Mark Ruffalo incontra oltre 6.500 studenti: successo per ArtMedia Cinema e Scuola a RomaMark Ruffalo incontra oltre 6.500 studenti: successo per ArtMedia Cinema e Scuola a Roma

Successo record l’incontro con Mark Ruffalo di ArtMedia Cinema e Scuola. Oltre 6500 studenti in sala e streaming per il film sulla Palestina e sui diritti umani

Si è tenuta il 21 Aprile a Roma una conferenza che ha unito cinema, formazione e impegno civile, confermando il potere delle immagini come strumento di dialogo tra generazioni. L’evento del progetto ArtMedia Cinema e Scuola – Immagini Personaggi Storie. Percorsi di Cinema per Studenti, ideato e diretto da Loredana Commonara, ha visto protagonista Mark Ruffalo, attore e attivista internazionale, in un incontro capace di lasciare un segno profondo tra i giovani partecipanti.

L’appuntamento ha registrato una partecipazione significativa, con oltre 1.500 studenti presenti al Cinema Adriano e quattro sale completamente esaurite, mentre più di 5.000 ragazzi si sono collegati in streaming da scuole della provincia del Lazio e dell’Abruzzo. Un coinvolgimento che restituisce la misura di un progetto ormai centrale nel panorama educativo nazionale, promosso dall’Associazione Artistic Soul nell’ambito del piano CIPS sostenuto dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, e pensato per portare il linguaggio audiovisivo al centro dei percorsi formativi.

La giornata ha avuto inizio con la visione di Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis, un film che racconta la storia di una famiglia palestinese lungo l’arco di tre generazioni, mettendo in luce tematiche profonde come l’identità, il ricordo e il senso della perdita. La scelta di proporre questa pellicola nasce dall’esigenza di accompagnare gli studenti nella comprensione della realtà contemporanea, incoraggiandoli a sviluppare uno sguardo più consapevole e critico sui conflitti in corso e sulle loro ricadute umane.

L’incontro con Mark Ruffalo si è sviluppato con una partecipazione attiva degli studenti, guidato dal critico Mario Sesti. Ruffalo, produttore esecutivo del film, ha raccontato le difficoltà affrontate durante le riprese a Gaza, tra instabilità, violenza e condizioni imprevedibili che hanno messo a rischio la troupe, costretta a spostarsi per proseguire il lavoro, facendo riprendere il progetto da capo con molte meno risorse.

Nel suo intervento ha sottolineato come il cuore del film risieda nel racconto di una perdita fondamentale, quella dei diritti, spiegando come la visione dell’opera permetta di entrare in una realtà in cui libertà e quotidianità non possono essere date per scontate. Il discorso si è poi allargato al contesto internazionale, evidenziando le difficoltà di diffusione di opere simili negli Stati Uniti, dove permangono resistenze e forme di censura legate a questi temi.

Mark Ruffalo parla agli studenti del film “Tutto quello che resta di te”: 

Ci vuole tanto per girare un film trovare i luoghi adatti, la troupe adatta, ci vogliono mesi di lavoro e organizzazione.Quando hanno iniziato a girare questo film a Gaza e le principali difficoltà sono state la violenza e l’instabilità sul campo, con furti di attrezzature e location non più accessibili o addirittura scomparse. La troupe era lì il 7 ottobre, sono dovuti scappare perché erano in pericolo andando a girare in Egitto.

Per quanto io conoscessi la situazione di Gaza, non sapevo come fosse essere lì quotidianamente. Ogni storia deve avere della tensione del conflitto e non c’è un conflitto più grande che perdere i propri diritti come essere umano. Tutti qui abbiamo enormi diritti, guardando questo film inizi a capire un mondo dove non si è liberi di muoversi come si vuole o di stare le persone che si vuole. La famiglia ti tiene umano, è il rifugio che difende la tua umanità perché ci permette di amare le persone“.

@bingynews

“Mark Ruffalo da Hulk ad attivista: ‘Gaza è genocidio, fame e pulizia etnica’. Oggi a Roma incontra 1500 studenti dopo ‘Tutto quello che resta di te’ – un grido per la Palestina! 💔 #MarkRuffalo #Gaza #freepalestine @_realmarkruffalo @realmarkruffaloofficial @thereal_mark_ruffalo

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Alla domanda: se fosse riuscito a organizzare un evento simile anche in America, Ruffalo risponde così:

Non abbiamo avuto modo di organizzarci in questo modo perché negli USA c’è una specie di censura in merito a questa questione, alcuni genitori non vogliono che i figli vedano questo film. Vivete in un paese in cui la verità non fa così tanta paura, non almeno come è negli USA. La vostra presenza qui è un trionfo e so che la regista e il popolo palestinese lo apprezza. Come vi sentireste se vedeste vostro padre umiliato di fronte a voi come si vede nel film?

Reagireste come ha reagito il figlio? Riuscite a vedere un mondo in cui non c’è una via per porre fine a quella umiliazione? Pensate di essere in un mondo in cui non c’è una strada politica per porre fine a questa situazione? Se faceste un film ma non poteste proiettarlo nel Paese in cui vivete come stareste? Se questa fosse la vostra storia e non poteste raccontarla ci sarebbe una rivolta, se questa fosse la vostra storia e vi dicessero no è una bugia come reagireste? Quindi tutti capiamo la rabbia che c’è dietro a questo film“.

A chiudere l’incontro è stata Loredana Commonara, che ha sottolineato il valore di una giornata capace di mettere in relazione studenti e protagonisti del panorama culturale internazionale, ribadendo l’importanza di creare occasioni di confronto autentico e di ispirazione.

La presenza di Ruffalo, ha evidenziato, ha rappresentato non solo un momento di grande richiamo, ma anche un’opportunità concreta per riflettere sul ruolo del cinema come strumento di consapevolezza.

L’evento si inserisce così in un percorso più ampio che vede ArtMedia Cinema e Scuola consolidarsi come punto di riferimento per l’educazione audiovisiva in Italia, dimostrando come il cinema possa diventare un linguaggio capace di unire formazione, emozione e impegno civile, offrendo ai più giovani strumenti per comprendere e raccontare la complessità del mondo contemporaneo.

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