Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette - La RecensioneSong Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette - La Recensione . Credit: Sarah Shatz/Focus Features © 2025 All Rights Reserved.

Uscirà il prossimo 8 gennaio nelle sale cinematografiche italiane Song Sung Blue – Una melodia d’amore, il nuovo film di Craig Brewer con Hugh Jackman e Kate Hudson

Quando Craig Brewer scoprì Song Sung Blue, il documentario di Greg Kohs presentato nel 2008 all’Indie Memphis Film Festival, non conosceva affatto i protagonisti della storia. Eppure il racconto di una coppia di musicisti di Milwaukee, tra difficoltà personali e la nascita di una tribute band dedicata a Neil Diamond, lo colpì a tal punto da restargli impresso per quindici anni.

Da quell’esperienza nasce Song Sung Blue – Una melodia d’amore, film biografico musicale del 2025 scritto, prodotto e diretto da Brewer. Protagonisti Hugh Jackman e Kate Hudson nei panni di Mike e Claire Sardina, affiancati da Michael Imperioli, Ella Anderson, Mustafa Shakir, Fisher Stevens e Jim Belushi. Noi di Bingy News abbiamo visto il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

Song Sung Blue – Una melodia d’amore – La Recensione

Prima di partire con la recensione è doverosa una premessa. In Italia Neil Diamond è uno di quei nomi che quasi tutti hanno sentito almeno una volta, senza però diventare davvero familiare, la sua fama è legata soprattutto a pochi brani iconici a livello internazionale, come Sweet Caroline e soprattutto I’m a Believer, reso noto al grande pubblico anche grazie alla versione italiana Sono bugiarda degli anni Sessanta e alla reinterpretazione dei Monkees nella colonna sonora di Shrek. Questo ha contribuito a far conoscere la canzone a più generazioni, pur senza trasformare Neil Diamond stesso in un’icona di massa.

A differenza degli Stati Uniti dove l’artista è uno dei grandi cantautori popolari del secondo Novecento, con decine di hit in classifica, oltre 50 milioni di dischi venduti solo in patria e brani come Sweet Caroline e America diventati veri inni da stadio, campagne politiche e momenti collettivi di identità nazionale.

Soprattutto a Milwaukee dove A Milwaukee il legame passa anche dalla storia di Lightning & Thunder, la storica tribute band cittadina che per anni ha portato in giro il suo repertorio, arrivando a condividere il palco del Summerfest con Pearl Jam e trasformando le sue canzoni in un pezzo riconoscibile dell’immaginario musicale locale.

Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette - La Recensione
Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette – La Recensione

Da qui il desiderio di Craig Brewer ispirato dal documentario del 2008 a voler raccontare questa storia.

C’è qualcosa di profondamente rassicurante in Song Sung Blue – Una melodia d’amore, un film che sceglie la via della semplicità emotiva e della misura, senza mai cedere al cinismo o ai virtuosismi narrativi. E’ una storia che insegna il desiderio ostinato di non arrendersi, anche quando il tempo sembra aver già deciso per noi.​

La regia di Craig Brewer mantiene lo stesso passo dei personaggi preferendo restare addosso ai volti, ai primi piani di Kate Hudson che racchiudono tanta naturalezza, ai silenzi e ai momenti di esitazione.

Hugh Jackman e Kate Hudson funzionano proprio perché non cercano di brillare a tutti i costi.

I loro personaggi sono fragili, stanchi, segnati da scelte sbagliate e occasioni perse, ma mai caricaturali. Jackman restituisce con sobrietà il ritratto di un uomo che ha smesso di credere nel proprio talento, qualcuno che ha paura di fallire di nuovo e che per questo fatica persino a salire sul palco.

Hudson, invece, trova qui un terreno diverso rispetto alle rom-com e ai ruoli più leggeri che l’hanno accompagnata a lungo. Il suo è un vero ruolo drammatico, costruito su crepe piccole e continue. Claire è una donna che porta gli anni e le delusioni sul volto e purtroppo anche nel corpo, e il film non cerca mai di cancellarlo.

Il suo volto segnato dal tempo è ancora bellissimo, forse proprio perché non mascherato da rimedi effimeri, rifiutandosi di imbottigliarsi in quei filtri innaturali che vogliono a tutti costi sembrare perfetti ed eternamente giovani. No, la sua Claire mostra un’espressività che passa dalle rughe, dagli sguardi bassi, dai sorrisi che arrivano in ritardo.

Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette - La Recensione
Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Un racconto intimo di vite imperfette – La Recensione Credit: Courtesy of Focus Features © 2025 All Rights Reserved.

La fotografia gioca con questa dimensione più terrena, alternando interni quotidiani più morbidi e disadorni alle luci marcate del palco, dove riflettori e colori restituiscono per qualche minuto l’illusione di una vita diversa. È come se il film mostrasse continuamente il contrasto tra quello che i personaggi sognano mentre cantano e quello che li aspetta quando le luci si spengono.

La musica di Neil Diamond attraversa il film come una memoria condivisa, evocando un’idea di romanticismo d’altri tempi che qui viene filtrata da malinconia e tenerezza. Le canzoni non sono lì per trasformare la storia in spettacolo, ma per dire al posto dei protagonisti quello che loro non riescono a mettere in frasi compiute.

È in questo equilibrio che Song Sung Blue – Una melodia d’amore trova la sua forza, scegliendo un tono intimo e quasi dimesso, più vicino a una ballata nostalgica che a un musical pieno di piroette.​

A volte basta una canzone condivisa per rimettere insieme i pezzi. Song Sung Blue – Una melodia d’amore è una storia che si lascia guardare con un sorriso lieve, capace di parlare soprattutto a chi conosce il peso delle occasioni mancate e la bellezza inattesa delle seconde possibilità.​

E come Soolaimon non sarà la canzone più famosa o conosciuta di Neil Diamond, ma rimane una perla per gli intenditori, proprio come questo film.

Song Sung Blue – Una melodia d’amore, nelle sale dall’8 Gennaio

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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