La nostra intervista esclusiva a Zeeko Zaki, l’attore dietro l’Agente Omar Adom Zidan, nella serie FBI, si racconta al Monte-Carlo Television Festival
Il viaggio di Bingy News nel “Principato”, per seguire la 65ª edizione del Monte-Carlo Television Festival, continua. Tra le star internazionali presenti per celebrare le eccellenze del piccolo schermo, abbiamo incontrato Zeeko Zaki, il carismatico protagonista di “FBI”, il celebre procedurale firmato Dick Wolf che continua a dominare gli ascolti globali, che in italia è giunto alla settima stagione trasmesso da RAI due.
Nato ad Alessandria d’Egitto e cresciuto in Pennsylvania, Zeeko Zaki ha riscritto le regole del network televisivo americano, il suo ruolo di punta, l’Agente Speciale Omar Adom “OA” Zidan, è diventato un punto di riferimento per milioni di fan; originariamente scritto per un attore latino, il personaggio è stato trasformato da Dick Wolf in un agente di origini egiziane proprio per rispecchiare il background di Zaki, rendendolo uno dei pochi protagonisti musulmani in una serie di prima serata. Con una serie che è già stata confermata fino alla nona stagione, Zaki ci ha parlato del suo incredibile viaggio, del colpo di scena che ha chiuso l’ottava stagione [SPOILER] e del suo impegno nel mostrare un’immagine autentica e positiva della sua cultura.

“FBI”: Intervista Esclusiva con Zeeko Zaki
Zeeko, dopo otto stagioni di successo, come descriveresti il viaggio del tuo personaggio, Omar Adom Zidan, e quanto è cambiato da quel primo episodio a oggi?
Zeeko Zaki: “Il viaggio del mio personaggio è stato molto simile al mio. Questo è stato il mio primo ruolo da protagonista, il mio primo grande lavoro. All’inizio ero spaventato ogni giorno, cercavo solo di capire come muovermi. Con il passare degli anni sono diventato molto più a mio agio sia con il lavoro che con il personaggio. OA è diventato un eroe forte ed è un onore poter mettere le parti migliori di me in lui e accogliere le parti migliori di lui in me. È pazzesco che siano passati otto anni; è stato un viaggio lungo e difficile, ma sento di aver creato un lavoro solido che spero continuerà ancora.”
Inizialmente il ruolo di OA era scritto per un personaggio latino, ma Dick Wolf lo ha cambiato per riflettere le tue origini egiziane. Com’è andata esattamente e quanto ti ha aiutato questo cambiamento?
Zeeko Zaki: “Quando ho fatto l’audizione ero confuso, perché il personaggio doveva essere un uomo latino più grande di me che tornava a New York dopo un periodo sotto copertura in Sud America. Due settimane dopo, il mio manager mi disse che Dick Wolf aveva visto il nastro e aveva deciso di cambiare l’etnia del personaggio. Dick aveva girato un documentario con un vero agente egiziano dell’FBI l’anno prima e credo abbia unito i puntini, vedendo la possibilità di ritrarre qualcosa di autentico. Quel cambiamento ha letteralmente trasformato la mia vita.”

[ATTENZIONE SPOILER: Il prossimo paragrafo contiene anticipazioni sulla trama dell’ottava stagione, attualmente inedita in Italia]
Alla fine dell’ottava stagione abbiamo assistito a un enorme punto di svolta: OA viene licenziato dal Bureau e inizia a lavorare sotto copertura. Cosa dobbiamo aspettarci da questa evoluzione più ‘oscura’?
Zeeko Zaki: “Sono davvero entusiasta, è un materiale molto divertente da interpretare. Non so mai cosa succederà finché non leggo la sceneggiatura due giorni prima di girare, quindi non so quanto tempo ci vorrà per tornare alla normalità. Amo indossare il giubbotto tattico e il completo, ma sarà interessante interpretare un lato più oscuro, fingendo di essere qualcuno che non sono per portare a termine il lavoro. Sarà divertente giocare su questo contrasto per il pubblico.”
Sei nato in Egitto e arrivato negli Stati Uniti da neonato, crescendo in Pennsylvania prima di scoprire la recitazione. Cosa direbbe il giovane Zeeko all’uomo che sei diventato oggi?
Zeeko Zaki: “Forse non gli direi nulla, perché tutto è andato così bene che non vorrei rischiare di rovinare i piani del destino! Però, non è stato facile crescere in un posto dove mi sentivo diverso da tutti gli altri; ho lottato per trovare il mio posto. Oggi gli direi semplicemente che andrà tutto bene e di continuare a sognare il più in grande possibile.”

Hai sempre dichiarato di voler mostrare un’immagine positiva del mondo arabo e musulmano. Dopo otto stagioni, pensi che la percezione nell’industria stia cambiando o c’è ancora molto lavoro da fare?
Zeeko Zaki: “Sento di aver avuto un impatto. Credo che oggi una grande parte del mondo abbia un ‘musulmano preferito’ in TV che prima forse non aveva, e OA è quella persona. Tuttavia, per come va il mondo, sembra sempre di fare due passi avanti e uno indietro. Siamo ancora tra i pochissimi protagonisti musulmani sulla TV generalista. Spero che questo spazio cresca, perché abbiamo dimostrato che è una prospettiva valida e necessaria da raccontare. È una missione ancora in corso.”
Incontrare Zeeko Zaki al Monte-Carlo Television Festival è stato scoprire un uomo dotato di una gentilezza e di una consapevolezza fuori dal comune. Nonostante il successo globale di “FBI”, Zeeko resta ancorato ai suoi valori, consapevole della responsabilità che porta sulle spalle come simbolo di una comunità spesso mal rappresentata; la sua dedizione e il suo carisma rendono OA Zidan un personaggio indimenticabile e fanno di Zaki un esempio di come determinazione e autenticità possano abbattere qualsiasi barriera a Hollywood.
Qui la nostra intervista video completa a Zeeko Zaki al Monte-Carlo Television Festival
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