La nostra recensione in anteprima di Nightbitch. Bestia di notte, il film in uscita il 27 gennaio sulla piattaforma Disney+. Protagonista un’intensa Amy Adams alle prese con le difficoltà di una neo mamma
Disponibile da lunedì 27, in esclusiva sulla piattaforma streaming Disney+, il film ‘Nightbitch. Bestia di notte’ diretto dalla regista statunitense Marielle Heller e tratto dall’omonimo romanzo di Rachel Yoder. La pellicola racconta la storia di un’artista che rinuncia al suo lavoro per diventare una casalinga e crescere il suo bambino, ma presto la sua nuova vita domestica prende una piega surreale. Ecco la nostra recensione in anteprima del film ‘Nightbitch. Bestia di notte’.
Nightbitch – Recensione: Un film sulle sfide della maternità
Fin da subito si percepisce quanto ‘Nightbitch. Bestia di notte’ esplori i lati più bui e complicati della maternità, soprattutto se affrontata in solitudine. La sua protagonista “la madre”, di cui non si menziona mai il nome di battesimo, è un’artista geniale che ha messo da parte la sua fiorente carriera per crescere suo figlio e chiudersi in una vita domestica che non le appartiene. La pellicola entra nei meandri della depressione post-partum, argomento ancora poco discusso al cinema, che in molti casi porta le neo mamme a chiudersi in un isolamento sociale, rinunciando al proprio lavoro, inghiottite dai doveri di madre e dalle imposizioni sociali.
Il film riesce a descrivere al meglio questa condizione attraverso non solo la protagonista, ma anche i personaggi secondari che condividono e appoggiano le difficoltà dell’essere madre, spesso provando vergogna per non essere all’altezza del ruolo a causa anche dei giudizi esterni. ‘Nightbitch. Bestia di notte’ è una storia non solo di riflessione sulle sfide della maternità ma anche un racconto di solidarietà femminile.
Nightbitch – Recensione: Un racconto onirico e surreale
Durante lo scorrere del film, la madre si trasforma come in un gesto di ribellione in un cane, una vera e propria bestia sociale più che animalesca nel vero significato del termine. “The dog days are over” ovvero “I giorni duri sono finiti” e per questo la protagonista riprende in mano la sua vita trasformandosi in qualcosa di bizzarro e incredibile.
Man mano ‘Nightbitch’ si trasforma di pari passo con la madre in un racconto onirico, in cui il sogno si mescola alla realtà. La pellicola, però, non prende mai l’iniziativa per diventare un film dell’orrore o disturbante, quasi volesse tenere appositamente il freno a mano mancando di scene spaventose. La regista Marielle Heller sembra aver mantenuto dei toni pacati, ma al tempo stesso surreali, per tenere accesa l’attenzione sul tema principale e far si che il film fosse apprezzato un po’ da tutti, anche da un pubblico non amante del genere horror, rendendo più scioccante la scelta della madre di stravolgere a modo suo le regole e vivere, in compagnia del figlio, una vita fuori dagli schemi.
‘Nightbitch’ è la storia di una donna, più che di una bestia, che lotta per la sua femminilità e per la sua persona, in quanto spogliata di tutto ciò per inseguire in prima persona la perfezione, la felicità e l’amore che annulla il tuo io più intrinseco. La sceneggiatura del film è piacevolmente interessante, arricchita da monologhi interiori della protagonista che esprimono al meglio il lato più intimo e oscuro della maternità.
Nightbitch – Recensione: Amy Adams regala un’interpretazione intensa

L’eternamente candidata all’Oscar Amy Adams si cala perfettamente nell’animo e nel corpo di una casalinga rimasta incastrata nella sua stessa trappola, regalando una delle miglior interpretazioni della sua carriera. L’attrice statunitense non fa scempio del suo ruolo, portando sullo schermo con rispetto e con orgoglio una parte molto complicata da gestire e spiccando in scene complesse. Ad esempio quando la madre, per la prima volta dopo molto tempo, esce a cena con degli ex colleghi di università e finisce per trasformarsi in una bestia mentalmente pericolosa agli occhi degli altri.
‘Nightbitch. Bestia di notte’ è un film sicuramente da vedere che rientra tra le sorprese in uscita questo inverno. Una pellicola fuori dagli schemi che sfrutta un tema poco approfondito e poco riconosciuto anche da noi donne, il quale riesce a centrare il suo obbiettivo creando una riflessione interiore sulle vere sfide della maternità, aldilà di biberon, pannolini e gender reveal.
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