I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele ManzoliniI Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini

La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini, registi de I Fratelli Segreto, il documentario presentato oggi e in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2025.

In occasione Festa del Cinema di Roma 2025, abbiamo avuto la possibilità di intervistare Federico Ferrone e Michele Manzolini, registi e autori che condividono da anni un percorso comune nel cinema documentario, caratterizzato da una forte attenzione alla memoria e alla stratificazione delle immagini e che hanno presentato nella sezione Special Screenings, il loro nuovo lavoro I Fratelli Segreto, in concorso per il Premio Miglior Documentario.

Ecco tutto quello che ci hanno raccontato sui fratelli Pasquale, Gaetano e Alfonso Segreto, pionieri del cinema brasiliano

Come nasce l’idea de I Fratelli Segreto e perché avete scelto di raccontare proprio la loro storia? C’è stato un momento, un dettaglio, un documento che vi ha fatto capire che questa era la storia giusta da portare sullo schermo?

Michele Manzolini: “In realtà è una storia che ci è stata proposta e che viene da molto lontano, perché nasce da una ricerca della Cineteca del museo dell’arte Moderna (MaM) di Rio de Janeiro, dal direttore Hernani Heffner, che per anni ha studiato I Fratelli Segreto, i veri pionieri del cinema brasiliano. Attraverso una scrittrice che aveva scritto un soggetto e una produzione brasiliana, ci è stato proposto il film proprio in merito a tutti i nostri lavori precedenti”.

“Quello che ci ha colpito subito erano i materiali di partenza, perché rimangono frammenti minuscoli del cinema delle origini. Qualche testimonianza dei fratelli Segreto c’è ancora, ma l’idea era proprio partire da quei frammenti e lavorare con un cinema così antico in una sorta di approccio archeologico”.

È stata questa la cosa che ci ha convinto di più fin dall’inizio, anche perché anni fa avevamo già realizzato un film sull’emigrazione italiana in Brasile, e questo progetto ci ha permesso di raccontare nuovamente quella storia, lavorando però con materiali d’archivio bellissimi e unici”.

Federico Ferrone: Perché I Fratelli Segreto? Perché è una storia incredibile, che ha davvero di tutto: l’emigrazione di due fratelli adolescenti poverissimi, un lungo periodo di cui non si sa quasi nulla. Quello che si sa è che uno è stato in carcere 13 volte e l’altro 9, quindi si possono immaginare – come abbiamo fatto nel film – avventure, rapine e loschi traffici”.

E poi c’è l’aspetto legato alla storia del cinema brasiliano: il primo film realizzato dai fratelli Segreto è considerato ipotetico, perché non è mai stato ritrovato. Si sa però che Alfonso, il terzo fratello, arrivò a Rio de Janeiro in nave e filmò l’arrivo, e da questo, in teoria, nasce la storia del cinema in Brasile. Ci sono altri buchi nella vicenda, ma non vogliamo svelare troppo”.

I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini
I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini

Allora i Fratelli Segreto come Il Varco e Il Treno Va a Mosca ha uno stile di regia e di narrazione molto particolare. Come definireste questo linguaggio e cosa vi ha spinto e vi spinge tutt’ora a raccontare le storie in questo modo?

Michele Manzolini: “Ci piace molto partire dai film, dai materiali a disposizione, in modo da poter immaginare la narrazione. Anche nei nostri lavori precedenti, la costruzione narrativa nasceva proprio da questo approccio. In questo caso, avevamo a disposizione una storia vera, ma pochissimi elementi: è una vicenda piena di buchi, che in Brasile non è mai stata davvero riscoperta nei dettagli e probabilmente difficilmente lo sarà, dato che è passato davvero molto tempo“.

Lavorare con gli archivi ci ha permesso di colmare alcune lacune o di immaginare parti della loro vita e della narrazione. Giochiamo sempre tra ciò che è documento reale e ciò che il documento può suggerire nella costruzione del film, mantenendo un approccio filologico ma con una libertà creativa significativa”.

Di che anni esattamente sono I frammenti sui quali voi avete lavorato ne I Fratelli Segreto?

Michele Manzolini: “Ovviamente del cinema muto e delle origini si è conservato pochissimo, e in America Latina, anche a causa delle condizioni climatiche, si è perso ancora di più. Di quel periodo restano davvero pochi materiali. Proprio per questo abbiamo lavorato non solo sui frammenti legati ai fratelli Segreto — del cui lavoro sopravvive un unico film datato 1910 — ma anche su pellicole provenienti da diverse cineteche nel mondo, tutte in qualche modo connesse a Rio de Janeiro e alla profonda trasformazione della città in quegli anni“.

un altro frammento che abbiamo utilizzato e che amiamo molto, è un documentario sul Carnevale di Rio del 1920, girato appena una settimana dopo la morte di Pasquale Segreto. Per noi rappresenta la fine di un’epoca, la chiusura di un mondo, ma anche la crescita di una città che continua ad andare avanti. È un film restaurato appositamente, forse per l’ultima volta, perché ormai in fase di degrado“.

Sono pellicole che raccontano il cambiamento della città, l’immigrazione e la crescita di quella che veniva chiamata la “Parigi dei tropici”. Si tratta di film che risalgono grosso modo al periodo compreso tra il 1905 e il 1920: un vero miracolo poterli vedere ancora oggi in 35 mm e in condizioni di così buona qualità“.

Federico Ferrone: “Ovviamente comunque l’epopea di questi fratelli va dal 1883 che è quando arrivano a Rio, fino sostanzialmente al 1920, che è la data di morte di Pasquale, il patriarca della famiglia“.

I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini
I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini

Lavorate insieme da quasi vent’anni come si mantiene viva una collaborazione così lunga? Avete un metodo preciso?

Federico Ferrone: “Camere separate! (ride) Scherzo. No, non abbiamo un metodo preciso. In realtà siamo molto liberi, anche di portare avanti altri progetti individualmente, quindi c’è una grande libertà reciproca. Ogni film nasce in modo diverso. Alla base c’è sempre la stessa curiosità: lavoriamo spesso con materiali d’archivio, in un equilibrio tra realtà, documentario e finzione. Ma ogni volta il progetto cambia completamente. Ciò che ci spinge a lavorare insieme è sempre e solo il progetto giusto, quello che ci convince entrambi”.

Michele ManzoliniSì siamo in due, ma ci piace molto lavorare in squadra. I film, e in particolare i documentari, sono sempre lavori collettivi; quelli d’archivio lo sono ancora di più. Il ruolo della montatrice — nel nostro caso Maria Fantastica Valmori — o del sound designer e musicista Simonluca Laitempergher è importante quanto quello dei registi. È sempre, in tutto e per tutto, un lavoro corale”.

State già lavorando al prossimo progetto?

Federico Ferrone: Sì, dopo I Fratelli Segreto lavoreremo a un altro film, ancora una volta legato al passato italiano — in questo caso al passato coloniale. Sarà un film sull’Africa e sull’immaginario dell’Africa in Italia, con tutte le conseguenze nefaste e la violenza che hanno accompagnato quel rapporto. È un progetto a cui teniamo molto e che riteniamo importante“.

I Fratelli Segreto

I fratelli Pasquale, Gaetano e Alfonso Segreto, abbandonano le miserie del Cilento di fine Ottocento per tentare la fortuna a Rio de Janeiro: tra notti sfrenate, piccoli crimini e ambizioni cinematografiche, finiranno col diventare i pionieri del cinema brasiliano. Dalla povertà all’ascesa nelle sale e nei teatri della città, la loro vicenda si muove mescolando leggenda e realtà, fiaba e mito, rivelando i sogni, le ambizioni e le contraddizioni di un’epoca in assoluto fermento.

Diretto e scritto da Federico Ferrone e Michele Manzolini, il film porta la loro inconfondibile impronta autoriale, sospesa tra documentario e racconto epico. Attraverso la voce di Nello Mascia e la raffinata costruzione sonora di Simonluca Laitempergher, la storia dei fratelli Segreto prende forma come un viaggio tra realtà e leggenda. Il montaggio di Maria Fantastica Valmori intreccia materiali d’archivio e visioni contemporanee, dando ritmo a una narrazione che indaga le origini del cinema e il mito stesso della sua nascita. Prodotto da Stayblack e Bang Filmes, con Rai Cinema, il film è una coproduzione italo-brasiliana che conferma la capacità di Ferrone e Manzolini di trasformare la memoria in cinema vivo.

I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini
I Fratelli Segreto: La nostra intervista a Federico Ferrone e Michele Manzolini

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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