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La nostra recensione di Antipop, il documentario sulle vicende umane e artistiche di Cosmo, dal 1 Marzo sulla piattaforma MUBI

Disponibile da venerdì 1 marzo, in streaming in esclusiva su MUBI, il film documentario ‘Antipop’ di Jacopo Farina che racconta le vicende umane e artistiche di Cosmo. Il docufilm prova a tirare le somme di un percorso totalmente fuori dagli schemi. Cosmo ne è la voce ostinata e contraria, un insieme di opposti che convivono in una disordinata armonia: il lirismo dei testi e la frenesia dei corpi in movimento, la musica d’autore e l’elettronica. Noi di Bingy News l’abbiamo visto in anteprima ed ecco la nostra recensione.

Antipop – Recensione: Il percorso di Cosmo

Analizzare tutti i generi attraversati dalla musica di Cosmo, all’anagrafe Marco Bianchi, è abbastanza complesso. Musicista estremamente versatile, spazia dall’indie all r’n’b, avendo come costante l’elettronica. Nato ad Ivrea il 19 febbraio 1982, in una provincia che non sarà un limite quanto il motore della sua creatività, nel 2002 è frontman dei Drink to me, progetto che porta avanti fino al 2012 insieme agli altri tre componenti della band, che vengono interpellati ed intervistati insieme ai componenti della sua famiglia, una tribù colorata ed improbabile che lo porterà per un periodo da ragazzo fino in Sri Lanka. 

Dopo l’esperienza della band, nel 2012 rende disponibili i suoi primi pezzi da solista che sfoceranno l’anno successivo nel disco Disordine, dieci brani (più due cover di Battisti) segnati dall’approdo definitivo all’elettronica. La consacrazione nazionale avviene però nel 2017 con l’album Cosmotronic, contenente i singoli Sei la mia città e Quando ho incontrato te, fino alla collaborazione con Marracash nel disco Persona del 2019.

Antipop – Recensione: Un docufilm per i fan

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Recensione Antipop

Il regista Jacopo Farina racconta dunque la persona attraverso le parole delle altre persone. Usando questa forma narrativa riesce pertanto a raccontare senza costruire un mito, quanto piuttosto l’immagine riflessa di un ragazzo di provincia che voleva solo scomparire dentro la musica.  

Un docufilm ineccepibile, che lo zoccolo duro dei fan di Cosmo non potrà fare altro che adorare. ‘Antopop’ resta limitato appunto a questi ultimi, infatti nulla toglie e nulla aggiunge alla narrazione di un personaggio di per sé schivo e molto poco esposto. Non contribuisce a renderlo più popolare, né ad aggiungere qualcosa che non potesse già trovarsi sul web. Ognuno di noi ha un artista di cui conosce vita, morte e miracoli, ma non è un discorso che vale per tutti gli artisti, banalmente ognuno ha il suo.

Antipop – Recensione: Esercizio di stile

In altre parole mai avremmo guardato Antipop per piacere personale. E’ un esercizio di stile per il regista ed una auto celebrazione per l’artista che accontenta solo chi in realtà già stravede per lui.  Impossibile dunque anche darne un giudizio tecnico: non c’è un vero e proprio registro, la musica la conosciamo e nemmeno quest’ultima viene messa al centro. Forse, se Cosmo avesse reso pubblico il suo filmino della comunione, il risultato per il grande pubblico sarebbe stato più o meno uguale. 

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