Recensione di Wicked Parte Due, capitolo finale della trasposizione cinematografica di Jon M. Chu, con Cynthia Erivo e Ariana Grande, nelle sale italiane dal 19 Novembre
Dopo il successo planetario del primo capitolo, uscirà il 19 Novembre nelle principali sale cinematografiche italiane Wicked Parte Due (titolo originale Wicked for Good), capitolo conclusivo dell’adattamento cinematografico di uno dei musical più iconici non solo di Broadway o Londra, ma di tutto il mondo.
Diretto nuovamente da Jon M. Chu, il film è basato sul romanzo “Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta” (Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West) di Gregory Maguire, una storia revisionata sia del romanzo fantasy del 1900 di Frank L. Baum Il meraviglioso mago di Oz (The Wonderful Wizard of Oz) sia dello storico adattamento cinematografico del 1939.
Abbiamo avuto l’opportunità di visionare il film in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.
Una cosa che non capiremo mai è questa ossessione italiana nel voler appiattire qualsiasi titolo inglese. Non vogliamo soffermarci sul drastico cambiamento di titoli come Eternal Sunshine of the Spotless Mind – Se mi lasci ti cancello, non basterebbero 1000 parole solo per questo argomento. Bensì mi riferisco ad altri esempi dove avviene un completo appiattimento.
Degli esempi? 500 Days of Summer dove il titolo originale gioca sul nome della protagonista femminile mentre quello italiano, 500 giorni insieme, è più generico e meno evocativo, e che dire del capitolo dei Pirati dei Caraibi che da The Curse of the Black Pearl, che era riferito alla maledizione della nave Perla Nera, diventa La maledizione della prima luna come se si trattasse di una storia generica.
E ora un titolo evocativo come Wicked for Good (tradotto: Malvagia per sempre) viene semplificato ai minimi termini con Wicked Parte Due.
Per non parlare della decisione da parte di Universal di far uscire ben tre versioni di questo film: in lingua originale, doppiato o nella versione ibrida dove vengono doppiati solamente i dialoghi. Considerato che in questa seconda e conclusiva parte il cantato corrisponde a un 75-80 per cento del film, la domanda sorge spontanea:
Ha senso occupare tutte queste sale con una evidente perdita da parte dei gestori?

Dopo queste piccole premesse passiamo finalmente a parlare di Wicked for Good ehm scusate Wicked Parte Due
Avevano anticipato che questo capitolo sarebbe stato più cupo e dark, e dobbiamo ammettere che avevano perfettamente ragione. La seconda e conclusiva parte risulta molto più asciutta e meno accomodante.
Il tono cupo e dark in Wicked Parte Due non è solo una scelta estetica, ma si riflette e lega profondamente nell’evoluzione dei personaggi e, soprattutto, nelle loro relazioni. Elphaba appare più vulnerabile e tormentata, mentre Glinda più sola, fragile e insicura che mai, in un gioco di luci e ombre che rende le loro emozioni più intense e complesse rispetto alla prima parte. Fiyero, dal canto suo, attraversa un cambiamento più netto, e per un personaggio considerato stupido, quasi senza cervello, risulta essere il più intelligente di tutti.
Le tensioni tra i protagonisti emergono con la forza crescente di una pentola d’acqua sul fuoco, sempre sul punto di andare in ebollizione. È una pressione che si avverte scena dopo scena, amplificata anche dal tempo maggiore che il film ha a disposizione per far maturare sguardi, esitazioni e silenzi, rispetto a una trasposizione teatrale.
Bisogna tenere presente che entrambe le parti sono una trasposizione cinematografica dell’iconico musical di Broadway, che aveva una durata complessiva di circa 2 ore e 45 minuti, intervallo compreso, solitamente di circa 15 minuti. Le versioni cinematografiche hanno invece una durata totale di 298 minuti, ovvero quasi 5 ore, praticamente il doppio rispetto all’originale.
Wicked Parte Due, a differenza della prima parte, oltre a essere più cupa come abbiamo detto, è anche una storia più adulta e matura. I personaggi non sono più a scuola, sono adulti e devono fare i conti con le conseguenze delle loro scelte. Se Glinda ed Elphaba fossero rimaste assieme sarebbero state inarrestabili, ma andando ognuna per la propria strada sono due individui incompleti sotto ogni punto di vista.
Abbiamo apprezzato molto il fatto che Jon M. Chu sia rimasto fedele a gran parte del materiale originale che aveva a disposizione, rispettandolo senza mai stravolgerlo totalmente.

Elphaba e Glinda in Wicked Parte Due
Anche in Wicked Parte Due Cynthia Erivo e Ariana Grande sono semplicemente straordinarie. Le loro doti canore e recitative si fondono come un connubio perfetto di stile ed eleganza, con ogni nota che arriva nel cuore di chi le sta osservando.
Purtroppo però questo secondo capitolo si concentra quasi esclusivamente sul rapporto tra Elphaba e Glinda, trasformando il film in un duello emotivo e narrativo tra le protagoniste. Sebbene sia vero che il rapporto tra i ruoli interpretati da Cynthia Erivo e Ariana Grande rappresenta il cuore pulsante della storia, bisogna ammettere che rispetto alla prima parte, dove i personaggi secondari avevano spazio e numeri corali di rilievo, in Wicked Parte Due la scena è decisamente più ristretta.
Figure come Fiyero, Madame Morrible o Boq, pur presenti, vengono marginalizzate, e i grandi momenti corali che avevano caratterizzato il primo capitolo sono quasi del tutto assenti. Il film punta tutto sulle due streghe, sul loro confronto e sulle loro scelte, ma questo significa che il cast secondario e le dinamiche di gruppo, che avevano arricchito la prima parte, passano in secondo piano, lasciando sullo sfondo personaggi che avrebbero meritato più spazio e soprattutto più voce.
La regia in Wicked Parte Due
La regia osa di più con i silenzi, con le pause in cui tutto pesa. Niente rincorsa all’effetto, piuttosto la voglia di restare nell’emozione con primi piani che tagliano fuori il superfluo e una tensione che tiene insieme dolcezza, nostalgia e rammarico.
Però c’è poi un aspetto che lascia qualche perplessità: i cambi di scena. In alcuni momenti sembrano arrivare di colpo, quasi strappati via con troppa fretta. Su un palco teatrale questi passaggi rapidi hanno una coerenza visiva e narrativa che il pubblico accetta senza porsi domande; la magia del teatro permette ai salti temporali e alle transizioni brusche di funzionare, di portare con sé il ritmo dell’azione e l’emotività comprimendo lo spazio e il tempo.
Al cinema, invece, questa stessa velocità spezza improvvisamente l’enfasi, smorza la tensione proprio quando servirebbe lasciarla respirare. È il caso, per esempio, di Nessarose e di quello che le accade. Non staremo qui a svelarvi importanti dettagli sconosciuti a chi non ha familiarità con Wicked, quello che possiamo dire è che il suo percorso viene compresso in pochi istanti, senza il tempo necessario per far sedimentare il peso delle sue scelte con le relative conseguenze.
Alcune scene avrebbero avuto bisogno di più spazio e di esplorazione, avendo tutto quel tempo in più a disposizione. Magari una canzone in meno avrebbe dato il giusto valore all’intero racconto, ma Jon M. Chu ha preferito la spettacolarizzazione di alcuni punti, correndo su altri, lasciando il pubblico un po’ insofferente in alcuni momenti chiave, ed è un vero peccato.
In definitiva
Wicked Parte Due si presenta come una conclusione frammentata, che non riesce sempre a gestire con equilibrio i suoi tempi e le sue scelte narrative. La spettacolarizzazione e la concentrazione su Elphaba e Glinda regalano momenti intensi e indimenticabili, ma spesso a scapito di un cast secondario che meritava più spazio e profondità.
Nonostante le sue imperfezioni, il film lascia addosso una sensazione di commozione autentica, grazie a interpretazioni che si fanno strada nel cuore e a una regia che, pur con qualche passo falso, non rinuncia a indagare le emozioni più nascoste. È un finale che non chiude tutte le storie con la stessa forza, ma che resta nella memoria per la sua sincerità e per la capacità di far sentire, ancora una volta, il peso delle scelte e delle relazioni che definiscono chi siamo.
Wicked Parte Due al cinema dal 19 Novembre
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