sanremo 2025 finale

Sanremo 2025 è arrivato alla fine, non al capolinea visti i grandissimi ascolti, però questa edizione del festival non ha brillato di certo

Si è conclusa (finalmente) anche questa edizione del Festival di Sanremo 2025. Un’edizione a cui darei un sei. Che non è la sufficienza, ma come insegna l’illustre collega Selvaggia Lucarelli (un onore poterla definire collega) è il non voto per eccellenza, quello che si dà per non creare polemica e far passare quanto più velocemente possibile qualcosa di poco gradito. E’ stato un festival opaco, spento, in cui per trovare eventi degni di nota bisogna andare dietro le quinte, dove gli addetti ai lavori hanno vociferato di un Lucio Corsi imbestialito e di una Elodie a cui hanno strappato l’abito (poi smentito).

Sanremo 2025: La vittoria di Olly

Non c’è stato viaggio, non c’è stato spettacolo, solo una veloce corsa verso la fine, da concludere al più presto possibile. Nemmeno la vittoria di Olly ha sorpreso, dal momento che veniva dato per favorito da fine gennaio. Una vittoria che così pessima non si vedeva dai tempi di Marco Carta e Valerio Scanu. Canzone banale e melensa, con il crescendo giusto per fare i reel di coppia su TikTok. Che poi mi verrebbe da chiedere a sto ragazzetto (23 anni) di cosa esattamente possa avere nostalgia. Delle Goleador a 10 cent? Dei Teletubbies la domenica mattina?  Speriamo almeno possa fare come i suoi predecessori e farci la grazia di sparire dopo questa vittoria. 

Sanremo 2025: La santificazione di Simone Cristicchi

Un altro che dovrebbe sparire è Cristicchi, che con rime da prima elementare e lo spessore di una mensola di truciolato, ci ha fatto andare via il fegato con l’acqua. Non capisco come si possa trovare qualcosa di bello nella banalizzazione di una malattia devastante come l’Alzheimer, in cui i cari soffrono più dei malati e non vorrebbero in verità nient’altro che poter porre fine a quel lento deterioramento.

Ma siamo in Italia, le mamme sono sante, se sono malate sono Madonne e se sei un figlio che canta la madre malata, sei Gesù (cit.). Non entro nel merito personale, ma dovremmo forse staccarci da questa romanticizzazione ed accettare che le mamme sono comunque persone che spesso con le sante non hanno nulla da spartire. 

Dovremmo magari invece imparare ad occuparci un po’ più spesso di canzoni che parlano di attualità, come ha cercato di fare il buon Willie Peyote che con la sua solita ironia e la sagacia che lo contraddistinguono, ci ha regalato un’istantanea precisa di questo Sanremo e del momento storico generale, e quanto va di moda il vittimismo di chi attacca ma dice che si difende, c’è chi dice non si può più dire niente poi invece parla sempre, almeno sii coerente- peraltro su un motivetto e cono un disclaimer impossibili da ignorare. 

Sanremo 2025: Più spazio ad artisti come Geppi Cucciari

Così come dovremmo lasciare più spazio a persone come Geppi Cucciari che è stata capace di eclissare del tutto la conduzione da velocista di Carlo Conti nella serata in cui lo ha affiancato come co-conduttrice, senza mezzi termini. Se proprio Amedeo non vuole salvarci e per Stefano è troppo presto, dateci Geppi nel frattempo e siamo tutti sereni. Anche le nazifemministe alla ricerca della quota rosa.

Se infatti Conti ha almeno un merito (a parte qualche normale eccezione) è stato quello di saper scegliere le persone da cui farsi accompagnare in questo Sanremo 2025. Penso a Gabriele Corsi e Bianca Guaccero al Primafestival che aprivano le serate con garbo e delicatezza, penso a Damiano David che ha omaggiato splendidamente Lucio Dalla, allo spettacolo internazionale offerto da Mahmood, allo scoppiettante Dopofestival di Cattelan e Lucarelli (chissà come mai Fedez non c’è mai andato) e all’eterea Bianca Balti che, da malata (Cristì senti un po’ qua) ci ha detto chiaro e tondo che la narrazione pietistica della malattia deve essere cambiata.

Sanremo 2025: La meritata vittoria di Settembre tra le nuove proposte

Ritornando alla musica mi entusiasma almeno la vittoria di Andrea Settembre tra le nuove proposte di Sanremo 2025, che può fare molto bene e, alla stessa età del collega dei big, ci regala al suo contrario una canzone fresca e adatta ad un ragazzo di 23 anni. Sarà perché forse se l’è scritta da solo e sa prendersi meno sul serio del collega? Chissà, mistero.

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