.

Le musiche in M – IL FIGLIO DEL SECOLO

Molto interessante l’inserimento di uno stile contemporaneo musicale all’interno di una serie storica. Specialmente nelle scene di inaudita violenza e caos, si può udire in sottofondo il il big beat, tipico della musica elettronica. Questo non è un caso, in quanto la colonna sonora è stata composta da Tom Rowlands, parte del duo britannico di musica elettronica The Chemical Brothers, tra i pionieri che hanno portato proprio il big beat (variante indipendente della musica dance e techno che incorpora evidenti influenze di rock psichedelico ed elettronico) in prima linea nella cultura pop.

La regia in M – IL FIGLIO DEL SECOLO
M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione
M – IL FIGLIO DEL SECOLO: Marinelli è straordinario nei panni di Benito Mussolini, la Recensione

Purtroppo, nonostante il fascismo sia stato un regime totalitario che in quanto tale, non permetteva nessun’altra idea all’infuori della sua, che ha lasciato dietro di sé orrori ampiamente documentati e testimoniati da più fonti, è innegabile che, ancora oggi, ci siano persone che rimpiangono quei tempi perché invaghite di un idea malsana e fasulla.

E non mi riferisco solamente ad un busto tenuto in casa da un presidente del Senato della Repubblica o a degli episodi di razzismo. Pensate che lo stesso regista in conferenza stampa ha raccontato che durante le riprese ci sono state delle comparse che hanno voluto abbandonare il set perché non soddisfatti di come Benito Mussolini veniva rappresentato in questa serie.

Molta gente continua credere che il problema di Mussolini sia stata la sua alleanza con Hitler, che per quanto sia stata aberrante (senza contare che Margherita Sarfatti, la storica amante di Mussolini era una donna ebrea), è stata solo una parte del problema. Ci sono persone che credono alla favoletta che gli è stata indottrinata in maniera fiabesca, contornata dalla storica frase “Quando c’era lui…” dimenticandosi, di tutte le torture inflitte, dei misteriosi rapimenti, delle “purghe”, delle elezioni vinte con la forza (in stile Gomorra per intenderci).

Donne che ancora oggi venerano un uomo che gli negava qualsiasi diritto, donne che venivano sedotte e abbandonate, e quando provavano a farsi valere, finivano in manicomio. Sì, le donne, considerate esseri inferiori, messe al mondo per essere al servizio dell’uomo e che quando provavano ad avere una voce, venivano silenziate, accusate d’isteria.

Donne che oggi sono al potere, rimpiangono un uomo che le negava il diritto di voto.

Ecco perché nel 2025 a più di cent’anni dalla nascita di questo orribile movimento, è importante che esista una serie televisiva come questa. M – IL FIGLIO DEL SECOLO, molto ben realizzata un progetto culturale, dallo spirito antifascista come lo stesso cast ha definito, e che aiuta lo spettatore a far luce sulla nascita non solo del fascismo, ma del POPULISMO, del nazionalismo con l’idea di nazionalizzazione di una nazione, una serie storica che utilizza un linguaggio moderno per familiarizzare con le nuove generazioni perchè “Make Italia Great Again” non possa ripetersi.

M – IL FIGLIO DEL SECOLO, dal 10 Gennaio in esclusiva su Sky e in streaming su NOW

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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