Nero - RecensioneNero - Recensione

La nostra recensione in anteprima di Nero, opera prima di Giovanni Esposito in uscita il 15 maggio al cinema

Arriva nelle sale da giovedì 15 maggio ‘Nero’ il primo film da regista di Giovanni Esposito, attore molto amato anche dal pubblico televisivo. Nel cast del film, oltre allo stesso Esposito, ci sono  Susy Del Giudice, Anbeta Toromani, Giovanni Calcagno, e con Peppe Lanzetta e l’amichevole partecipazione di Roberto De Francesco, Cristina Donadio e Alessandro Haber. Completano il cast Marius Bizau, Riccardo Ciccarelli, Emmanuel Dabone, Gennaro Di Biase, Vittorio Ciorcalo.

Nero – Recensione in anteprima

Dopo il grande successo televisivo degli ultimi anni, grazie a programmi come ‘Bar Stella’ e ‘ Stasera tutto è possibile’, l’operazione più semplice per Giovanni Esposito di “acchiappare” pubblico sarebbe stata quella di portare al cinema una commedia esilarante, affiancandosi magari alcuni dei suoi colleghi che lo hanno seguito in questo nuovo capitolo della sua carriera. Invece l’attore napoletano, per il suo debutto dietro la macchina da presa, ha scelto di osare raccontando al pubblico una storia drammatica estremamente oscura, con elementi sovrannaturali e mistici. Ed ha fatto sicuramente centro.

‘Nero’ narra le vicende di un piccolo criminale di mezza età che vive di espedienti per prendersi cura della sorella Imma, affetta da una grave disabilità. Durante una rapina finita male, il protagonista spara accidentalmente ad un benzinaio che miracolosamente non perde la vita grazie all’intercessione delle mani di ‘Nero’. L’uomo scopre cosi di avere un potere misterioso: può guarire le persone, ma ogni volta perde uno dei suoi cinque sensi.

Nero – Recensione: Un dramma dai toni misteriosi

Giovanni Esposito si spoglia delle sue doti di commediante per abbracciare in tutto e per tutto i toni misteriosi e tenebrosi del personaggio di ‘Nero’, il cui nome non è per niente un caso. L’uomo è l’ultimo fra gli ultimi e vive nella più recondita e disagiata provincia campana, lontano dagli sfarzi e dalle folkloristiche strade di Napoli che tanto piacciono al cinema di oggi. La sua unica ragione di vita rimane sua sorella Imma, una donna affetta da una grave malattia mentale, la quale necessita delle cure costanti del fratello. Un personaggio anch’esso avvolto da un velo enigmatico che la fascerà simbolicamente per tutta la durata del film.

La vita di Nero verrà stravolta quando, durante una rapina finita male, si accorgerà di avere dei poteri che vanno al di là di ogni logica e per la quale riesce a guarire le persone ad un passo dalla morte. Sarà questo dono, o disgrazia dipende dai punti di vista, a far sì che le persone per la prima volta si accorgano di lui…ma il prezzo da pagare sarà altissimo.

Nero – Recensione: Una storia fraterna con una meravigliosa Susy Del Giudice

Nero - Recensione
Nero – Recensione

Il film è soprattutto una storia d’amore, quella tra un fratello e una sorella che vivono in una condizione di profondo disagio. Il protagonista è quasi ossessionato dalla figura di Imma, che viene evocata più volte durante il film in maniera urlata e talvolta fastidiosa, tanto da mettere in risalto un rapporto incessante che verrà messo in discussione solo in un momento di debolezza di Nero.

Non è un caso se Giovanni Esposito ha scelto la sua compagna di vita per il ruolo di Imma. La sorella di Nero, appunto, è interpretata dalla meravigliosa Susy Del Giudice volto molto conosciuto della serialità italiana e candidata ai David di Donatello 2022 per il film ‘I fratelli De Filippo’. L’attrice napoletana si è calata perfettamente nei difficili panni di una donna malata che fa fatica ad avere contatti con il mondo esterno, donandosi più fisicamente che vocalmente durante la sua performance. A rendere ancora più difficoltoso il lavoro di Del Giudice, infatti, è la quasi totale assenza di battute di senso compiuto, per cui nel corso del film il personaggio comunica tutti i suoi sentimenti e stati d’animo solo tramite gesti ed espressioni: dalla paura alla felicità, dalla delusione alla sorpresa.

La naturale connessione tra Giovanni Esposito e Susy Del Giudice fa bene al film e restituisce al pubblico quella intensità e allo stesso tempo quella delicatezza che solo un legame animoso può dare.

Nero – Recensione: Un’eccezionale debutto alla regia

Il debutto di Giovanni Esposito alla regia è eccezionale. L’occhio dietro la macchina da presa rimane focalizzato sulla storia per l’intera durata del film senza mai perdersi, nonostante per i primi dieci minuti si avverta una minima esitazione nel mostrare visceralmente il protagonista in tutte le sue forme. Subito dopo la camera prende più confidenza con le pedine in gioco e mostra sempre più carattere e consapevolezza.

A dare man forte a ‘Nero’ ci pensa la sceneggiatura scritta da Esposito insieme a Francesco Prisco e Valentina Farinaccio, ricca di spunti interessanti e povera di frivolezze che non avrebbero dato alcun sostegno alla pellicola. La scrittura è matura per essere un’opera prima e ci si stupisce che non abbia nessun tipo di tempo morto nei suoi 110 minuti circa di visione. Ogni scena del film ha un suo profondo significato che giova poi al risultato finale.

Con il suo primo film Giovanni Esposito porta coraggiosamente sul grande schermo (e non in piattaforma c’è da sottolineare) una storia importante e più che mai contemporanea. ‘Nero’ fa bene al cinema oggigiorno sempre più in difficoltà e bistrattato da chi dovrebbe preservarlo. Quindi ben venga che gli attori e le attrici italiane si armino di audacia e facciano valere le loro idee, il pubblico non può fare altro che inchinarsi al nostro cinema e ai suoi esponenti, i quali offrono sempre più spesso qualità e originalità.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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