Odissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria ExperienceOdissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria Experience

La nostra recensione di Odissea, il nuovo monumentale film di Christopher Nolan, che sarà disponibile nelle sale cinematografiche italiane da domani 16 Luglio

Arriverà domani 16 luglio, nelle principali sale cinematografiche italiane Odissea, il film più atteso dell’anno scritto e diretto da Christopher Nolan. Dopo il successo di Oppenheimer, il regista torna al cinema confrontandosi questa volta con uno dei racconti più conosciuti e tramandati della storia, il poema epico attribuito a Omero e il lungo viaggio di Ulisse verso Itaca.

Partiamo subito col dire che ci troviamo di fronte a un progetto enorme e ambizioso, probabilmente tra i più rischiosi della carriera di Nolan. D’altronde siamo davanti a un colossal e lo si percepisce in ogni suo aspetto, dal respiro produttivo al cast, dalla durata alla costruzione visiva, fino a quella dimensione epica che oggi il cinema raramente riesce a sostenere fino in fondo.

Ecco perché, a un primo acchito, portare Odissea sul grande schermo può sembrare una mossa molto azzardata. Bisogna infatti fare i conti con un immaginario collettivo sedimentato nei secoli e con una storia che tutti, in un modo o nell’altro, conoscono già. Eppure bastano pochi minuti per capire che Nolan non è un giocatore d’azzardo improvvisato, ma uno che conosce bene i rischi di un’operazione del genere, rifiutandosi di realizzare una semplice trasposizione del poema.

Odissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria Experience
Odissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria Experience

Definire Odissea solamente un film rischia infatti di risultare estremamente riduttivo.

Nolan costruisce un’opera monumentale, uno spettacolo imponente che fonde elementi centrali della sua filmografia e li rielabora in una chiave quasi allucinatoria. Il risultato è un’esperienza che trascina lo spettatore all’interno di un vero e proprio incubo mitologico. Il viaggio di Ulisse viene vissuto dallo spettatore che riesce quasi a sentire il peso del mare, la paura dell’ignoto e la stanchezza di uomini che come unico desiderio hanno quelle di riuscire a tornare a casa sani e salvi.

La sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, rilegge il poema omerico attraverso il suo linguaggio. La struttura non lineare, ormai cifra distintiva del suo cinema, trova qui una collocazione naturale, perché la storia di Ulisse è già, in origine, un mosaico di racconti, ricordi e narrazioni ricostruite. Nolan lavora su questa materia, spostando episodi, ampliando personaggi e restituendo profondità emotiva anche a figure che nel testo originale occupano uno spazio marginale.

C’è però un aspetto che convince meno

Odissea è un racconto dal respiro enorme, spettacolare e visivamente impressionante, ma sul piano emotivo lascia qualcosa per strada. L’anima del poema, fatta di nostalgia, sacrificio e del desiderio di tornare a casa, rimane spesso in secondo piano. Fatta eccezione per la splendida sequenza della reunion tra Ulisse e il suo cane Argo, uno dei momenti più toccanti del film, è difficile trovare scene capaci di creare un vero coinvolgimento emotivo. Più che dipendere da una storia che tutti conosciamo, questa sensazione sembra nascere dalla scelta di privilegiare la grandiosità della messa in scena rispetto all’intimità dei suoi personaggi.

Nolan lavora su questa materia, spostando episodi, ampliando personaggi e restituendo maggiore spazio anche a figure che nel testo originale occupano un ruolo marginale. Meno convincente, invece, è il modo in cui vengono affrontati alcuni dilemmi morali di Ulisse, che in più di un’occasione finiscono per assumere un’impronta molto hollywoodiana.

Alcuni passaggi, soprattutto nel finale, ricordano perfino Schindler’s List, con una ricerca dell’emozione che appare più costruita che realmente necessaria.

Odissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria Experience
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Il comparto sonoro è semplicemente straordinario

Il comparto sonoro è semplicemente straordinario e ha un ruolo fondamentale nell’esperienza di Odissea. Il rumore del mare, il legno delle navi, i silenzi e la musica accompagnano lo spettatore per tutto il viaggio, trasmettendo paura, tensione e inquietudine. In alcuni momenti il suono arriva quasi addosso e rende ancora più potente quello che sta accadendo sullo schermo.

Ludwig Göransson firma una colonna sonora intensa e perfettamente in linea con le atmosfere del film. La musica contribuisce a rendere il viaggio di Ulisse ancora più coinvolgente e conferma quanto Odissea sia un film da vedere e soprattutto da ascoltare al cinema.

La fotografia di Hoyte van Hoytema è altrettanto impressionante. Il mare, le coste e gli immensi paesaggi attraversati da Ulisse regalano alcune delle immagini più belle del film. Nolan riesce a far percepire tutta la grandezza del mondo che circonda i suoi personaggi e, in più di un’occasione, la sensazione è quella di trovarsi davvero in viaggio insieme a loro.

Con un cast che comprende Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron, soffermarsi sulla bravura dei singoli interpreti sembra quasi superfluo. Sono tutti attori eccezionali e Odissea lo conferma ancora una volta. Una menzione speciale, però, è doverosa per Samantha Morton nei panni di Circe e John Leguizamo in quelli di Eumeo. Morton regala al personaggio un fascino inquietante e misterioso, mentre Leguizamo riesce a rendere Eumeo uno dei personaggi più umani e toccanti del film.

Le sequenze dedicate a Circe e al Ciclope sono tra i momenti che abbiamo apprezzato di più. Nolan porta sullo schermo il lato più oscuro del mito con immagini potenti e a tratti disturbanti. Impressionante il risultato finale, soprattutto se consideriamo la ben nota avversione del regista per la CGI e la sua predilezione per gli effetti pratici. La concretezza delle creature e degli ambienti rende queste scene ancora più coinvolgenti e visivamente incredibili.

Odissea: Recensione del nuovo monumentale film di Christopher Nolan, una vera e propria Experience
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Le polemiche inutili sul Casting di Odissea

Più complesso è il discorso legato alle polemiche sul casting, che hanno accompagnato il film per mesi prima della sua uscita. A visione conclusa, molte di queste critiche appaiono non solo ridimensionate, ma in diversi casi del tutto infondate. Elliot Page, ad esempio, non interpreta Achille, come a lungo sostenuto online. Allo stesso modo, la presenza sullo schermo di Lupita Nyong’o è talmente limitata da rendere marginale qualsiasi discussione legata alla sua collocazione o rappresentazione.

Il punto non è però soltanto smentire le singole polemiche, quanto osservare il meccanismo che le ha generate.

Si tratta di discussioni nate mesi prima dell’uscita del film che danno l’impressione che parte del dibattito sia stato costruito in anticipo per accompagnare l’attesa intorno al progetto. Non sappiamo se si sia trattato di una strategia precisa o del semplice effetto dell’enorme attenzione mediatica, ma è evidente che molte conversazioni abbiano riguardato più ciò che circondava Odissea che il film stesso.

Sul fronte commerciale resta aperta la grande questione del box office. Superare i risultati della trilogia di Batman appare molto difficile, così come replicare il successo di Oppenheimer, arrivato a sfiorare il miliardo di dollari d’incasso. Un risultato simile sarebbe una sfida enorme per un progetto così epico e ambizioso, che per dimensioni e natura rappresenta una scommessa completamente diversa.

C’è da dire che al di là dei numeri, Odissea è uno di quei film che ricordano a chi li guarda perché alcune storie hanno bisogno di essere viste al cinema, hanno bisogno di essere viste all’interno di una sala cinematografica, davanti a un grande schermo, dell’IMAX e di un impianto sonoro capace di travolgere lo spettatore.

Odissea è un’opera enorme, ambiziosa e profondamente immersiva, un viaggio che sfiora le tre ore e che, senza forzature, riesce a far perdere la percezione del tempo.

Probabilmente l’esperienza cinematografica più significativa del 2026.

Odissea, nelle sale italiane dal 16 Luglio con Universal Pictures

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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