Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horrorFinal Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror

Debutterà giovedì 15 maggio nelle sale italiane Final Destination: Bloodlines, sesto capitolo del sanguinoso franchise horror della New Line Cinema

A distanza di 25 anni dal primo capitolo e dopo 14 anni dall’uscita di Final Destination 5 è pronto ad arrivare nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 15 Maggio Final Destination: Bloodlines, il nuovissimo capitolo del sanguinoso franchise horror di successo della New Line Cinema.

Ecco che questa volta troviamo Stefanie, che tormentata da un violento incubo ricorrente, decide di tornare a casa dal college per rintracciare l’unica persona in grado di interrompere un ciclo mortale che coinvolge i membri della sua famiglia, e salvarli dalla macabra fine che inevitabilmente li attende.

Com’è quel detto? Squadra che vince non si cambia

Final Destination: Bloodlines è un capitolo della saga che mantiene la formula classica del franchise, senza renderla ridondante. Infatti, uno degli aspetti che da sempre affascina il pubblico, è proprio il modo in cui la morte si riprende i suoi predestinati, cercando di ristabilire un ordine, con un perverso senso di giustizia.

A ciò si aggiunge una sensazione che accompagna lo spettatore per tutta la durata del film: sapere cosa accadrà, ma non come.

Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror
Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror

Da un lato, c’è un senso di familiarità, simile a quando si fa il rewatch di una saga o di una serie, dove gli eventi principali sono già noti. Dall’altro, però, c’è un’ansia costante, alimentata dal fatto che, pur conoscendo il destino dei personaggi, non si può prevedere mai come si arriverà a quel punto. Ogni scena è pregna di quella tensione, dove la morte potrebbe colpire in ogni momento e lo spettatore resta in attesa di scoprire, come questa si manifesterà.

Ecco perché Final Destination: Bloodlines non tradisce l’essenza del franchise, anzi la omaggia riproponendola in varianti moderni, arrivando ad aggiungere ogni tanto qualche rimando nostalgico (l’iconico camion con i loghi li legno ne è l’esempio perfetto).

Adam Stein e Zach Lipovsky fanno un ottimo lavoro con la regia, riuscendo a mantenere la tensione costante. Le morti dei personaggi sono costruite con una cura straordinaria dei dettagli, facendo sì che ogni scena contenga una perfetta combinazione di sorpresa, inevitabilità, un enorme black humor e, ovviamente, tanto, tanto ma tanto splatter, arricchendo l’esperienza con la solita dose di cinismo tipica del franchise.

Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror
Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror

E che dire della colonna sonora? Molto interessante il suo utilizzo dove brani rock e pop, aggiungono un tocco non solo di leggerezza, ma, in certi momenti è pura ironia come ad esempio il brano di Mariah Carey Without You o You Make Me Wanna Shout sono la cornice perfetta di alcune scene madri del film, vi chiederete quali? Non possiamo svelarlo, dovrete andare al cinema per scoprirlo.

Anche quasi tutto il cast offre una buona performance, la maggior parte di loro riesce a trasmettere bene la paura e la frustrazione di chi si sente braccato da un destino crudele. Favolosi Brec Bassinger e Richard Harmon, aiutati dalla loro esperienza nelle serie televisive Stargirl e The 100 sono i veri gioiellini del film.

Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror
Final Destination: Bloodlines, Recensione del sesto capitolo del sanguinoso franchise horror

E come non citare il compianto Tony Todd, dove il suo cameo questa volta, è più una finestra sulla vita reale. L’attore appunto così come in Final Destination: Bloodlines, è deceduto il 6 novembre 2024 per complicazioni del tumore allo stomaco di cui soffriva da tempo.

In definitiva Final Destination: Bloodlines è uno dei capitoli del genere, più riusciti degli ultimi anni, che cerca di collegare e dare un senso a tutti i capitoli precedenti, e di come il passato può influire sul presente, con tutte le sue conseguenze.

E’ trash, cringe e splatter al punto giusto, proprio come ci si aspetta da un Final Destination

Final Destination: Bloodlines Al cinema DAL 15 MAGGIO distribuito da Warner Bros. Pictures

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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