A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

La nostra recensione di A Complete Unknown, il nuovo film di James Mangold con Timothée Chalamet nei panni del cantante leggendario Bob Dylan

Uscirà mercoledì 23 Gennaio nelle principali sale cinematografiche italiane A Complete Unknown, il nuovo film di James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima – Walk the LineLe Mans ’66 – La grande sfida) basato sul libro di di Elijah Wald “Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica” (titolo originale A Complete Unknown. Dylan Goes Electric!) edito in Italia da Vallardi.

Noi di Bingy news abbiamo visto il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

A Complete Unknown: La Recensione

Non è la prima volta che viene fatto un film su Bob Dylan, dal documentario in presa diretta del 1967 Dont Look Back che mostrava la tournée britannica che Dylan tenne nel 1965, passando per No Direction Home: Bob Dylan (No Direction Home) del 2005 diretto da Martin Scorsese che ripercorreva la vita dell’artista, dal suo arrivo a New York nel 1961 fino all’incidente motociclistico del 1966 che gli causò un temporaneo ritiro dalle scene, sino ad arrivare al film biografico Io non sono qui (I’m Not There) del 2007.

Diretto da Todd Haynes, narrava la storia del musicista in sette distinti momenti della sua vita, ognuno interpretato da sei attori diversi (fatta eccezione per Christian Bale che vestì i panni sia del pastore John che di Jack Rollins).

Come il film di Scorsese, anche A Complete Unknown copre solamente i primi anni della carriera di Bob Dylan iniziando anch’esso con l’arrivo del musicista a New York City nel 1961 fermandosi però un attimino prima del fatidico incidente del 1966.

Mangold, basandosi sul libro del 2015 di Elijah Wald, Dylan Goes Electric! Newport, Seeger, Dylan, and the Night that Split the Sixties, ha deciso di arrivare sino alla sua controversa esibizione al Newport Folk Festival del 1965 momento fondamentale nella vita dell’artista in quanto segna il suo passaggio dalla musica folk al rock elettrico.

A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet
A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

Uno strepitoso Timothée Chalamet veste i panni del noto cantautore, recitando, cantando e suonando lui stesso quei brani iconici passati alla storia. Chalamet si cala perfettamente nella parte, riuscendo ad incanalarne l’essenza, senza mai però cadere nell’imitazione, o caricatura, trovando una sua dimensione propria, pur attingendo a quelle peculiarità così riconducibili a Bob Dylan, come il suo sguardo sfuggente, la sua strafottenza, la sua malizia o la gestualità.

La regia di James Mangold

La regia di James Mangol è buona. L’utilizzo dei colori caldi nelle scene dove il protagonista si confronta con altri personaggi si alternano a dei colori più freddi quando è da solo o mentre vaga per la città. Bellissimi gli accostamenti tra i testi di Dylan con quello che stava accadendo nel mondo.

Dal panico tra le persone generato dalle notizie in merito alla crisi missilistica cubana, le proteste contro la guerra, il discorso “I have a dream” di Martin Luther King o l’uccisione di Kennedy con le esibizioni del protagonista in brani “Masters of War” o “Blowin’ In The Wind” ponendo lo spettatore ad una ulteriore riflessione non solo all’artista, ma anche su tutto quello che stava accadendo attorno a lui, e come tutto ciò lo stesse influenzando artisticamente.

Forse è proprio per questo motivo che la sceneggiatura di Mangold scritta assieme a Jay Cocks è intelligente. Non cercano espedienti banali per dare risposte a determinate domande, del perchè Bob Dylan sia un personaggio così enigmatico e particolare. Mangold e Jay Cocks, preferiscono che sia il pubblico a farsi una propria opinione guardando il film, lasciando che siano i testi e le musiche dell’artista a parlare.

Per nulla un film introspettivo, A Complete Unknown vede l’autore di Like A Rolling Stone attraverso non solo le sue canzoni ma anche attraverso gli altri personaggi che hanno fatto parte della sua vita.

Edward Norton è fantastico nei panni di Pete Seeger, uno dei massimi autori della folk music e della canzone di protesta degli anni cinquanta e sessanta. Carismatico benevolo, Norton riesce a far arrivare al pubblico qualsiasi emozione il suo personaggio provi anche senza proferir parola, il rispetto e l’ammirazione per il talento di Dylan che si trasformano in disappunto e delusione durante il Newport Folk Festival del 1965.

A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet
A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

Anche Monica Barbaro è favolosa come Joan Baez, affascinante, accattivante, con un falsetto bellissimo e una padronanza della scena invidiabile. Chalamet e Bararo hanno una bella intesa e le loro scene sono fluide e scorrevoli, anche quando lei lo caccia in piena notte.

Lo so, c’è stato un momento in cui alcuni di voi, prima di scoprire che Boyd Holbrook avrebbe interpretato il cantante leggendario Johnny Cash, hanno sperato per un momento che Joaquin Phoenix, potesse riprendere questo ruolo dato che Mangold è il regista anche di Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line.

Ora non sappiamo se è stato chiesto a Phoenix di tornare ad interpretare quel personaggio, o se il regista ha pensato che potesse rubare la scena a Chalamet, possiamo dire che comunque Boyd Holbrook non è malvagio come Johnny Cash, colui che è stato in grado di vedere oltre la barriera folk spingendo il cantautore premio Nobel per la letteratura a seguire le sue convinzioni e il suo talento, fregandosene delle convenzioni.

A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet
A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

E per finire, ultima ma non per questo meno importante, l’ottima interpretazione di Elle Fanning come Sylvie Russo

Sylvie Russo

A differenza di molti personaggi reali che il protagonista incontra in A Complete Unknown, come Pete Seeger (Edward Norton), Woody Guthrie (Scoot McNairy) o Joan Baez (Monica Barbaro), nel film autobiografico con protagonista Timothée Chalamet, spicca anche la figura di un personaggio tecnicamente immaginario, quello di Sylvie Russo.

Seppur immaginario, il personaggio di Russo è ispirato ad una donna che è stata importantissima nella vita di Bob Dylan, Suze Rotolo, un’artista, pittrice e insegnante italo-americana sua musa ispiratrice, talmente importante per il cantautore, da venir ritratta dal fotografo Don Hunstein, insieme a Dylan, in una foto che sarà poi la copertina dell’album The Freewheelin’ Bob Dylan.

Sembra proprio che sia stato Bob Dylan a richiedere che non venisse usato il vero nome della sua Ex. Infatti l’autore di Blowin’ In The Wind ha contribuito attivamente alla realizzazione di questo film, leggendo la sceneggiatura, suggerendo qualche modifica, e consegnando al regista tutta la corrispondenza con il cantautore e chitarrista statunitense Johnny Cash, tanto da risultare come produttore esecutivo in A Complete Unknown.

Sylvie Russo è quel personaggio empatico, dolce e paziente ma non per questo meno forte degli altri; anzi, è colei che per un periodo gli è rimasta accanto nonostante tutto, sino a quando ha capito di sentirsi un accessorio o molto più semplicemente un piatto nella vita di un uomo che vuole gustare ogni portata che la vita ha da offrirgli.

A Complete Unknown è prodotto da Alan Gasmer, Bob Bookman, Peter Jaysen, Jeff Rosen, Fred Berger, Alex Heineman, James Mangold e Timothée Chalamet mentre Bob Dylan, Michael Bederman, Brian Kavanaugh-Jones e Andrew Rona sono i produttori esecutivi.

A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet
A Complete Unknown: Recensione del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

A Complete Unknown nelle sale italiane dal 23 gennaio.

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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