Benvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà - La RecensioneBenvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà - La Recensione

La nostra recensione di Benvenuti in campagna il nuovo film di Giambattista Avellino con Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua, nelle sale italiane dal prossimo 16 aprile.

Arriverà nelle sale il prossimo 16 aprile distribuito da Vision Distribution Benvenuti in campagna, il nuovo film di Giambattista Avellino con Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua. Abbiamo visto il film in anteprima e siamo pronti a darvi la nostra recensione, di questa nuova commedia italiana che mette alla prova il sogno, tutto contemporaneo, di mollare tutto e ricominciare altrove.

Benvenuti in campagna parte da un’idea che è barellata nella testa almeno una volta nella vita, in ognuno di noi: mollare tutto e andare a vivere in campagna, nella natura, tra gli animali.

Solo che, se per la maggior parte delle persone resta un’idea, un miraggio, un piccolo sogno in cui rifugiarsi, per la famiglia Fontana invece quel sogno diventa realtà. Nasce così una commedia familiare che trasforma il progetto di una nuova vita in un percorso di rinascita, mettendo però in luce quanto sia difficile passare dalle buone intenzioni alla concretezza del vivere quotidiano.

Fontana sono una famiglia che si muove dentro una fatica quotidiana ormai sedimentata, dove ogni tentativo di equilibrio appare provvisorio. Gerry, ricercatore brillante ma rimasto ai margini di una carriera che non riesce a decollare, vive sospeso in una frustrazione che si riflette nel suo modo di stare al mondo. Ilaria, vigilessa dal carattere solido e pragmatico, affronta la routine urbana con determinazione, ma anche con la stanchezza di chi non riesce più a fermarsi. Intanto il giovane Giulio attraversa l’adolescenza come una fase incerta, segnata da curiosità, confusione e quella ricerca di sé che inizia proprio quando ogni certezza degli adulti vacilla.

Benvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà - La Recensione
Benvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà – La Recensione

La decisione di trasferirsi in campagna nasce più come una reazione che come un progetto ragionato, è una fuga da un presente ormai senza slancio. Proprio per questo motivo, Benvenuti in campagna è lucido nel mostrare quanto questa illusione di rinascita appaia precaria.

La natura, invece di accogliere, rivela e amplifica le crepe già presenti, costringendo i personaggi a confrontarsi con i propri limiti, più che a superarli.

A pesare davvero è la totale inesperienza dei Fontana, ma soprattutto la loro presunzione di poter vivere in campagna come se bastasse volerlo, senza alcuna preparazione, senza conoscere davvero i tempi e le difficoltà che un cambio del genere comporta.

Come quando sbagliano completamente le trivellazioni per l’acqua, dimostrando quanto poco conoscano le tecniche di base della vita rurale, infatti se ci pensiamo bene la famiglia fontana non ha assolutamente un piano reale per la fattoria, non hanno un modello economico o agricolo, come se l’entusiasmo sia l’unico elemento necessario per garantire la riuscita.

La sceneggiatura di Michele Abatantuono e Lara Prando segue questo percorso con tono controllato e coerente, lasciando emergere le fragilità emotive, esibendo la semplicità del vivere quotidiano.

Anche la comicità si inserisce in questo equilibrio, nascendo dalle situazioni ma anche dalle dinamiche relazionali. Esilarante la scena in cui Giulia sta partorendo che si lascia andare ad uno sfogo liberatorio che culmina con una parola che in quel momento, ogni persona che sta osservando la scena trova deliziosamente perfetta.

Benvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà - La Recensione
Benvenuti in campagna: Il ritorno alla natura che inciampa tra sogni e realtà – La Recensione

Tutto il cast fa un ottimo lavoro nell’interpretazione dei loro personaggi

Tutto il cast sostiene il film con un lavoro solido e coerente, a partire da Maurizio Lastrico che dà vita a un Gerry attraversato da una malinconia leggera, quasi trattenuta, dentro cui si intravede il tentativo costante di non perdere il contatto con il figlio e con una parte di sé rimasta in sospeso. Giulia Bevilacqua costruisce una Ilaria concreta, sempre ancorata alla realtà quotidiana, una presenza che tiene insieme il nucleo familiare con pragmatismo e resistenza.

Anche Andrea Pennacchi e Giorgio Colangeli fanno un buon lavoro, contribuendo a dare spessore al racconto con una recitazione misurata. Pennacchi soprattutto ha quella capacità attoriale, di riuscire a far emozionare lo spettatore con i suoi gesti e i suoi sguardi semplici e pieni di significato.

Il film mantiene un registro costante da principio alla fine e questo ne fa una visione piacevole e scorrevole, ma allo stesso tempo ne riduce l’impatto, perché anche i passaggi che potrebbero portare a qualcosa di più incisivo, vengono quasi sempre smussati, ricondotti a una dimensione morbida e familiare. 

Benvenuti in campagna resta così una commedia equilibrata, che si occupa con affetto della famiglia Fontana senza tuttavia metterla davvero alla prova, e senza spingersi fino a trasformare il suo umorismo in un vero sguardo più scomodo e incisivo sul tema del cambiamento.

Benvenuti in campagna dal 16 Aprile nelle sale italiane con Vision Distribution

Qui la nostra intervista esclusiva al cast e al regista di Benvenuti in campagna

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