La nostra recensione del film Matt and Mara, di Kazik Radwanski, disponibile dal 1° Febbraio sulla piattaforma MUBI
Dal 1 febbraio, sulla piattaforma MUBI arriva il film ‘Matt and Mara’ della regista canadese Kazik Radwanski, presentato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e al Toronto International Film Festival. Nel cast Deragh Campbell, Matt Johnson, Mounir Al Shami, Emma Healy, Avery Nayman, Marlowe Granados.
Matt and Mara: Recensione
Tra i maggiori interessi della generazione Millennials troviamo, in ordine sparso, un amore sconsiderato per il caffè in tutte le sue forme, la totale dipendenza da video sui canetti e la spasmodica analisi dei rapporti umani, soprattutto se implicano due persone che covano un interesse amoroso. Ed è il racconto di un legame ritrovato quello che ci presenta nel suo ultimo lavoro la regista Kazik Radwanski, autrice canadese nota per il lungometraggio ‘ANNE AT 13,000 FT’ del 2019, che dedica il film proprio ad un’intera generazione.
‘Matt and Mara’ è la storia di un uomo e di una donna che si incontrano di nuovo dopo anni. Lei una giovane professoressa di scrittura creativa, lui un autore carismatico e dallo spirito libero. A legarli è un passato che sembrava da tempo dimenticato ma il quale riprende forma con il trascorrere del tempo. Complice il loro background culturale, Matt e Mara iniziano a confidarsi sui loro rispettivi lavori e non solo, riuscendo a ricreare una connessione che sembra andare aldilà di una semplice amicizia.
Matt and Mara – Recensione: Vivere il capitolo della propria vita
Partiamo dalla fine: ciò che si percepisce una volta guardato il film è che Kazik Radwanski abbia voluto mettere in scena un capitolo specifico del libro e non l’intero romanzo della vita di Matt e Mara, riassunto visivamente anche da due specifiche scene della stessa protagonista che apre e chiude il romanzo di Matt all’inizio e alla fine del lungometraggio. Da sempre, l’amicizia uomo-donna e il suo “mito” riesce ad affascinare il mondo del cinema poichè dà vita a molteplici spunti e numerosi risvolti creativi.
In questo caso la regista, anche a causa di una sceneggiatura troppo piena di dialoghi intellettuali e povera di veri e propri dibattiti sui sentimenti e sulle sensazioni provate dai personaggi, non riesce a dar vita ad un film accattivante e armonioso. Il ritmo risulta lento e in alcuni momenti anche abbastanza noioso, senza mai dare un guizzo alla storia.
Sembra quasi di vivere 24 ore su 24 nella testa della protagonista Mara, una professoressa dalla carriera bloccata che con gli anni ha ceduto al matrimonio e ha dato il benvenuto ad una figlia, che ama molto. Un personaggio, però, scialbo che non crea dinamiche interessanti ma anzi, quelle poche quasi le distrugge a differenza di Matt, più intraprendente e in certi casi sorprendente.
Matt and Mara: Uno Stile documentaristico che non convince
Per fortuna ‘Matt and Mara’ ha dei momenti sia calanti, presenti ad inizio e fine del film, che attimi più interessanti concentrati sorprendentemente nella seconda metà. Sicuramente lo stile documentaristico, adottato dalla regista per trasportare lo spettatore all’interno della storia, non aiuta a creare una connessione tra i due protagonisti e il pubblico. Una scelta interessante, e in anche se vogliamo azzardata, ma che forse necessitava di tutt’altro carattere.
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