Chicago PD 8×16 – Recensione: Una linea da non oltrepassare

L’ultimo episodio di Chicago PD 8 è all’altezza di una stagione che, se pur tra alti e bassi, sarà difficile da ripetere. La riforma della polizia, quella linea da non oltrepassare, quella linea che solo Hank Voight può superare.

La paura incontrollabile che Kim non torni a casa, che non riveda la sua bambina. Che non possa costruire con Adam quella famiglia per cui hanno lottato anche contro sé stessi. L’ultimo episodio di questa stagione di Chicago PD è questo e non solo. Abbiamo quella linea che Voight è tornato ad oltrepassare, quella verità di cui Jay aveva parlato e che Upton ha compreso solo adesso. Si può amare e rispettare Voight, ma bisogna tracciare una linea altrimenti ti porterà a fondo con sé. Hailey è riuscita ad impedire ad Adam di andare a fondo. Ha evitato che Hank uccidesse un uomo a sangue freddo. Ma non è riuscita a salvare sé stessa.

Il finale di stagione di Chicago PD 8 inizia lì dove avevamo lasciato Kim: sola, ferita, rapita. Adam arriva esattamente due minuti dopo la chiamata di Burgess, troppo tardi per poterla trovare. Troppo tardi perché ci sia un qualsiasi indizio che la porti a casa senza ferite. La riforma della polizia si fa spazio ancora una volta mentre si crea uno schieramento all’interno dell’Intelligence. Kevin e Jay da una parte. Hank, Adam e Hailey dall’altra. Io sono nel mezzo. Capisco Adam, la sua rabbia. La sua paura. Quella di perdere Kim, quella che non ti fa ragionare. Che ti impedisce di vedere le cose in modo chiaro.

Sento la sua rabbia, il suo bisogno di muoversi in fretta per ritrovarla. Di infrangere le regole e cambiarle perché “è Kim“. La sua migliore amica, la donna che ama, la sua famiglia. E non c’è nulla che non farebbe per lei. Per riportarla a casa. Ma mentre ascolto le parole di Kevin, le sento mie. Sento le voci di quegli uomini e quelle donne che marciano per strada nella speranza di ottenere giustizia. Nella speranza che la polizia non diventi “loro“. Criminali, uomini e donne senza onore, senza integrità. Che cercano vendetta, non giustizia. Se si sceglie di indossare quella divisa, se si sceglie di portare quel distintivo, deve esserci un motivo. E la legge non si può piegare perché qualcuno che amiamo viene colpito.

Anche la Miller ce lo ha insegnato nello scorso episodio. Ha perso suo figlio per seguire la legge. Adesso capisco. Vedo quella verità di cui parla Hailey alla fine: lei non è diventata loro. E’ rimasta quella donna, quel poliziotto che onora la sua divisa. Come Jay, Kevin… Kim.

Le indagini e i tentativi di trovare Kim vanno avanti mentre Burgess resta distesa a terra, colpita da due proiettili. E’ quello il primo momento in cui ho creduto di averla persa. Il mio cuore ha smesso di battere, letteralmente. Le lacrime non sono riuscite a fermarsi mentre continuavo a ripetere a me stessa “non lei, non Kim“. Ma dopo Alvin, è questa la mia più grande paura. Dover affrontare una nuova perdita. E questa sarebbe difficile da gestire.

Gabriella Monaco

Gabriella Monaco

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