La nostra recensione di Black Bag: Doppio Gioco, l’elegante spy thriller di Steven Soderbergh, nelle sale italiane dal prossimo 30 Aprile
Uscirà il prossimo 30 Aprile nelle principali sale cinematografiche italiane Black Bag: Doppio Gioco, il nuovo elegante spy thriller di Steven Soderbergh con Michael Fassbender e Cate Blanchett. Noi di Bingy News abbiamo avuto la possibilità di vedere il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.
L’agente segreto George Woodhouse (Michael Fassbender) riceve un delicato incarico dal suo superiore Meacham (Gustaf Skarsgård): ha solo una settimana per scoprire chi dall’interno dell’agenzia, ha trafugato Severus, un software top-secret. Tra i cinque sospettati c’è anche la moglie di George, Kathryn (Cate Blanchett), anch’essa agente.
Nel tentativo di smascherare il traditore, George invita a cena a casa sua gli altri quattro sospetti: la specialista in immagini satellitari Clarissa (Marisa Abela), il suo compagno e superiore Freddie (Tom Burke), la psichiatra dell’agenzia Zoe (Naomie Harris), e il suo fidanzato James (Regé-Jean Page), anche lui agente segreto.

Black Bag: Doppio Gioco, La Recensione
Black Bag: Doppio Gioco, racconta di una caccia a un traditore tra le fila dell’Intelligence britannica. E’ un thriller spionistico elegante e sofisticato intento a esplorare le dinamiche di fiducia e tradimento, tra gli agenti dei servizi segreti britannici.
E’ un racconto che ricorda molto lo stile di Knives Out, il moderno giallo deduttivo del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson, dove niente è come sembra e chiunque può essere l’assassino o in questo caso, il doppiogiochista. Non solo, ad un’analisi più attenta, è evidente la strizzatina d’occhio del regista alla sua trilogia degli Ocean’s, più che doppio gioco, diremo semplicemente che ognuno fa il “proprio gioco”.
A differenza degli Ocean’s, Soderbergh riesce a mantenere alta la suspense senza ricorrere a scene d’azione frenetiche. L’utilizzo di inquadrature strette e montaggio serrato permettono al regista di intensificare la sensazione di pericolo imminente, anche nelle scene statiche, in modo tale che in ogni momento, tu possa chiederti se sta per succedere qualcosa di vitale importanza per lo svolgimento della trama, in quanto ogni scena può contenere dettagli fondamentali, rivelandosi un momento cruciale.
Per non parlare della fotografia dove ai toni accesi e sgargianti se ne preferisce una cupa dai toni freddi. Non a caso la fotografia è curata da Peter Andrews, pseudonimo dello stesso Soderbergh.
Non è solo la regia a distinguersi, anche la sceneggiatura di David Koepp, compie un ottimo lavoro. C’è un buon equilibrio tra la tensione psicologica e i dialoghi brillanti, carichi di pathos e di tensione. La trama, principalmente incentrata sulla ambiguità e nella costruzione del non detto, dove anche i silenzi, sono carichi di significato.
I dialoghi sono talmente taglienti che la tensione viene costruita quasi totalmente sulla parola, creando momenti che riesumano il detto:
“Si poteva tagliare la tensione con un coltello”?
Non fraintendeteci, le scene d’azione sono presenti all’interno di Black Bag: Doppio Gioco, solamente che non sono il fattore predominante in questo spy thriller.

Le performance di Fassbender e Blanchett al centro del film
Una coppia, unita dal lavoro e dalla vita privata. Fassbender e Blanchett, con le loro performance sono al centro del film, catalizzando tutta l’attenzione su di loro, sulla loro storia.
Da una parte Fassbender interpreta George Woodhouse un uomo calmo, metodico, calcolatore ed estremamente devoto a sua moglie. La sua performance gelida e contenuta ricorda molto quando nel 2015 vestì i panni di Steve Jobs, nell’omonimo film di Aaron Sorkin.
Dall’altra Cate Blanchett, molto brava nella sua interpretazione di Kathryn St. Jean, moglie di George, una donna ambigua, sofisticata, in bilico tra vittima e burattinaia, una figura enigmatica e affascinante.
Anche Marisa Abela, Tom Burke, Naomie Harris, Regé-Jean Page e Pierce Brosnan offrono delle solide performance, costruendo un solido cast corale, donando alla storia quel qualcosa in più.
Molto interessante il monologo di Clarissa Dubose (Marisa Abela) sull’identità e sulle scelte da prendere, quando lavori all’interno di un’agenzia d’intelligence britannica.
In definitiva Black Bag: Doppio Gioco è un film che si interroga sulla fiducia e sulla verità, in un contesto in cui l’informazione diviene un arma mentre la percezione è manipolabile. L’ottima regia, una buona recitazione e una stratificazione tematica narrativa molto interessante, lo rendono un film che vale la pena di essere visto.
Black Bag: Doppio Gioco, dal 30 Aprile al cinema
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