Pecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas GalitzinePecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine

La nostra recensione di Pecore sotto copertura, il film di Kyle Balda, con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine, nelle sale italiane dal 7 maggio

Debutterà il prossimo 7 maggio, nelle principali sale cinematografiche italiane, Pecore sotto copertura, il film di Kyle Balda, con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine. Noi di Bingy news abbiamo visto il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

Pecore sotto copertura: Recensione

Pecore sotto copertura (The Sheep detectives) è una commedia mystery tratta dal libro di Leonie
Swann, GlennKILL. La prima indagine di Miss Maple, la più intelligente del gregge edito da La
Nave di Teseo.

In questa nuova e brillante rivisitazione del genere giallo, George (Hugh Jackman) è un pastore che
siede fuori dal suo camper immerso nelle verdi colline e legge ad alta voce gialli al suo devoto
gregge di ovini, ignaro che non solo lo ascoltano, ma cercano anche di risolvere i casi.
Quando però un misterioso incidente sconvolge la tranquillità della fattoria, le pecore decidono di
dover diventare loro stesse delle detective.

Seguendo gli indizi e indagando sui sospetti umani, dimostrano che anche le pecore possono essere brillanti investigatrici. A capo delle indagini ci sono quindi la pecora Lily e la sua spalla Mopple. Ma non sono ovviamente gli unici a occuparsi del caso. Un giovane e ambizioso reporter (Nicholas Galitzine), giunto in città per il festival culturale locale, decide di inseguire il mistero. Ma anche l’impacciato poliziotto Tim (Nicholas Braun) vuole dimostrarsi all’altezza e si trasforma in un tenace investigatore.

Pecore sotto copertura è l’esordio alla regia di un lungometraggio live action dell’animatore Kyle
Balda, già autore dei Minions e Cattivissimo Me 3. Qui di animato ci sono solo le deliziose pecore
in CGI, ma il regista questa volta ha diretto degli attori in carne e ossa. La sua abilità nel raccontare
una storia divertente ma al tempo stesso toccante per bambini e famiglie è palese e non stupisce,
venendo dall’animazione per ragazzi, anche se alcune battute risultano un po’ goffe in un film dal
vero.

Pecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine
Pecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine

Balda adotta una regia molto dinamica pensata per un pubblico ampio, con un ritmo veloce senza complicare troppo la trama, bilanciando bene gli elementi di mistero e umorismo.

La storia parte dal presupposto che, essendo abituate ad ascoltare il loro pastore leggere libri gialli,
le pecore, alcune più argute altre meno, sentono di poter tornare utili nella risoluzione del caso.
Ovviamente le pecore non possono parlare con gli umani, ma possono parlare tra loro e trovano
lungo la storia il modo di far arrivare a chi indaga gli indizi e le loro deduzioni.

Lo sviluppo dei personaggi è ben delineato, sia quelli umani che quelli animali, nel corso del racconto Lily, la pecora più intelligente, evolve e dopo aver vissuto diversi eventi, alcuni dei quali drammatici,
sviluppa il senso di accettazione, lasciando spazio a momenti di commozione che non possono
lasciare indifferente lo spettatore.

La sceneggiatura di Craig Mazin è ricca di momenti davvero toccanti

La sceneggiatura di Craig Mazin in Pecore sotto copertura, noto per The Last of Us, è ricca di momenti davvero toccanti e commoventi alternati sapientemente a momenti divertenti e intriganti. Lo sceneggiatore si focalizza sul punto di vista delle pecore, sottolineando la loro ingenuità e purezza, il loro coraggio e la loro voglia di risolvere il caso. I personaggi chiave, Lily e Sebastian, sono quelli che smuovono la parte emozionale della pellicola.

Pecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine
Pecore sotto copertura: Recensione del film con Hugh Jackman e Nicholas Galitzine

La storia esplora diversi temi come i pregiudizi che le persone possono volontariamente adottare, in questo caso messe in scena durante le indagini sull’omicidio. Ma i pregiudizi li hanno anche le pecore nel loro gregge, per luoghi comuni tramandati di generazione in generazione.

Nonostante il film abbia toni leggeri e sia fondamentalmente umoristico, non mancano i momenti di
riflessione e tristezza; i temi di base, se colti, sono molto profondi, oltre ai sopracitati pregiudizi, c’è l’accettazione della morte, il confronto con il dolore e il trauma della perdita, in aggiunta al messaggio dell’essere un pastore vegetariano, che alleva le sue pecore non per macellarle ma per amore (e per la lana, perché si può trarre beneficio anche da questo).

Nel vedere questo film c’è la speranza che lo sguardo dello spettatore lo porti a riflettere su come al giorno d’oggi gli animali vengano visti solo come “cibo” e non come esseri viventi con dei sentimenti.

In conclusione il film è sfaccettato: è una commedia, una storia investigativa, un racconto di
formazione ma anche una storia d’amore.

Un film tutto sommato semplice, ma meno banale di quanto possa sembrare in superficie, che porta con sé un messaggio positivo e importante, dedicato a tutte quelle persone che con un guizzo d’ingegno sono in grado di cogliere, proprio come un investigatore.

Certo in alcuni momenti la storia può risultare in qualche modo cupa, riesce comunque a conservare quella giusta delicatezza e leggerezza necessaria, per renderla adatta a un pubblico più giovane.

Pecore sotto copertura nelle sale italiane dal 7 maggio

Recensione a cura di Cinzia Zagato

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