La nostra intervista a Giambattista Avellino regista di Benvenuti in campagna, e ai suoi protagonisti Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua
Abbiamo avuto la possibilità di incontrare regista Giambattista Avellino e i protagonisti Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua di Benvenuti in campagna, che debutterà nelle principali sale cinematografiche italiane dal prossimo dal 16 aprile.
Parlando con loro siamo riusciti a raccogliere alcune impressioni, aneddoti e riflessioni su una commedia che gioca con il contrasto tra città e vita rurale. Ecco quello che ci hanno raccontato.
Bingy News: Come nasce l’idea di Benvenuti in campagna?
Giambattista Avellino: “Bisogna essere onesti: nasce da un copione che mi è stato proposto. Ci sono stati degli autori che hanno scritto questa sceneggiatura e me l’hanno presentata. C’era un tema forte, dei personaggi ben delineati e situazioni ricche di possibilità per costruire una commedia che non fosse scollegata dalla realtà, ma che parlasse di quello che tutti noi viviamo, immaginiamo o speriamo. In questo caso, il cuore è la ricerca della felicità, un tema universale, raccontato attraverso il rapporto tra città e campagna“.
Bingy News: Come vi siete sentiti nei vostri personaggi, anche rispetto a questa idea della ricerca della felicità?
Maurizio Lastrico: “Non ci avevo pensato subito, ma in effetti c’è molto di questo. Nel mio personaggio ho sentito forte la sua inadeguatezza, ma anche l’amore per la famiglia. Mi sono sentito completamente dentro questo percorso, che è proprio una ricerca di felicità“.
Giulia Bevilacqua: “Io invece ho adorato il personaggio di Ilaria. L’ho trovata una donna carismatica, forte, coraggiosa. Forse anche un po’ incosciente e superficiale quando propone alla famiglia un cambiamento di vita così drastico, ma allo stesso tempo libera, capace di mostrare sempre ciò che prova, nel bene e nel male, anche nei momenti più estremi. Penso alla scena finale, quando esplode tutta la sua frustrazione e fragilità: è stato molto catartico. In quella scena ho messo dentro tante donne della mia vita, ed è stato molto liberatorio. Ho anche rifiutato la stunt per girarla“.
In Benvenuti in campagna, i protagonisti scelgono di lasciare la città per trasferirsi in campagna, ma sono anche quelli che faticano di più ad adattarsi a questa nuova realtà. Una contraddizione solo apparente, che secondo il cast nasce proprio da un’idea iniziale troppo idealizzata della vita rurale.
“Ti sei risposto da sola”, scherzano durante l’incontro, sottolineando come dietro questa scelta ci sia una buona dose di ingenuità. L’immagine della campagna come rifugio perfetto, lontano dallo stress e dai ritmi frenetici della città, si scontra presto con una quotidianità fatta di difficoltà concrete e inesperienza.
Ed è proprio lì che entra in gioco la comicità di Benvenuti in campagna. “La comicità arriva forte da questo senso di inadeguatezza, da questa incompetenza”, spiegano, ricordando anche uno slogan inventato sul set: “Famiglia Fontana, dal 2020 qualità e incompetenza”. Un modo ironico per raccontare una famiglia alle prese con un cambiamento più grande di quanto avesse immaginato.
Alla domanda su chi, tra loro, riuscirebbe davvero ad adattarsi alla vita in campagna senza crollare dopo una settimana, le risposte arrivano tra ironia e realismo.
Giulia Bevilacqua è la prima a mettersi in discussione, con una battuta che rompe subito il tono serio: “Io, perché io? Perché sono una donna!”, dice scherzando, prima di chiarire il suo punto di vista.
Poi entra nel merito: “Io non credo che mi adatterei. Mi adatto facilmente a tutto, ma non è detto che poi stia bene ovunque. Mi piace il caos, la confusione, i negozi, il traffico. Però potrei resistere per brevi periodi, una settimana sì, di più sarebbe difficile”.
Sulla stessa linea anche Maurizio Lastrico e Giambattista Avellino, che si definiscono tutti, in modi diversi, “animali metropolitani”. “Sarebbe una difficoltà incredibile”, ammette uno di loro, mentre un altro aggiunge come l’idea della campagna resti affascinante soprattutto sul piano immaginario, ma molto meno nella pratica.
C’è però anche chi prova a stemperare, sottolineando come il bisogno di evasione faccia parte della vita di tutti: “È una parentesi, non una scelta di vita. Non la farei mai, ma ogni tanto uno può accarezzare quell’idea nei momenti di stanchezza o di emarginazione eccessiva”.
Abbiamo anche chiesto loro se dovessero descrivere Benvenuti in campagna in una parola, quale sceglierebbero e Maurizio Lastrico ha scelto Sorprendente, Giambattista Avellino Divertente mentre Giulia Bevilacqua l’ha definito Catartico.
Qui l’intervista video completa di Benvenuti in campagna
Insieme al regista Giambattista Avellino e ai protagonisti Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua, è emerso un racconto fatto di esperienze personali, momenti sul set e considerazioni più intime sui personaggi. Tra ironia e sincerità, Benvenuti in campagna si rivela così non solo una commedia, ma anche un percorso che ruota attorno a un tema universale come la ricerca della felicità.
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