Recensione di Qui non è Hollywood, la serie che racconta uno dei più noti casi di cronaca nera italiana, il delitto di Avetrana
Dopo il provvedimento emesso dal Tribunale di Taranto, uscirà il prossimo 30 Ottobre in esclusiva sulla piattaforma streaming Disney+ Qui non è Hollywood, la serie originale italiana che mostra un racconto a più voci di uno dei più noti casi di cronaca nera italiana, quello sul delitto di Avetrana, della piccola Sarah Scazzi.
Basata sul libro “Sarah la ragazza di Avetrana”, scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni ed edito da Fandango Libri, la serie è diretta da Pippo Mezzapesa e scritta dallo stesso Mezzapesa insieme ad Antonella W. Gaeta, Davide Serino, Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni.
Presentata in anteprima alla diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma, noi di Bingy News abbiamo avuto la possibilità di vedere Qui non è Hollywood in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.
Qui non è Hollywood racconta il delitto di Avetrana in cui perse la vita la giovane Sarah Scazzi e l’imponente risonanza mediatica che lo caratterizzò. In 4 episodi da 60 minuti, ognuno con il punto di vista di uno dei protagonisti della storia, Sarah, Sabrina, Michele e Cosima.

Qui non è Hollywood: Recensione della serie basata sul delitto di Avetrana
Che il True Crime stia sempre prendendo piede negli ultimi anni, è un dato di fatto, che si tratti di un podcast, un film, un documentario o una serie televisiva americana o italiana, l’interesse che suscita questo genere, è sempre alto.
Anche se, ad essere sinceri, i casi di cronaca nera, hanno costantemente riscosso molto successo tra il pubblico. Difatti lo spettatore, davanti ad una vicenda di cronaca nera, mostra un interesse particolare per l’accaduto, volendo scoprire ogni minimo dettaglio di tutte le persone che girano attorno alla faccendo oltre che alla vittima e il suo assassino.
Un’attenzione morbosa, una sorta di voyeurismo per le vicende macabre
Ed è proprio questa attenzione morbosa da parte delle masse che provoca un circo mediatico che scatena la spettacolarizzazione della morte e del dolore.
In Qui non è Hollywood viene appunto evidenziato il fortissimo impatto mediatico che si è abbattuto non solo sulla famiglia, ma anche su tutta la città di Avetrana, a partire dal periodo della scomparsa di Sarah Scazzi, per poi passare al ritrovamento del cadavere di quest’ultima e sino all’arresto di Michele, Sabrina e Cosima.
La serie mette in luce il comportamento sfrenato e senza etica dei giornalisti e dei fotografi, disposti a tutto per uno scoop, quando arrivarono perfino a commettere una violazione di domicilio in nome di uno scatto esclusivo.
E gli abitanti di Avetrana non sono certo da meno. Tutti cercano di dare una loro versione dei fatti, per potersi ritagliare quell’attimo di celebrità, ottenere quei tanto agognati cinque minuti di gloria.

Qui non è Hollywood: I protagonisti
Oltre a spettacolarizzare tutta la vicenda del delitto di Avetrana, Qui non è Hollywood gioca molto anche sulla spettacolarizzazione nella caratterizzazione dei personaggi, in particolare su Sabrina Misseri e Cosima Serrano (figlia e madre) interpretate splendidamente da Vanessa Scalera e Giulia Perulli.
Se non avessimo letto che ad interpretare Cosima Serrano c’era Vanessa Scalera (Imma Tataranni – Sostituto procuratore, Filomena Marturano), non l’avremmo mai riconosciuta. Scalera offre il ritratto di una donna abbastanza fredda, sempre lucida su quello che sta accadendo, che vuole proteggere la sua famiglia.
E’ l’unica che comprende appieno il fatto che più interesse genera la scomparsa di sua nipote e più alta è la possibilità che la verità venga a galla.
Accanto a lei Giulia Perulli interpreta una Sabrina Misseri, frenetica ossessionata dal peso, da quel non sentirsi adeguata nel mondo, e che ha il constante bisogno di attenzioni mediatiche, come quando indossa il cerchietto prima di andare a parlare con i giornalisti pronunciando la frase: “questo è il momento mio“.

D’altro canto Paolo De Vita e Imma Villa, incarnano perfettamente le caratteristiche e i comportamenti dei loro rispettivi personaggi Michele Misseri e Concetta Serrano. De Vita mette in luce tutta la semplicità, l’ignoranza e il tormento di Michele Misseri mentre Villa mostra tutta la freddezza, la durezza e la risolutezza di Concetta Serrano ottenendo per entrambi un ottimo risultato.
Qui non è Hollywood compie uno stretto lavoro di ricerca, molte delle battute infatti, sono riprese dai verbali delle dichiarazioni fatte durante gli interrogatori, la più celebre di tutte: “Sarah si vendeva per due coccole“. La giovanissima Federica Pala che nella serie interpreta una versione della piccola Sarah, mette in evidenza questo aspetto, la solitudine che la ragazzina provava, l’avversione nei confronti della loro religione, che non le permetteva di festeggiare i compleanni.
Ecco, l’impatto che la religione ha avuto non solo su Sarah, ma sulla famiglia Serrano, sul rapporto tra le due sorelle Cosima e Concetta, è trattato in maniera un po’ superficiale. E’ vero che vengono mostrati i momenti di “predicazione”, ma sono solamente un escamotage per evidenziare ancora una volta l’interesse morboso da parte del cittadino che se prima sbatteva la porta in faccia ai Testimoni di Geova, adesso accolgono a braccia aperte Concetta Serrano, in quanto sono alla presenza non di una madre che soffre ma di una persona “famosa”.
Unico punto dolente: la durata.
Se dobbiamo proprio essere sinceri un’ora ciascuno per ogni episodio di Qui non è Hollywood, è decisamente troppo. Non si tratta di una serie leggera, gli argomenti trattati sono pesanti e delicati e con una durata così lunga, lo spettatore non riesce ad avere una piena attenzione e purtroppo, qualche volta, si cade in delle ridondanze non necessarie.
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