La nostra intervista all’attore Ettore Bassi, autore del libro “Dio, come mi amo… Per amarti di più!” (Graus edizioni) scritto insieme a Debora Iannotta
La prima volta che ho incontrato sul piccolo schermo Ettore Bassi è stato grazie al ruolo Andrea Ferri nella fiction di successo in onda su Canale 5, ‘Carabinieri’. Da allora sono passati più di vent’anni e la carriera dell’attore pugliese è andata avanti arricchendosi sempre più tra produzioni televisive, film diretti da grandi registi e soprattutto tantissimo teatro.
Oggi il lavoro di Ettore Bassi si concentra proprio sul palcoscenico, raccontando al pubblico come amare di più se stesse e di conseguenza il prossimo. Ed è proprio dall’opera teatrale che nasce il libro “Dio, come mi amo… Per amarti di più!”, scritto insieme alla collega Debora Iannotta e disponibile dallo scorso 8 marzo, un racconto che attraversa gli ultimi ottant’anni di cambiamenti sociali e culturali, ponendo al centro la donna, la coppia, e il legame indissolubile tra identità e relazione.
Intervista ad Ettore Bassi

Bingy News: Partiamo parlando del suo ultimo libro “Dio, come mi amo… Per amarti di più!”, scritto a quattro mani don Debora Iannotta. Come è nata l’idea di questo progetto?
Ettore Bassi: Abbiamo sentito di avere l’urgenza di affrontare il tema della relazione oggi, partendo da un’esigenza individuale. Personalmente, per il mio percorso anche artistico ovvero della strada che voglio percorrere, ho sentito il bisogno di parlarne. Uomini e donne non riescono più a comunicare, si guardano con diffidenza. C’è qualcosa di molto doloroso nell’osservare tutto questo e non ci siamo voluti accontentare. Io per primo, dal mio punto di vista, sicuramente Debora (Iannotta) per il suo, e quindi per sottolineare, prima di tutto, un percorso individuale che poi ci ha unito.
Ho sentito che non volevo accontentarmi di quanto veniva fuori dalla narrazione comune che ascoltiamo intorno a noi tutti i giorni, dalle tv, dai giornali, dalle radio, dai salotti. Dove ne viene fuori che l’uomo è diventato, improvvisamente, un mostro famelico e divoratore, e la donna è un’inerme, ignara creatura inconsapevole di tutto. Ci è sembrato non solo pericoloso come narrazione, ma anche profondamente dannosa e anche umiliante per la bellezza dell’animo umano.
BN: Nello specifico quali temi avete voluto approfondire nel libro?
Ettore Bassi: Siamo andati più dentro alla storia e alla dinamica di una coppia. Nello spettacolo raccontiamo questo fenomeno attraverso dei decenni che vanno dagli anni ’40 agli anni ’90 e lo abbiamo mantenuto. Nel libro abbiamo scelto di andare in verticale, in profondità e in espansione. La reazione del pubblico, che abbiamo visto molto emozionato, ci ha restituito il bisogno di affrontare quest’argomento, di trattarlo e di sentirne parlare in termini diversi. Quindi la gente ci ha convinti ad andare più in profondità raccontando proprio la vita di una coppia nell’arco dei decenni, una coppia che diventa sempre diversa, ma che è fatta sempre dei due stessi personaggi, cioè Gilda e Riccardo.
Abbiamo sbirciato in finestre immaginarie, andando a capire, a pensare, a immaginare come certi eventi hanno influito profondamente nella dinamica di coppia, creando pian piano delle piccole crepe che nel corso degli anni sono diventate traumi, solchi che hanno poi determinato una distanza tra queste due creature. Ecco, noi oggi vorremmo che si ritrovasse un po’ una strada e un modo per riprendersi per mano.
BN: Quanto c’è di lei in Riccardo?
Ettore Bassi: Moltissimo, in un percorso mio personale mi sono reso conto che un appuntamento inderogabile per la propria crescita ed evoluzione è quello con se stessi, quindi bisogna guardare a noi intesi come creature che hanno una propria unicità, una propria identità che va riscoperta e ricordata a noi stessi. Iniziamo questo viaggio con un bagaglio in dotazione che sono anche i dolori, le fatiche, le ferite che costituiscono il nostro primo bagaglio, questo ci serve in realtà per affrontare chi siamo, per scoprirci, per passare attraverso tutto questo. Ma dobbiamo diventare consapevoli per sapere chi siamo.
Ho vissuto una separazione dolorosissima, ho vissuto un incontro nuovo che però ho anche subìto per le limitazioni rispetto a me stesso, le mie paure. Ho dato ascolto perché questa è una società che ci invita a dare colpe all’esterno, Se io non ottengo qualcosa dall’altro, l’altro è la causa della mia infelicità. Tutto questo è fortemente fuorviante e non serve a costruire una relazione con se stessi, innanzitutto, che diventa poi prerogativa per una relazione sana con l’altro.
BN: In questo momento si ama o ci sta ancora lavorando?
Ettore Bassi: È un lavoro importante che non deve finire mai, sono sicuramente in un momento in cui mi amo moltissimo, perché sto restituendo. Sicuramente, da quando ho intrapreso questo tipo di osservazione, le cose sono cambiate radicalmente. E non è un caso l’uscita di questo libro, l’interesse che sta suscitando, perché dentro c’è onestà, verità, e autenticità. C’è qualcosa di profondamente vissuto e restituito con grande amore e con grande onestà.