La nostra recensione de “I Fantastici Quattro – Gli inizi”, il nuovo film targato Marvel Studios, nelle sale italiane da domani 23 luglio
Arriva nelle sale il 23 luglio “I Fantastici Quattro – Gli inizi”, il nuovo film targato dall’universo dell’MCU che segna ufficialmente l’inizio della Fase Sei. Ormai siamo abituati ai reboot del mondo supereroistico Marvel, ma questo film rappresenta qualcosa di più: un vero e proprio atto di fondazione che cerca di integrare i Fantastici Quattro nel tessuto narrativo del Marvel Cinematic Universe, dopo anni di tentativi disconnessi e risultati altalenanti.
Un nuovo inizio per un team leggendario
Diretto da Matt Shakman (WandaVision) e scritto da Josh Friedman, Gli inizi non è solo un prequel, ma un’operazione di rilancio che punta a restituire ai Fantastici Quattro il ruolo di pilastro centrale nell’universo Marvel. La pellicola racconta la genesi del quartetto – Reed Richards (Mr. Fantastic), Susan Storm (la Donna Invisibile), Johnny Storm (la Torcia Umana) e Ben Grimm (la Cosa) – ambientandola negli anni ’60, in un’atmosfera retro-futurista ispirata ai fumetti originali creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1961.
A interpretare i protagonisti troviamo un cast rinnovato: Pedro Pascal nei panni di Reed Richards, Vanessa Kirby in quelli di Sue Storm, Joseph Quinn come Johnny Storm e Ebon Moss-Bachrach nel ruolo di Ben Grimm. Un cast che ha di certo fatto parlare di sé, altalenando i pareri positivi a quelli increduli.

I precedenti cinematografici: tra cult e flop
Non è la prima volta che i Fantastici Quattro approdano al cinema. Il primo tentativo risale al 1994, con un film mai distribuito ufficialmente, prodotto da Roger Corman e diventato nel tempo oggetto di culto per la sua natura di “film fantasma”. Il film, oggi, è comunque visionabile online. Il vero debutto nelle sale arriva nel 2005 con I Fantastici 4, diretto da Tim Story, seguito nel 2007 da I Fantastici 4 e Silver Surfer. Entrambi i film, pur riscuotendo un discreto successo commerciale, sono stati spesso criticati per la leggerezza della trama e l’approccio più pop che epico.
Nel 2015, il reboot diretto da Josh Trank ha cercato di proporre una versione più cupa e drammatica del team, ma è stato un insuccesso clamoroso sia al botteghino che presso la critica. Il film è oggi ricordato più per i suoi problemi produttivi che per meriti artistici. Proprio per questo, l’annuncio di Gli inizi all’interno del canone MCU ha generato grande aspettativa tra i fan, desiderosi di vedere finalmente un adattamento all’altezza del mito.
Stile, tono e connessioni nell’MCU
Uno degli aspetti più interessanti di Gli inizi è la volontà di Marvel Studios di costruire un ponte tra passato e presente. L’ambientazione anni Sessanta non è solo un vezzo stilistico, ma una scelta narrativa che consente di esplorare nuove atmosfere e dinamiche, cercando di rimanere anche il più fedele possibile ai fumetti. Allo stesso tempo, il film non rinuncia ai collegamenti con l’universo MCU: senza spoilerare troppo, possiamo dire che alcune sequenze post-credit gettano le basi per le prossime grandi saghe, tra cui Deadpool & Wolverine o tra gli ultimi Thunderbolts*.
Il tono generale del film si muove tra emotività e sprazzi di ironica leggerezza, mantenendo il tutto bilanciato da una sana dose di effetti speciali.

Prime impressioni
I Fantastici Quattro – Gli inizi è un film che colpisce subito per la sua eleganza visiva e per la cura con cui costruisce l’atmosfera. Ogni inquadratura sembra studiata per raccontare qualcosa, e i dialoghi – finalmente lontani dal solito umorismo forzato – riescono a essere intelligenti, misurati e, in alcuni casi, persino toccanti. Il film è molto bilanciato, è sorprendente come la regia di Matt Shakman riesca a dosare introspezione e spettacolarità, evitando i soliti eccessi da blockbuster.
Certo, le sequenze d’azione e gli effetti speciali non mancano, anzi in alcuni momenti prendono decisamente il sopravvento – soprattutto quando entrano in gioco i poteri dei supereroi. Da lodare la presenza magnetica di Silver Surfer o un Galactus imponente e a tratti davvero inquietante.
Quello che si apprezza di più è che tutto – davvero tutto – sembra funzionale alla narrazione. Non si ha mai la sensazione che si stia correndo dietro al colpo di scena o al fan service: è un film che sceglie di prendersi il suo tempo, una vera boccata d’aria fresca nel panorama sempre più affollato del cinema supereroistico.
I Fantastici Quattro – Gli inizi è un punto di svolta maturo e coraggioso per l’MCU
Finalmente un film che sceglie di rallentare, di raccontare e non solo di stupire, un film che cerca di rimanere il più possibile fedele ai fumetti. C’è una cura evidente nel tratteggiare i rapporti tra i personaggi, e per la prima volta dopo tanto tempo, si ha l’impressione che l’epicità non esiste solo nella spettacolarità legata ai poteri, ma è principalmente nelle relazioni.
Il cast è affiatato, e Pedro Pascal offre un Reed Richards credibile, tormentato ma non caricaturale. Vanessa Kirby restituisce a Sue Storm la dignità e la complessità che troppo spesso le sono state negate nei precedenti adattamenti. Joseph Quinn, ha superato le aspettative vestendo i panni di un Johnny perfetto. Infine, Ebon Moss-Bachrach prende le redini della Cosa e ne crea una versione davvero interessante, lasciando spazio anche a una piccola dose di romanticismo che spero vedremo evolversi nei prossimi film.
Una scommessa vinta? Non del tutto, ma di certo una promessa mantenuta.
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