L'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla InsoliaL'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia

Recensione de L’arte della gioia, la nuova serie Sky Original diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia, dal 28 febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW 

Presentata in anteprima mondiale allo scorso Festival di Cannes e arrivato in sala in due parti la scorsa estate, debutterà il prossimo 28 febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW L’arte della gioia, la serie Sky Original diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia. Liberamente adattata dall’omonimo romanzo di culto di Goliarda Sapienza, la serie è prodotta da Sky Studios e da Viola Prestieri per HT Film.

Noi di Bingy News abbiamo visto L’arte della gioia in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

L'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia
L’arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia

L’arte della gioia: Recensione

E’ cosa assai singolare, pensare che l’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza da cui si è ispirata la serie, è stato lungo rifiutato dalle case editrici italiane, per quasi trent’anni. Infatti, per essere pubblicato nel nostro paese, ha dovuto diventare famoso prima all’estero, scoperto prima in Germania per poi venir pubblicato anche in Francia quasi dieci anni dopo la morte della sua autrice, fino a quando il bigottismo nostrano, ha dovuto aprire finalmente gli occhi e fare un passo indietro, accettando che questo capolavoro vedesse la luce del sole anche in Italia.

E chi meglio della sua pupilla a dirigere la serie ispirata appunto a questo romanzo?

Non so se ne siete a conoscenza ma Valeria Golino, agli esordi della sua carriera, prese lezioni di recitazione proprio da Goliarda Sapienza, e che quest’ultima le aveva persino dato un soprannome, volete sapere quale? “Modesta”, esattamente come la protagonista de L’arte della gioia.

Ecco che Valeria Golino, divenuta negli anni una figura imponente del cinema di tutto il mondo, con alle spalle oltre quarant’anni di carriera, ha voluto dopo le esperienze alla regia nei film Miele ed Euforia, dirigere la serie ispirata all’omonimo libro scritto da una delle sue mentori, rendere omaggio e giustizia ad una figura, che è stata così importante per la sua formazione.

E questa serie di sei episodi è un omaggio perfetto di quell’opera tanto discussa. Golino non snatura il romanzo nelle cose più importanti anzi, ne mantiene viva l’essenza pur distaccandosi dal testo originale, lasciando spazio ad una narrazione più moderna e provocatoria.

L'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia
L’arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia

L’arte della gioia è una serie di altissima qualità

L’arte della gioia è una serie di altissima qualità, ha uno stile visivo che gioca magnificamente con luci, ombre e spazi, una serie che affronta con delicatezza e classe, dei temi audaci come la libertà e la sessualità femminile, ma anche toccanti e difficili come lo stupro di una bambina.

Temi che ancora oggi sono motivo di discussione. Sì, ancora oggi, nel 2025, le donne devono lottare contro delle idee retrograde e misogine come quella che se un uomo ha molte esperienze viene considerato un latin lover mentre la donna, ovviamente, una poco di buono.

Se pensiamo poi che la storia è ambientata in un contesto storico e sociale complicato come quello dei primi anni del’900, quando c’erano le caste con le loro leggi non scritte, come quella che solo alle donne di buona famiglia era concesso avere una formazione culturale, e che tuttavia, nonostante lo status sociale, le donne erano comunque incatenate al volere di una società oppressiva e patriarcale che decideva del loro futuro.

Al centro della storia troviamo Modesta, una ragazza orfana della Sicilia rurale di inizio ‘900 che scopre la sessualità e il desiderio di una vita migliore di quella che ha sempre avuto, che la porterà a lottare per la sua emancipazione e la sua felicità, sbaragliando le leggi dei padroni che hanno già scritto il suo posto nel mondo.

Modesta è un personaggio estremamente discutibile, l’antieroina per eccellenza che lotta con le unghie e con i denti per imporsi in una società che non l’ha mai voluta. Ribelle, abilissima manipolatrice, insaziabile nel suo desiderio di conoscenza, con un immenso bisogno di affetto; una ragazza che disprezza profondamente i limiti imposti dalla società, e che userà ogni mezzo, anche l’omicidio, per superare questi limiti e ottenere quello che vuole.

Nonostante il dissenso provato, causato dalle scelte poco ortodosse della protagonista, man mano che la narrazione prosegue, lo spettatore non può fare a meno però, di provare anche un senso di profonda ammirazione, per come questa donna venuta dai bassifondi, sia stata in grado di costruire il proprio futuro non piegandosi mai al volere degli altri.

L'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia
L’arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia

L’abilità di Valeria Golino come regista si distingue anche nel modo in cui dirige e potenzia le performance del cast, creando un equilibrio perfetto tra i vari personaggi e le loro complessità psicologiche.

Tecla Insolia è semplicemente meravigliosa in questa interpretazione. L’attrice, riesce a dare vita a un personaggio complesso, sensuale, animalesco, ma anche intellettuale e intraprendente. La sua interpretazione cresce episodio dopo episodio, complice anche di avere al suo fianco un cast fantastico, dotato di un enorme talento.

Ottima la performance di Jasmine Trinca nei panni dell’ambigua Madre Superiora Leonora, colei che ha accolto Modesta in convento che le ha dato l’opportunità di studiare. Trinca è capace di trasmettere quella sottile ambiguità che rende il suo personaggio tanto affascinante quanto inquietante. Una figura che oscilla tra la rigida autorità della Madre Superiora e una vulnerabilità nascosta, che la regista riesce a evidenziare attraverso piccole sfumature e dettagli, creando un personaggio dal carattere mite e difficilmente decifrabile.

Altra strepitosa interpretazione è quella di Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della principessa Brandiforti. Potente, arrogante e a tratti insopportabile, una donna di mezza età autoritaria dai modi caustici, rigida e insolente che nella vita ha sofferto molto, una donna che pur ammirando Modesta, cerca sempre di ricordarle qual’ è il suo posto. Valeria Bruni Tedeschi come la principessa Brandiforti, è semplicemente straordinaria, riuscendo a esprimere tutto il peso e la complessità di una donna aristocratica intrappolata in un mondo che sta perdendo di potere e significato.

L'arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia
L’arte della gioia: Recensione della serie diretta da Valeria Golino con protagonista Tecla Insolia

Da lodare anche Alma Noce che ricopre il ruolo di Beatrice, la figlia più piccola della Principessa Brandiforti, chiamata Cavallina dai più intimi per l’andatura leggermente claudicante, una ragazza fragile, eternamente capricciosa, che incarna l’animo gentile ma ingenuo della famiglia, ignorante del mondo esterno e delle avversità che toccano i meno fortunati.

Sebbene la storia di L’arte della gioia metta al centro le donne e le loro esperienze, da sottolineare anche alcune interpretazioni maschili di rilievo come quella di Giovanni Calcagno nei panni del giardiniere del convento, Guido Caprino che interpreta il gabellotto della famiglia Brandiforti, capace di portare una certa leggerezza e fascino in una storia altrimenti drammatica.

Conclusioni

In conclusione con L’arte della Gioia, Valeria Golino ha sicuramente dimostrato che oltre ad essere una bravissima attrice è anche una valida regista. Questo progetto non è solo una riflessione sulle donne, ma anche un’opera che segna una nuova era per la serialità italiana.

Dopo “M – Il figlio del Secolo” Sky conferma la volontà di voler investire sempre più in produzioni ad alto budget puntando soprattutto sull’altissima qualità.

L’arte della gioia, la serie Sky Original arriva il 28 febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW 

Per rimanere sempre aggiornati su tutte le notizie di serie tv, cinema, gossip e LifeStyle, continuate a seguirci su Bingy News. Se volete potete anche dare un’occhiata e magari perchè no? Potete iniziare a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook e sui nostri profili InstagramTik Tok e X, ex Twitter, dove troverete tanti contenuti multimediali ed interviste esclusive.

Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *