La nostra recensione di Ballerina, lo spin-off di John Wick diretto da Len Wiseman che vede protagonista Ana de Armas, nelle sale dal 12 Giugno
Dall’universo di John Wick debutterà il prossimo 12 giugno nelle principali sale cinematografiche italiane Ballerina, il film thriller d’azione neo-noir con protagonista Ana de Armas. Diretto da Len Wiseman e scritto da Shay Hatten e Derek Kolstad il film è prodotto da Basil Iwanyk, Erica Lee e Chad Stahelski mentre Kaley Smalley Romo e Kevan Van Thompson sono i produttori esecutivi.
Rimasta orfana di madre in tenera età, la piccola Eve assiste impotente alla brutale uccisione del padre, assassinato sotto i suoi occhi da emissari di una misteriosa setta. Crescendo nell’ombra di quella tragedia, Eve trova rifugio e protezione nella comunità della Ruska Roma. Lì, tra eleganti coreografie, intensi allenamenti di arti marziali e lunghe sessioni al poligono, si forgia come combattente. Diventata adulta, assume il ruolo di kikomora del clan slavo: una figura enigmatica e letale, temuta quanto rispettata.
Ma il suo passato torna a perseguitarla, trascinandola in un gioco mortale di vendetta e sopravvivenza.

Ballerina: La Recensione
Originariamente concepito come un progetto autonomo con protagonista femminile, Ballerina mirava a espandere il “Wick-verse” senza interferire con la linea narrativa principale. Tuttavia, nel corso della produzione, il film ha progressivamente assunto il ruolo di spin-off ufficiale, collocandosi cronologicamente tra John Wick: Chapter 3 – Parabellum e Chapter 4.
La lavorazione del film è stata tutt’altro che semplice con l’intervento di Chad Stahelski — regista dei film principali — chiamato in soccorso a rafforzare le sequenze d’azione (si vocifera che i reshoot siamo stati tantissimi) in quanto quelle di Len Wiseman non sembravano abbastanza convincenti, slittando l’uscita del film nelle sale cinematografiche di un anno intero.
la Ruska Roma
Ballerina cerca di esplorare più a fondo l’organizzazione della Ruska Roma, già accennata in Parabellum. A differenza dei toni frenetici e metropolitani dei film principali, qui l’ambientazione diventa più intima e cupa, spostandosi in villaggi isolati dell’Europa orientale e a teatri sfarzosi.
La fotografia di Romain Lacourbas è eccellente, assolutamente coerente con il lavoro di Dan Laustsen. Lacourbas riesce a esaltare non solo l’eleganza del balletto attraverso luci soffuse e una precisa attenzione alle sue figure, ma anche la brutalità delle scene d’azione con immagini fredde, scolpite da luci al neon e composizioni tese.

La narrazione
Le motivazioni di Eve riecheggiano quelle di John Wick: se lui ha perso un cane, lei ha perso un padre. Entrambi trovano nella vendetta un modo per ridare senso alla propria esistenza.
Len Wiseman non è estraneo all’azione, ma le sue capacità narrative sono state spesso carenti, come in “Vivere o morire” o nel suo remake di “Atto di forza”, dove spesso si affida troppo all’azione a scapito dell’esposizione.
Ballerina infatti, soffre di una narrazione prevedibile con pochi colpi di scena presenti e del tutto giocati male, e con una scarsa costruzione del mondo che le gira attorno, rispetto ai capitoli principali della saga.
L’azione in Ballerina
Che le scene d’azione derivino da Wiseman che impersona Stahelski o dallo stesso Stahelski che gira le riprese aggiuntive, poco importa, l’estetica è completamente coerente con la saga: simmetrie visive, luci al neon, coreografie fluide e montaggio ritmico incorniciate da ambientazioni teatrali e architetture labirintiche.
Da sottolineare l’eleganza dei combattimenti corpo a corpo dove la protagonista oltre alle mani e ai coltelli, riesce a utilizzare anche le lame di dei pattini da ghiaccio, certo non hanno lo stesso impatto o la stessa leggenda della “Matita”, ma se c’è una cosa che il “Wick-verse” ha insegnato al pubblico, è che si opera con qualsiasi cosa si abbia a disposizione.
E quando hai a disposizione addirittura un lanciafiamme, tutto diventa più memorabile.

A bilanciare i punti deboli della trama, ci pensano alcuni volti noti della saga a partire da Ian McShane che torna ancopra una volta a vestire i panni del sofisticato Winston, assieme al compianto Lance Reddick offre una toccante ultima apparizione come Caronte.
Keanu Reeves, d’altro canto, pur presente, serve principalmente da richiamo emotivo e simbolico per i fan che amano l’adrenalitica saga, che a partecipante attivo vero e proprio. Diciamo che in Ballerina Wick è più una bussola morale che Baba Jaga.
Ana de Armas, sebbene sia un’attrice talentuosa, in Ballerina fatica a imporsi come protagonista d’azione. Nel tentativo di emulare la freddezza di Keanu Reeves, la sua performance risulta talvolta rigida e priva di quell’umanità che dovrebbe guidare il pubblico nella sua missione di vendetta.
Ballerina è indubbiamente un film dell’universo di John Wick: spettacolare, coreografato, visivamente potente. Tuttavia non possedendo la stessa profondità mitologica o narrativa dei suoi predecessori, rimane una versione Light della saga.
Ballerina, dal 12 Giugno nelle sale italiane
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