La nostra recensione in anteprima di Petra 3 Stagione, la serie Sky Original con protagonista Paola Cortellesi
Dopo ben 3 anni dalla messa in onda della seconda stagione, l’8 e il 15 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, torna Petra Delicato con la terza stagione della serie tratta dai romanzi della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett. La protagonista Paola Cortellesi ha scelto di rivestire i panni della “ruvida e ironica” ispettrice come primo progetto dopo il grande successo mondiale del suo primo film da regista ‘C’è ancora domani’, e non poteva fare scelta migliore. Ambientazioni e personaggi completamente differenti per dare il via ad un nuovo capitolo della carriera dell’attrice romana, il cui cinema depone grandi speranze.
Petra 3 Stagione – Recensione: Un personaggio che non perde identità

In questa nuova stagione Petra non perde la propria identità neanche a favore di una vita complessa e “ordinaria”. In apertura del primo episodio vediamo l’ispettrice Delicato immersa in un assetto familiare del tutto nuovo e anche inaspettato per il personaggio che, nonostante i due matrimoni precedenti, sperimenta per la prima volta la convivenza con un compagno presente e i suoi tre figli, creando una sorta di famiglia allargata. L’evoluzione di Petra nei due nuovi episodi è del tutto chiara: nel primo la protagonista sembra trattenere il respiro per sopravvivenza mentre nel secondo, quando prende coscienza che nulla potrà mai cambiarla, ritorna in superficie fino a che qualcosa non smuove di nuovo quelle acque all’apparenza sicure.
Uno dei pregi della serie Sky Original è quella di non snaturare la propria protagonista facendola diventare qualcosa che non è mai stata (e di cui il pubblico faticherebbe a credere). Nelle nuove storie, Petra si aggrava di lunghi e profondi silenzi, portando all’esasperazione più totale il proprio essere indipendente e riservata, rinunciando per amore di se stessa anche ai propri sentimenti e alle persone intorno a lei.
Petra 3 Stagione – Recensione: Paola Cortellesi è il nostro faro

Se il personaggio dopo 3 anni funziona ancora è tutto merito di Paola Cortellesi. L’interprete si affida completamente alla regista Maria Sole Tognazzi, questo è vero, ma la bravura di una delle attrici più credibili e poliedriche del nostro cinema sono essenziali per la riuscita di una serie che incentra tutta la sua storia intorno al personaggio principale. In un mare di incertezze Cortellesi è il nostro faro nel buio, e siamo contente cosi.
Petra 3 Stagione – Recensione: Lo stile crime
Lo stile crime della serie Sky Original viene accentuato grazie alle indagini ben sviluppate e ampiamente poste sullo schermo da parte degli sceneggiatori, che curano in maniera cosciente non solo l’animo di Petra ma anche la sua devozione verso l’investigazione. Per il personaggio il lavoro è il vero porto sicuro, l’unica certezza e caposaldo della sua vita complicata e irrazionale…ma cosa accade se a vacillare è anche la fiducia nelle proprie doti di ispettrice? Questa e altre domande si pone Petra nel corso delle due storie, fino a portarla ad una scelta drastica ma comprensibile che potrebbe essere una chiave di svolta per una futura Quarta Stagione, di cui proprio Paola Cortellesi non esclude la produzione.
Peccato, però, che non tutte le ciambelle vengano col buco e qualche difetto anche la veterana Petra ce l’ha. Il ritmo lento ed estremamente riflessivo di alcuni passaggi risulta eccessivamente lungo e stancante, ai limiti anche per una serie di qualità come questa. In alcune scene, il rischio di anteporre il lato estetico ed affascinante dei toni e delle forme sulla storia, potrebbe prendere il sopravvento.
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