Finché morte non ci separi 2: Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton in conferenza stampaFinché morte non ci separi 2: Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton in conferenza stampa

Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton hanno presentato in conferenza stampa il nuovo film Searchlight Pictures Finché morte non ci separi 2, in arrivo nelle sale il 9 aprile

Si è svolto lunedì 23 marzo, presso il Cinema Barberini di Roma, l’incontro stampa di “Finché morte non ci separi 2”, il nuovo film Searchlight Pictures in arrivo nelle sale italiane dal 9 aprile. Presenti alla conferenza Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton, protagoniste di un cast che comprende anche Samara Weaving, Shawn Hatosy, Néstor Carbonell, David Cronenberg ed Elijah Wood.

Finché morte non ci separi 2 torna a giocare con il giusto mix tra horror e ironia, elementi che hanno convinto subito il cast.

Al centro del racconto torna quell’equilibrio tra horror e ironia che ha reso riconoscibile il primo capitolo e che qui viene ulteriormente sviluppato. È proprio questa combinazione ad aver convinto le attrici ad accettare il progetto, insieme alla possibilità di lavorare con un team creativo con cui esiste già un’intesa consolidata.

«Ho detto sì perché Matt e Tyler sono dei geni», racconta Kathryn Newton. «Avevo già lavorato con loro e mi hanno detto di aver scritto questo ruolo per me: mi sono sentita davvero onorata».

Dietro il tono leggero e spettacolare, il film affronta temi più profondi, a partire dai rapporti familiari e dalle tensioni che li attraversano. Le relazioni tra fratelli e sorelle, le aspettative, il peso delle eredità emotive diventano parte integrante della narrazione, trasformando il film in qualcosa che può essere letto su più livelli. Da un lato resta un’esperienza divertente e adrenalinica, dall’altro emerge una riflessione sulle dinamiche di potere e sul bisogno di affermarsi all’interno della propria famiglia.

Secondo Kathryn Newton, il suo personaggio Faith, è l’elemento di disturbo dinamico, spiegando che il suo obiettivo era «essere fastidiosa e causare problemi come farebbe una sorella minore», cercando al contempo di supportare Samara Weaving.

«L’horror ti dà una libertà totale», spiega Sarah Michelle Gellar. «Puoi attraversare più generi e raccontare qualcosa di più grande, come il desiderio di potere e quello che le persone sono disposte a fare per mantenerlo».

Per Gellar, la chiave di ogni personaggio resta la sua umanità. Anche nei ruoli più ambigui o apertamente negativi, ciò che conta è costruire motivazioni credibili, evitare la caricatura e restituire una tridimensionalità autentica.

«Spero sempre di riuscire a portare umanità in qualsiasi ruolo interpreti. Non è che cerco una cosa specifica, ma quello che voglio davvero è la tridimensionalità. Non voglio mai una caricatura, voglio un personaggio vero».

«E poi è arrivato il momento di parlare inevitabilmente di Buffy L’ammazzavampiri, dopo la notizia della scomparsa prematura di Nicholas Brendon, attore che nella serie televisiva fantasy ha interpretato l’umano Xander Harris, membro della Scooby Gang, per tutta la durata della serie.

E credo che questo venga anche da Buffy, dal fatto che quel personaggio faceva parte della nostra eredità, del nostro DNA. La sua forza stava proprio nel mostrare l’umanità, gli errori, non solo essere forte. E per me è importante continuare a lavorare così: anche quando un personaggio è cattivo, deve avere una base, una ragione. Devi capire perché fa certe cose, cosa lo motiva. Perché se io per prima non ci credo, non posso chiedere al pubblico di crederci».

Quando si è passati al ricordo di Nicholas Brendon, il tono è cambiato nettamente:

«È sempre una tragedia quando perdi qualcuno, in qualsiasi momento. Ma lo è ancora di più quando succede troppo presto, ed è un peso davvero difficile da portare. A volte sembra quasi che nella nostra serie ci siano state più tragedie rispetto ad altre, ma forse è solo perché per noi è qualcosa di personale.

«Nicky era una parte fondamentale di Buffy, e questa è una cosa che non cambierà mai. Quando fai questo lavoro pensi spesso a quello che lasci, all’eredità. E lui ha portato così tanta gioia a così tante persone… è qualcosa che continua a vivere. Quello che resta davvero è questo. Le persone continuano a portarsi dietro quello che hai fatto, quello che hai dato. Ed è lì che capisci che certe cose non spariscono».

Sul set di Finché morte non ci separi 2, il clima è stato uno degli elementi più sorprendenti. «Sembrava un gruppo di amici che ogni giorno si divertiva da pazzi», raccontano le due attrici, parlando di un’esperienza intensa ma anche estremamente libera. Le scene corali sono state tra le più riuscite proprio grazie a questa energia condivisa, sottolineando quanto sia stato stimolante lavorare a stretto contatto con un cast così affiatato.

Particolare anche l’incontro con David Cronenberg, presenza che ha lasciato il segno sul set. Nonostante il suo status, il regista e attore ha scelto di mettersi allo stesso livello degli altri interpreti, contribuendo a rafforzare quell’atmosfera collettiva di cui tutti parlano .

Finché morte non ci separi 2 è stato girato in tempi molto serrati e con una forte componente di effetti pratici. «Non c’è CGI», ha spiegato Gellar, evidenziando come questa scelta abbia reso il lavoro più impegnativo ma anche più concreto e immersivo.

“Finché morte non ci separi 2” arriverà nelle sale italiane dal 9 aprile con Searchlight Pictures

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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