Recensione di Eden, il nuovo survival thriller di Ron Howard ispirato a due versioni completamente diverse della stessa storia
Uscirà il prossimo 10 aprile nelle principali sale cinematografiche italiane Eden, il nuovo survival thriller di Ron Howard, con un cast a dir poco stellare. Abbiamo avuto la possibilità di visionare il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.
Eden, come citato nel libro biblico Genesi, è il luogo paradisiaco terrestre in cui vivevano Adamo ed Eva. Come la prima coppia umana, così Friedrich Ritter (Jude Law) e Dora Strauch (Vanessa Kirby), rinnegando i valori borghesi degli anni ’30, che ritengono stiano distruggendo la vera natura dell’umanità, decidono di trasferirsi nel loro Eden, l’isola di Floreana, situata sull’arcipelago delle Galápagos.
Tutto sembra filare liscio sino a quando nuovi coloni, mossi dai racconti pubblicati del dottor Ritter, decidono di seguire le sue orme. Il loro arrivo però, innesca nuove dinamiche complesse, tirando fuori forse, la vera natura dell’essere umano.

Eden indaga su uno dei più antichi e affascinanti misteri umani, la natura dell’uomo
Ispirato a persone realmente esistite e a due versioni completamente diverse degli stessi avvenimenti, Eden è una storia che ha come tema centrale la sopravvivenza, e a come gli esseri umani si relazionano ad essa. Infatti il film offre degli ottimi spunti di riflessione, a partire dalla solitudine e a come ci relazioniamo a essa, sui rapporti umani, sul potere, sulla manipolazione e la persuasione, dove la Baronessa Eloise Bosquet de Wagner Wehrhorn ne aveva fatto delle armi talmente potenti che riuscivano a ferire più di una pistola (caratteristica rappresentata splendidamente da Ana de Armas), ma soprattutto, come abbiamo appena detto, sul nostro istinto di sopravvivenza e fin dove siamo pronti a spingerci.
E’ bellissimo vedere il cambiamento dei personaggi a seconda delle situazioni che si presentano davanti a loro. Un esempio lampante è la volontà di voler vivere secondo alcuni principi, per poi gettare i medesimi direttamente nello scarico quando l’ambiente circostante cambia. Come il dottor Ritter che da vegetariano, intento a consumare solo quello che coltiva, impiega circa due secondi a chiedere della carne a Heinz Wittmer (Daniel Brühl), quando l’orto viene danneggiato.
Importante il ragionamento tra chi crediamo di essere e chi siamo davvero
Nonostante l’alto potenziale tematico, a causa di una narrazione disgregata e discontinua, la storia rimane emotivamente distante, in quanto l’impatto che il film avrebbe potuto raggiungere viene completamente smorzato dalla mancanza di coesione della sceneggiatura.
Non solo, la sceneggiatura di Eden poi si trova di fronte a un altro problema: non riesce a dare a ciascun personaggio lo spazio necessario per esplorare a fondo la loro psicologia. Nonostante le performance di Jude Law, Vanessa Kirby, Sydney Sweeney, Daniel Brühl e Ana de Armas, che arricchiscono notevolmente il film, uno dei punti deboli di questo film resta proprio la gestione dei personaggi, che appaiono comunque superficiali e poco sviluppati.

La fotografia suggestiva
Dal punto di vista visivo, la fotografia di Eden è suggestiva e intensa, riesce a catturare magnificamente la bellezza selvaggia e incontaminata delle Galápagos, Mathias Herndl crea un’atmosfera unica che ben si adatta alla storia del film.
Conclusioni
In conclusione possiamo affermare che Eden è un film che sulla carta aveva tantissimo potenziale ma che poi ha perso l’anima nella sua realizzazione. Pieno di punti forti, come un ottimo cast, l’ambiente naturale circostante o la storia realmente accaduta, sono tutti punti dotati di immenso potenziale ma che non viene sviluppato a sufficienza. E un film non completamente riuscito, senza infamia e senza lode. Considerando poi che è stato diretto dalla mente brillante di Ron Howard, regista due volte Premio Oscar, autore di pellicole indimenticabili come Apollo 13, Cocoon e A Beautiful Mind allora la delusione aumenta.
Eden non è un brutto film, il problema è che non è neppure un gran bel film.
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