Recensione di After the hunt – Dopo la caccia, il nuovo film di Luca Guadagnino con Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, nelle sale italiane dal 16 Ottobre
Recensione a cura di Giovanni Urgnani
Debutterà il prossimo 16 ottobre nelle principali sale cinematografiche italiane After the hunt – Dopo la caccia, il nuovo film di Luca Guadagnino che vede nel cast Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield. Abbiamo avuto la possibilità di visionare il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra onesta recensione.
After the hunt – Dopo la caccia: La Recensione
Prima di analizzare After the hunt – Dopo la caccia per capire cos’è, è necessario chiarire cosa non è.
Il film, non è sicuramente un thriller dal ritmo serrato e non è neppure il classico giallo investigativo orientato a svelare una verità nascosta. Piccola introduzione necessaria dovuta al fatto che purtroppo si è assistito ad una di una discutibile campagna marketing, nel quale la pellicola è stata presentata dai trailer e dagli spot in modo fuorviante, che rischia di penalizzarla agli occhi del pubblico.
In After the hunt – Dopo la caccia, Luca Guadagnino si concentra sulle diverse percezioni che gli individui hanno della verità e, soprattutto, su quale verità ciascuno scelga di accettare in base al proprio tornaconto personale.
Aldilà di quelli che sono gli esiti narrativi, l’aspetto più significativo del film è sicuramente, l’analisi di uno dei più grandi drammi della società contemporanea: la strumentalizzazione delle battaglie sociali in favore dell’ambizione individuale; scelta rischiosa destinata a generare scontento in chi dal cinema vuole ricevere risposte semplici ed immediate.

Chi è il colpevole?
Tutte le parti in causa indistintamente hanno la probabilità di essere colpevoli, tra chi è consapevole di appartenere ad una o più minoranze e sfrutta la condizione per fare le scarpe a chi sta sopra di lui/lei e chi invece è ben conscio di appartenere alla classe dominante ed è pronto/a a volgere la situazione a proprio vantaggio.
L’ambientazione accademica della prestigiosa università americana di Yale serve a mostrare una classe d’élite vittima delle proprie contraddizioni e ipocrisie, capace di declamare concetti forbiti e disquisizioni sofisticate, ma che poi, in fin dei conti, è segnata comunque da problemi che sono comuni a tutti, come le dipendenze da alcol o droga o i rapporti matrimoniali che seppur logorati, rimangono solidi di facciata, per salvare le apparenze.
E Alma, interpretata dall’attrice premio Oscar Julia Roberts, è una di queste persone.
Alma è un personaggio ambiguo, che si trova suo malgrado coinvolta in una vicenda altrettanto ambigua, potenzialmente scomoda e destabilizzante, che potrebbe, a seconda del suo sviluppo, contemporaneamente penalizzarla o avvantaggiarla, proprio nel momento in cui si prepara a cogliere una preziosa opportunità professionale.
Infatti, la suddetta ambiguità non risiede solo nella scelta di Nora Garrett di evitare narrativamente di rispondere a dietro quale versione se a quella dell’accusatrice Maggie (Ayo Edebiri) o quella dell’accusato Hank (Andrew Garfield) si celi la verità, ma anche nell’atteggiamento camaleontico della stessa Alma, che cambia e si trasforma a seconda di chi le sta davanti.
Sia per Maggie che per Hank, Alma prova sentimenti contrastanti, come una tensione erotica mescolata alla paura di essere scavalcata professionalmente: attrazione e repulsione che convivono e al tempo stesso si scontrano tra loro.
After the Hunt – Dopo la caccia fa riferimento al ciclone che ha investito Hollywood a seguito del movimento #MeToo, dal quale sono scaturiti anche alcuni episodi di giustizialismo di facciata.
I riferimenti a Woody Allen sono evidenti, a partire dalla scelta, tutt’altro che casuale, di impostare i titoli di testa secondo un preciso stile estetico, font compreso. La sequenza finale assume un valore decisivo nel chiudere la questione con un cinismo appena velato e una certa rassegnazione, constatando come, una volta svanito il polverone, tutto torni al proprio posto, come se nulla fosse accaduto. In questo modo si mette in luce l’ipocrisia di decisioni prese sull’onda dell’emergenza, più per salvaguardare l’immagine che per cambiare davvero le cose.

Più si osserva il film e più si ha l’impressione che il cineasta palermitano, forse per via della grande produzione alle spalle, abbia dovuto accettare alcuni compromessi, prendendosi molti meno rischi, di quanto non faccia di solito, risultando molto più abbottonato. Una condizione che potrebbe dipendere anche dalla presenza di star dal forte richiamo mainstream, come Julia Roberts e lo stesso Andrew Garfield, capaci comunque di offrire interpretazioni credibili e convincenti.
Il ruolo dell’erotismo e lo spazio dedicato al sesso si riducono o, meglio, si edulcorano rispetto ai lavori precedenti di Guadagnino e si nota un maggiore ricorso al didascalismo, senza che questo però nasconda per fortuna l’autorialità del prodotto. Anzi, per l’autore italiano After the hunt – Dopo la caccia è un tassello importante della sua filmografia già straordinaria.
After the Hunt – Dopo la caccia nelle sale italiane da 16 ottobre, distribuito da Eagle Pictures
Giovanni Urgnani
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