Sebastiano Somma

La nostra intervista all’attore Sebastiano Somma, nel cast della nuova serie ‘Roberta Valente – Notaio in Sorrento’ e e del nuovo film di Pupi Avati

La prima cosa che comunico al telefono all’attore Sebastiano Somma e di avere per lui una confessione da fargli: entrambi siamo nati a Castellammare di Stabia, città a pochi chilometri da Napoli. “È una bella confessione” mi dice con voce soddisfatta, aggiungendo: Mia madre mi diceva, tu sei nato dove l’orizzonte incontra dio ed in effetti del mare e della giovinezza parliamo durante la nostra lunga chiacchierata.

Intervista a Sebastiano Somma

Sebastiano Somma, Maria Vera Ratti 1

Bingy News: Da domenica 12 Aprile la vedremo nei panni di Capasanta nella nuova serie di Rai1 ‘Roberta Valente – Notaio in Sorrento’, un personaggio che combina la saggezza popolare con la fragilità umana. Che tipo di rapporto ha Capasanta con gli altri personaggi e come li aiuterà nel loro percorso?

Sebastiano Somma: Capasanta è un ex pescatore e soprattutto amante del mare il quale entra in relazione con due dei protagonisti. Il suo nome prende spunto dal mollusco che porta al collo, ce l’ha addosso come un marchio. La mia è una piccola partecipazione, ma ho scelto di fare questo personaggio perché aveva una grande umanità e una grande poesia.

Bingy News: Cosa può imparare il pubblico da una figura come la sua?

Sebastiano Somma: Negli ultimi anni ho vissuto una situazione simile personale, con mia madre che viveva in una RSA come Capasanta. Sono caduto nel personaggio probabilmente perché mi ha ricordato un po’ la vita di mia madre, ma anche tutte quelle delle persone che vivono in questo mondo. Ognuno con uno spaccato, una storia di vita alle spalle. Diciamo che Capasanta non è che racconti tutto questo, però vive anche lui in questo contesto. È quindi l’umanità che c’è dietro delle figure fragili, una figura che può evocare emozioni riguardo appunto l’anzianità, l’abbandono, la fragilità. Sono persone che possono dare ancora tanto. Questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad accettare, oltre la bellezza della storia.

Oltre anche le location. Sapevo di andare dalle mie parti, è stato un ulteriore motivo che mi ha stimolato a girare la serie, anche perché ho goduto veramente della bellezza della Penisola in un periodo della stagione più tranquillo.

Bingy News: Per un periodo è rimasto lontano dal piccolo schermo. Al Messaggero ha dichiarato “«Dopo anni di grandi successi, improvvisamente non sono arrivate più proposte importanti. Non si è capito perché.” Ma lei qualche ipotesi l’ha fatta? 

Sebastiano Somma: C’è stato un periodo in cui facevo fatica a capire come mai da protagonista assoluto, fossi passato all’indifferenza. Ho lasciato tracce, tutt’oggi la gente ha tanto piacere quando mi affaccio alla televisione. Spesso mi chiedono il motivo di questo silenzio. Io faccio parte del sistema, però il sistema vuole che anche noi dobbiamo capire quando è il momento di sfruttare questo silenzio. All’inizio ero un po’ turbato, poi diciamo che l’ho sfruttato.

Anche prima delle cose che poi mi hanno portato al successo, in un momento di leggera depressione in cui non venivo ancora preso in considerazione, vivevo una fase un po’ negativa. Però ho cercato di concentrarmi nello studio e nel lavoro. Purtroppo è ciclico, ci può stare dopo tanti successi. Per fortuna l’essere umano è fatto per rigenerarsi e quindi ho ripreso in mano un percorso, continuando a fare delle cose molto belle, pur nel silenzio della televisione. Ho continuato a fare un cinema di ricerca, mi sono concentrato più nelle opere prime, e poi a fare il mio lavoro con il teatro. Sembra quasi che tu sia sparito, invece sulle piattaforme si trovano molti miei film.

Certo, la fiction, che mi ha dato tanto e a cui credo di aver dato anche abbastanza, a un certo punto mi ha un po’ messo in naftalina. Vengo da una generazione, mia madre e mio padre, che mi ha trasmesso forza e dignità, e quindi vado avanti con forza e dignità.

BN: Adesso, grazie all’esperienza maturata in più di 40 anni di carriera, valuta bene se accettare un ruolo o le piace anche rischiare?

Sebastiano Somma: No, mi piace rischiare. Mi piace mettermi in gioco. Ci sono delle cose che ho fatto che nessuno sa. Ho partecipato ad un film napoletano dal titolo ‘My Italy’ di Bruno Colella, in cui interpreto un omosessuale che vive in una grotta insieme al suo fidanzato. Sono cinque minuti di scena grazie ai quali ho vinto addirittura degli premi internazionali. Vado incontro a queste figure che mi piacciono, mi esaltano, sono felice di andare incontro a cose sperimentali.

La prima metà del 2026 è stata ricca di uscite sia in televisione che al cinema. È in sala ancora oggi con ‘Notte prima degli esami 3.0’ e dal 30 Aprile lo sarà con il nuovo film di Pupi Avati ‘Nel tepore del ballo’. Per lei il cinema ha ancora un fascino tutto particolare? E come è arrivato l’incontro con pupi Avati?

Sebastiano Somma: Premesso che sono un amante del cinema, cerco di andarci il più possibile ed è uno degli obiettivi della mia futura carriera. Con Pupi Avati ci conosciamo da diversi anni, ci incontravamo sempre in maniera un po’ superficiale, ma con piacevolezza. Non era mai capitata l’occasione.

È stato un caso perché mi è arrivata una proposta da parte della mia agenzia, per un altro personaggio minore. Di fatto io ho mandato un video a Pupi, il quale mi ha chiamato dicendomi di essere rimasto un po’ sorpreso della cosa. È nata da una coincidenza, alla fine l’ho convinto un po’ grazie un po’ alla mia napoletanità. Quando ho letto il personaggio, gli ho chiesto se potevo dargli un po’ di sfumature campane.

È nato un bel bellissimo rapporto. Lui è molto contento di me, ma soprattutto io sono molto contento di aver lavorato con tutti. Anche con Antonio Avati. Sono una coppia veramente fenomenale, assieme hanno fatto la storia del nostro cinema, e questo film, credo che sia un’opera molto riuscita.

BN: Ricorda la prima volta che è entrato in una sala cinematografica?

Sebastiano Somma: Quando ero molto piccolo mia madre mi portava al cinema. i primi incontri sono stati quelli con i miti del nostro cinema italiano d’allora, ma anche di quello americano. Il ricordo più forte che ho il sale a quando non avevo ancora compiuto 18 anni e andavi di nascosto, perché non si poteva, il film ‘Porci con le ali’, mi sconvolse.

Bn: Se pensa al Sebastiano ventenne, trasferitosi a Roma col sogno di fare l’attore, che tipo di sentimenti nascono in lei?

Sebastiano Somma: Mi piacerebbe tanto ritornare in quella fase che spesso gli altri giudicavano superficiale. Io sorridevo a tutta la vita, a tutte le sfumature della vita, e spesso mi dicevano “ah ma quello è superficiale” solo perché io avevo sempre il sorriso. Non lo ero affatto perché guardavo le cose con un occhio diverso. Dentro avevo un amore per la vita, per la gente, per il prossimo e per me stesso. Ho fatto anche delle cose di cui ovviamente non sono proprio fiero, però l’importante è rendersene conto e cambiare nella vita.

Bn: Sua figlia Cartisia ha seguito le sue orme ed è entrata nel cast della serie ‘Mare Fuori’. Qual è stata la sua reazione quando gli ha comunicato di voler fare l’attrice?

Sebastiano Somma: La reazione iniziale non è stata proprio delle migliori. Lei ha fatto il classico e questo mi dava una certa tranquillità, perché ti dà una bella apertura mentale e confidavo che lo facesse per instaurare una buona base intellettiva e di conoscenza filosofica della vita. Sono entrato un po’ in contrasto perché speravo per lei un percorso diverso, anche conoscendo la complessità di questo mestiere. Allo stesso tempo l’ho coinvolta, fin da piccola, a lavorare con me nel reading de “Il Vecchio e il mare” di Ernest Hemingway, dove Cartisia si trasformava in un maschietto per il ruolo di Manolin.

Anche la madre fa l’attrice, quindi mia figlia ha viaggiato fin da piccola insieme a noi in tournée. Adesso sta raccogliendo delle belle soddisfazioni anche perché ha fatto dei provini difficilissimi ed ha anche imparato il napoletano, poiché è nata a Roma. Si è messa a lavorare liberamente, ha conquistato il ruolo e adesso ne sta raccogliendo i frutti.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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