La nostra recensione in anteprima di Fuori, il nuovo film di Mario Martone in uscita il 22 maggio al cinema. Nel cast Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie
Presentato durante la 78esima edizione del Festival di Cannes, unico film italiano in concorso, ‘Fuori’ l’ultimo lavoro di Mario Martone. Con protagoniste le attrici Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie, il lungometraggio è l’adattamento cinematografico di “L’università di rebibbia”, in cui la scrittrice Goliarda Sapienza, interpretata dalla Golino (che ne aveva già recuperato la storia attraverso la serie Sky ‘L’arte della Gioia’ tratta dal suo romanzo più importante), narra della sua esperienza in carcere.
Fuori: La recensione
Goliarda Sapienza è una scrittrice senza un soldo, nella roma pariolina del 1980, che vive grazie al mecenatismo di un’amica molto benestante, con la quale ha instaurato una sorta di rapporto carnefice/aguzzino e della quale si vendica rubandole dei gioielli. Scoperta la rapina per un caso fortuito, Goliarda trascorre diversi giorni in carcere dove conosce la brigatista Roberta (De Angelis) e la borgatara Barbara (Elodie) con le quali instaurerà un intenso legame. Ritrovatesi fuori dal carcere, le tre esploreranno la recuperata libertà, affrontando ognuna i propri demoni, ma sapendo di poter contare le une sulle altre.
Fuori: Una storia di accettazione

E’ muovendosi ‘Sulle ali della libertà’, per omaggiare il celebre film del 1994, che Mario Martone mette in scena la storia di Goliarda Sapienza e delle sue compagne di cella Roberta e Barbara. La libertà di una cabriolet che sta andando verso il mare, dove ad aspettarti c’è un vino bianco freddo e un buon piatto di spaghetti con le vongole. Estate, libertà, felicità, per quel che può essere, sempre labile, sempre da rincorrere, ma di sicuro accettazione.
La protagonista, che ha ormai più di cinquant’anni, ritrova tutto ciò in due donne che la sua età la fanno in due, in più con una di loro instaura un rapporto che oscilla tra due opposti: da un lato madre/figlia, dall’altro amanti. Ed è su questa ambiguità che il motore propulsore di ‘Fuori’, incarnato da una splendida Matilda De Angelis, appoggia tutto il suo essere, fino a sciogliersi nell’ultima scena, dove sarà lei a darle tutto ciò di cui la donna aveva davvero bisogno: una storia da scrivere.
Fuori: I veri film esistono ancora ma…

Mario Martone confeziona un prodotto davvero ottimo, capace di far pensare allo spettatore in sala che ancora c’è chi le storie al cinema le sa raccontare con criterio: spazio, tempo, personaggi giusti per un casting azzeccato, musiche che accompagnano le scene e sottolineano i momenti più pregni di significato, senza lasciare adito ai film spezzati, mancanti di ambientazione, con una narrazione vaga, senza un buon finale, senza buoni dialoghi, quei film che i critici oggi definiscono “basati sui silenzi pregni di significato”.
Nemmeno però appartiene a quella categoria di registi che invece si basano sulle immagini e sulle frasi ad effetto e dunque forse in questo suo ultimo lavoro manca un pò di senso dello stupore, poichè la narrazione risulta semplice e senza colpi di scena particolari. Come un bravo sarto sa confezionare un gran bel vestito, al quale però mancano forse le paillettes per andare in passerella.
Fuori: Elodie convince per l’istinto

Il cast di ‘Fuori’, trainato da una scoppiettante Matilda De Angelis, restituisce la svagatezza di una scrittrice non più nel fiore dei suoi anni e con un vissuto intenso. E se su Valeria Golino non stiamo qui ad interrogarci, su Elodie due parole vale la pena spenderle. Per la sua terza prova d’attrice, seppur con un personaggio piccolo e sicuramente tagliato anche sul suo background personale, per me convince molto di più del suo ultimo album. Elodie è una donna intensa, ferina, “carnale” e la sua recitazione è fatta di questo. Se di De Angelis convince la mente, al contrario, di Elodie convince l’istinto. Il plauso a Martone in questo caso va anche per non essersi lasciato accecare dal pregiudizio.
Fuori: Considerazioni finali
La chicca di ‘Fuori’ è senz’altro la colonna sonora che ci culla letteralmente attraverso le note di Robert Wyatt e aggiunge quel pizzico di magia necessaria ad un film altrimenti fin troppo “normale” e che in alcuni punti può rischiare di essere un po’ pesante, in particolar modo quando viene a mancare l’alchimia del trio e si affrontano note più dolenti come la tossicodipendenza e la mancanza di obbiettivi da perseguire.
‘Fuori’ ci ricorda quanta artigianalità debba esserci per far si che gli spettatori escano soddisfatti dalla sala dopo i titoli di coda.
Per rimanere sempre aggiornati su tutte le notizie di serie tv, cinema, televisione e gossip continuate a seguirci su Bingy News. Per tutte le interviste esclusive e i contenuti sui migliori eventi, passate a trovarci anche sulla nostra pagina Facebook, sui nostri profili Instagram e Tik Tok e sul nostro profilo X.