Material love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinemaMaterial love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinema

La nostra recensione di Material Love, la nuova opera di Celine Song, con Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal nel cast, nelle sale dal 4 settembre

Uscirà il 4 settembre nelle sale cinematografiche italiane Material Love, il nuovo film di Celine Song (Past Lives). Abbiamo avuto la possibilità di assistere all’anteprima stampa e adesso siamo pronti, come sempre, a darvi la nostra recensione.

Material love e tutto il potenziale non sviluppato

L’idea di fondo di Material Love aveva potenziale. Una giovane donna di successo che lavora per costruire l’amore degli altri, ma non riesce a gestire il proprio: il contrasto tra la sua vita professionale e quella emotiva poteva generare un racconto brillante, ironico e moderno. Poteva, appunto. Perché ciò che il film di Celine Song mette in scena è l’ennesima variazione su un tema ormai logoro: la donna che ha tutto ma è incompleta perché “manca l’amore”. Il punto non è tanto il cliché in sé, anche i cliché possono funzionare, se riletti con originalità, ma il modo fiacco, prevedibile e senza sfumature con cui viene trattato.

Nonostante molteplici spunti interessanti, la storia di Lucy è piatta fin dal principio e non fa nulla per uscire da quella bidimensionalità narrativa.

Material love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinema
Material love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinema

I personaggi di Material Love

Il personaggio di Lucy, interpretato da Dakota Johnson, avrebbe potuto incarnare una donna sfaccettata e autentica, divisa tra la sicurezza professionale e le incertezze del cuore. Purtroppo però, viene mostrata al pubblico solamente un ritratto abbozzato, privo di profondità e coerenza emotiva. Le sue battute suonano come frasi di circostanza, lo spettatore non riesce ad entrare nel suo mondo. È una protagonista immobile, che non lascia segni, né dentro la storia né nello spettatore.

Lo stesso vuoto attraversa i due personaggi maschili attorno a cui ruota il triangolo sentimentale. John (Chris Evans) ricalca lo stereotipo dell’ex fidanzato che avrebbe potuto essere “quello giusto”, ma manca totalmente di complessità e di tensione. Harry (Pedro Pascal), invece, è la versione patinata e artificiale del “misterioso uomo d’affari”: affascinante solo sulla carta, impalpabile sullo schermo. Entrambi restano figure bidimensionali, incapaci di accendere una vera dinamica relazionale con Lucy. Nessuna scintilla, nessun conflitto, nessun battito in più. Tutto resta in superficie.

Anche le dinamiche lavorative, che sulla carta avrebbero dovuto portare un reale conflitto tra carriera e sentimenti, non vengono mai approfondite veramente. Non c’è mai una reale posta in gioco, non c’è mai una sensazione di rischio.

Material love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinema
Material love: Recensione del film di Celine Song, dal 4 settembre al cinema

Relazioni senza vita

Una commedia romantica vive (o muore) nella capacità di far credere alle relazioni che racconta. E Material Love non riesce mai in questo intento. Non ci crede il pubblico, non sembrano crederci nemmeno gli attori. Le interazioni tra Lucy e i suoi due pretendenti sono fredde, prive di scintille. Non c’è tensione sessuale, non c’è attrazione, non c’è nemmeno antipatia: solo una serie di battute scritte per essere “romanticamente funzionali” che però suonano meccaniche.

Un triangolo amoroso dovrebbe spingere il pubblico a scegliere, ad avere un favorito con cui la controparte dovrebbe stare “team Edward o team Jacob”, “team Peeta o Team Gale”, o ancora team Brenda o team Kelly” solo solo alcuni esempi su come il pubblico, appassionato ad una storia inizia a parteggiare, a cambiare idea, mentre in Material Love rimane sempre tutto troppo superficiale.

Scene come le cene, i confronti, i momenti di crisi, sono scene che dovrebbero mostrare la vera intimità dei rapporti interpersonali, nel film di Celine Song appaiono molto fredde e distaccate.

Nessuna firma visiva

Dal punto di vista tecnico, Material Love non offre nulla che valga la pena ricordare. La regia di Celine Song – sorprendentemente anonima rispetto a quanto aveva fatto intravedere in Past Lives – si limita al compitino: inquadrature pulite, montaggio funzionale, nessun guizzo. La fotografia è piatta, generica, e non riesce nemmeno a valorizzare l’ambientazione urbana che avrebbe potuto dare un minimo di personalità al racconto. La colonna sonora accompagna la narrazione come una playlist pop qualunque, inserita per riempire il silenzio, non per sottolineare o esaltare i momenti emotivi. Tutto è corretto, ma sterile.

Cast sprecato

Quello che dispiace di più è vedere un cast così promettente completamente poco sviluppato. Dakota Johnson ha carisma, lo ha dimostrato più volte, ma qui è costretta a interpretare un personaggio senza nervo. Chris Evans, che avrebbe potuto giocare sul registro del fascino malinconico, viene ridotto a un ruolo decorativo.

Pedro Pascal, solitamente magnetico, si muove tra dialoghi artefatti e momenti poco ispirati. Nessuno di loro riesce a brillare. Ma non è solamente per la sceneggiatura. Uno degli aspetti importantissimi quando si sceglie un cast è l’affinità e chimica tra i personaggi.

Qui in Material Love questa chimica tra i protagonisti è assente. Cheris Evans e Dakota Johnson insieme, sfortunatamente non trasmettono nulla e questo influenza non poco il giudizio finale del film.

Amore, ma solo nel titolo

Alla fine, Material Love fallisce proprio dove non dovrebbe: nel raccontare l’amore. Non quello da cartolina, ma quello complesso, contraddittorio, disordinato. Nessuna scena memorabile, nessun personaggio da ricordare, nessuna emozione che resti. È il classico prodotto da piattaforma streaming che cerca di sembrare sofisticato, ma non osa mai davvero. Un’occasione mancata. E nel panorama saturo delle commedie romantiche moderne, un film che non osa e non emoziona è condannato a scomparire.

Material Love dal settembre al cinema distribuito da Eagle Pictures

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