Arriva al cinema Posillipo di Napoli il 27 marzo il nuovo docufilm scritto e diretto da Tomaso Aramini dal titolo Pensando ad Anna, distribuito da No Mad Entertainment
Si ispira a Pasquale Abatangelo, un ex hippy e rapinatore di banche di Firenze, il nuovo docufilm dei Tomaso Aramini. ‘Pensando ad Anna’, interpretato da Luca Iervolino e Tiziana De Giacomo, arriva al cinema Posillipo di Napoli il 27 marzo alle ore 18.30 presenza del regista e del cast, distribuito da No Mad Entertainment.
Pensando ad Anna: Il nuovo docufilm di Tomaso Aramini
Girato interamente a Napoli tra l’iconica location dell’Ex Ospedale Giudiziario e in locali underground di Spaccanapoli – adibiti a Teatri Cantina, come nella tradizione del teatro di contestazione mitteleuropeo –il nuovo lavoro di Aramini è di fatto l’ultimo film del compianto produttore Gaetano Di Vaio, l’ennesima scommessa vinta di una lunga carriera di film rischiosi e militanti, coraggiosamente dalla parte degli ultimi.
«Gaetano, a cui il film è dedicato, era l’unico produttore che poteva prendersi in carico un film sulla carta rischioso come il mio, lo abbiamo ricordato al Festival dei Popoli, e in tutte le proiezioni di questo lungo tour che ci sta portando in tutta la Penisola» dichiara Aramini. «È stata una figura eccezionale e unica, che ha saputo coniugare un cinema politico senza sconti con uno spirito imprenditoriale audace sfruttando le nuove tecnologie e l’abbattimento dei costi di produzione per dare voce a chi non ha voce. Era nata una profonda amicizia, tant’è che per lunghi periodi durante la preparazione del film fui ospite a casa sua».
Pensando ad Anna: Il trailer
Prodotto da Tomaso Aramini per Method, Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino per Bronx Film, Silvia Vas Zeitlinger e Peter Zeitlinger per Mali Pegasus, in collaborazione con Studio Tumminelli Consulenza del Lavoro & Coaching HR, sostenuto da Fondo Audiovisivo FVG, Regione Campania, Campania Film Commission.
Pensando ad Anna: La sinossi ufficiale
Il docufilm ripercorre la storia delle più importanti rivolte carcerarie in Italia negli anni ’70 attraverso la testimonianza di Pasquale Abatangelo, un ex deliquente politicizzato, diventato uno dei fondatori dei NAP (Nuclei Armati Proletari), un’organizzazione armata di sinistra profondamente coinvolta nella lotta per i diritti dei detenuti. Il film intreccia interviste, ricostruzioni performative e materiale d’archivio, facendo interagire in un esperimento live Abatangelo stesso, il regista Tomaso Aramini, il giornalista Fulvio Bufi, attori e oggetti scenici, interrogandosi se sia necessaria o meno la violenza politica per il cambiamento della società.
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