C’è Jay Halstead al centro del terzo episodio della nona stagione di Chicago PD. Il suo passato, l’Afghanistan e quei ricordi incancellabili
Il terzo episodio della nona stagione di Chicago PD mette Jay al centro. Anzi, Ricky. Il passato in Afghanistan. Il dolore, la rabbia. Tutto quello che non sarà mai dimenticato. Jay parla di ciò che è accaduto durante una delle sue missioni. Ci mostra chi era mentre Jesse Lee Soffer ci regala un’altra fantastica interpretazione. E accanto a ciò che è accaduto a Jay, il segreto di Voight e Hailey. Una Hailey che ha perso una parte di sé stessa. Quella che continua a consumarsi da quando ha sparato quei colpi di pistola.
Poi c’è lei, Kim Burgess. E’ tornata a lavoro, insieme ai suoi compagni. Alla sua famiglia. E non potremmo essere più felici di rivederla al suo posto.
La verità è sempre difficile da affrontare. In questo episodio di Chicago PD ci viene ricordato attraverso Jay Halstead. Una serie di rapine che partono con un’esplosione. E’ il detective Halstead a trovare il primo sospettato. Quello è il momento in cui torna in Afghanistan. A quel momento in cui “avrei potuto fare di più“.
Il nuovo episodio di Chicago PD è tensione senza un attimo di tregua. Ringraziamo quindi per i primi minuti in cui Jay conferma ciò che sapevamo: mai accettare consigli sulle relazioni sentimentali da un membro dell’Intelligence. Insomma, se lavorano per Hank Voight un motivo ci sarà.
L’episodio va avanti. Jai ritrova un vecchio “amico”. Una persona con cui è stato in Afghanistan per due missioni e che conosce bene. Entrambi di Chicago, erano amici. Poi è cambiato qualcosa. Un errore commesso da Knox. Imperdonabile per Jay. E alla fine capiremo anche il perché. C’è tanto che unisce la storia di Knox a quella di Hailey. Almeno è così nella mente di Hailey. E’ vero che un omicidio resta sempre un omicidio. E che le bugie sono sempre bugie. Ma, come dice lo stesso Knox, non tutto è bianco o nero. Ci sono altri colori e sfumature. Purtroppo e per fortuna.
Jay lavora al caso spinto dalla rabbia. Dal bisogno di fare la cosa giusta questa volta. Di non sbagliare come sente di aver fatto in Afghanistan. Hailey gli copre le spalle mentre i suoi pensieri vanno a quello che sta accadendo. La Miller non si è fermata. Ha mandato tutto all’FBI che adesso sta indagando. La paura e il senso di cpola di Hailey continuano a schiacciarla mentre Hank le chiede di mantenere la calma. Di andare avanti con la sua vita. Non è il momento per commettere un passo falso.
A quanto la danno la confessione di Upton?
La verità è che Hailey ha provato a giocare seguendo le regole del sergente Voight. Ma Hailey non è Alvin, o Adam. Si trova nel mezzo. In quelle sfumature che Jay non sempre è riuscito a vedere. Amiamo Jay Halstead anche per questo. Per il senso di giustizia, di verità. Per quella fedeltà assoluta a quella divisa.
Ma amiamo anche Hank Voight per il suo modo di difendere la sua città. Per ciò che ha capito, e pagato, nel corso degli anni. Basti pensare a chi era il nostro sergente quando Matt Casey ha avuto la “fortunata” di entrare nella sua orbita. Ricordate?
Insomma, come ha sempre ricordato Voight: ognuna di quelle persone è in quella squadra proprio perché è quello che è. Non c’è bisogno di un altro Hank Voight.

La rabbia di Jay viene messa da parte quando l’unico modo per rendere giustizia a quella bambina che ha perso la vita, è usare Knox. La sola persona che continua a chiamarlo Ricky. Che lo riporta indietro nel tempo. E non come faceva Mouse. Nel modo giusto. Quanto ci manca Mouse…

Jay mette in atto il piano suggerito da Hailey per fermare le rapine. Ma qualcosa va storto. Le possibilità, a questo punto, sono due. Il tradimento di Knox, o la sua probabile morte. A quanto pare c’era una terza possibilità che non avevamo considerato. Konx ha ucciso uno dei rapinatori (non che stia qui a piangere per lui). Ha cercato di far fuori anche la Davids ed è scappato con i soldi. Quando Jay vede le unghie del rapinatore ucciso, capisce cosa è accaduto. Noi, iniziamo a capire chi sia realmente Knox. In cosa la guerra l’ha trasformato.
Ci siamo. Hailey e Jay prendono Knox. E’ finita. Si torna a casa. La nuova casa in cui Jay e Hailey vivranno. Insieme. In quei minuti di tranquillità, Jay parla dell’Afghanistan. Credo sia la quarta o la quinta volta che lo fa. Anche attraverso il suo silenzio capiamo quanto quella guerra, come qualsiasi altra guerra, lasci un segno impossibile da cancellare.
La morte di quei talebani per mano di Knox. L’aver coperto tutto. “Omicidio e bugie“. Se poi c’è qualcosa che il detective Halstead gestisce male, è proprio questa. Le bugie. Hailey ha protetto Voight. Ma tutto quello che è accaduto prima, non sarebbe dovuto accadere. E quelle bugie che sono arrivate dopo, non sarebbero dovute arrivare.

Jay si racconta. Scopriamo perché Knox lo chiama Ricky. Cosa è accaduto e quale errore è stato fatto. Capisco la rabbia di Jay, ma sono anche convinta che Hailey dovrebbe dire la verità. Per non continuare a spezzarsi. A perdere quella parte di sé che la rende quella che è. Jay capirebbe? Sono abbastanza sicura che la sua rabbia andrebbe contro Voight. Per non parlare del fatto che, in questo caso, ci sono delle sfumature non da poco.
Hailey ha salvato Voight. Non esiste uno schieramento. Non posso farlo. Hank Voight è quello che è. Non potrei mai smettere di amarlo. Come ognuno di loro. Jay vive per la verità, per il portare giustizia seguendo le regole. Adam segue le regole di Voight, quelle che erano di Alvin. Kevin e Kim sono con Jay. Hailey si trova nel mezzo da quando ha incontrato il sergente Voight. Troppe sfumature, per potersi schierare. E adesso? La verità salterà fuori, e tutto quello che possiamo fare è sperare che, prima o poi, Jay riesca a perdonare il suo sergente e la donna che ama per avergli mentito.
Potrebbe interessarti:
Per rimanere sempre aggiornati su tutte le notizie di serie tv, cinema e gossip continuate a seguirci su Bingy News. Passate dalla nostra pagina Facebook, sul nostro profilo Instagram e sulla nostra pagina Twitter.