La nostra recensione di Reminders of Him – La parte migliore di te, il nuovo film adattamento del romanzo di Colleen Hoover, nelle sale da domani 12 Marzo
In un film, conta più come racconti una storia che la storia stessa. Eppure Reminders of Him – La parte migliore di te, in uscita domani 12 marzo nelle principali sale cinematografiche italiane, inciampa su entrambi e tradisce il potenziale di un romanzo di Colleen Hoover che ha venduto sei milioni di copie solo negli USA. Tradotto in 45 lingue, ha catturato milioni di lettori.
Ma andiamo con ordine. Il romanzo, parte da una premessa emotivamente potentissima.
Kenna Rowan esce di prigione dopo sette anni e torna nella sua città nel Wyoming con un unico obiettivo: poter vedere la figlia Diem, che non ha mai conosciuto. I nonni che la stanno crescendo, però, non hanno alcuna intenzione di permetterle di entrare nella vita della bambina. In questo contesto difficile, Kenna trova un alleato inatteso in Ledger Ward, ex giocatore della NFL e proprietario di un bar, che finisce per diventare l’unica persona disposta ad ascoltarla davvero.
Ledger, da eroe a stalker
Ledger, interpretato da Tyriq Withers, rappresenta un disastro narrativo che condanna il film fin dall’inizio. Invece di emergere come l’eroe romantico che un adattamento Hoover richiede, per metà della storia si comporta come se fosse uno stalker ossessivo: pedina Kenna per le strade di Glass, la spia da lontano mentre affronta le sue crisi quotidiane e interviene con un’intensità che passa dall’inquietante al soffocante.
Anche la tensione erotica, quel lento crescendo che nei veri romance ti tiene sul filo del rasoio fino al climax liberatorio, qui nella prima volta che i due protagonisti si baciano è del tutto forzata fuori luogo e mal costruita.
Dialoghi goffi e chimica inesistente sfociano in sguardi vuoti e silenzi imbarazzanti. Withers porta un carisma innato, accentuato da una somiglianza sconcertante con Jesse Williams che illude per i primi minuti, ma il copione lo trasforma in una figura ambigua e poco empatica per tutta la prima metà del film, lasciando il pubblico distaccato da quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della storia. Nella seconda parte migliora decisamente e allo spettatore arriva quel turbine di emozioni, ma non è abbastanza quando ci si trova di fronte una matassa di scene accozzate che non scorrono come dovrebbero.

Imbarazzante pensare che sia il libro che il film siano ambientati ai giorni nostri, in un mondo radicato nella realtà di videochiamate, social e foto istantanee.
Eppure, nel film, Ledger e Scotty, migliori amici da sempre, non hanno mai avuto modo di far conoscere a Ledger il volto di Kenna, nonostante i social, le videochiamate e i file inviati. In un contesto così digitale e con un’amicizia così consolidata, è assurdo che una cosa del genere sia possibile: le storie d’amore moderne sono piene di selfie e video condivisi, e qui invece tutto questo viene ignorato. È ridicolo, anacronistico, sembra un film degli anni ’90 dimenticato in soffitta, non un adattamento del 2026. Questa scelta non aggiunge dramma al lutto o al rimpianto di Kenna dopo l’incidente, ma li svuota, trasformando momenti chiave in farsa involontaria. La Hoover, che nel libro sa dosare perfettamente questi dettagli, qui viene tradita dal grande schermo.
Invece di farti sentire il peso emotivo, ti fa sbuffare “ma sul serio?”
Lauren Graham e Bradley Whitford, come nonni inflessibili, sono fuoriclasse. Lei con sguardi taglienti che valgono monologhi, lui con un’autorità paterna da manuale. Eppure anche loro sono relegati in ruoli schematici, senza spazio, senza spessore, ed è un vero peccato conoscendo la loro bravura artistica avrebbero potuto dare dipiù molto di più,
Il resto del cast, inclusa la piccola Remy, fa il compitino, ma non salva una regia di Chris Caswill che privilegia il melodramma facile.
Rispetto a It Ends With Us, che grazie alla sceneggiatura di Christy Hall trasformava un romance tossico in un dramma domestico viscerale – con Blake Lively e Justin Baldoni a dare carne a personaggi stratificati e un messaggio sociale che ti restava dentro – Reminders of Him crolla nel gestire colpa e redenzione, diluendole in una narrazione senza spigoli.
Regretting You – Tutto quello che non ti ho detto con Susan McMartin e Hoover alla scrittura e un cast chirurgico (Allison Williams e Mckenna Grace madre-figlia, Dave Franco e Mason Thames a tirare la tensione), ha invece colpito nel segno sui rimpianti generazionali, grazie a una chimica familiare autentica. Entrambi gli adattamenti elevano il “CoHo-verse” con sceneggiature audaci e attori all’altezza, mentre questo inciampa nei cliché facili.

Un’occasione mancata
La sceneggiatura, con contributi della Hoover e Lauren Levine, è il vero tallone d’Achille. Prometteva un pugno allo stomaco come il libro, con quei monologhi interiori che scavavano nell’anima di Kenna, ma consegna cliché prevedibili e un lieto fine affrettato. Manca la profondità psicologica. La Hoover al cinema qui è lontana anni luce da It Ends With Us. Accontenta i fan più fideistici, ma delude chi voleva un adattamento ambizioso. Un’occasione d’oro buttata via in un “CoHo-verse” che meritava di più.
Reminders of Him – La parte migliore di te, il nuovo film adattamento del romanzo di Colleen Hoover, nelle sale da domani 12 Marzo
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