La nostra intervista esclusiva a Maria Vera Ratti, protagonista della nuova serie ‘Roberta Valente – notaio in Sorrento’, in onda dal 12 aprile su Rai1 e disponibile su RaiPlay con i primi due episodi
Maria Vera Ratti ha conosciuto il successo grazie alla garbata e tenera interpretazione di Enrica nell’amatissima serie ‘Il commissario Ricciardi’, ma dopo aver detto addio al suo personaggio, l’attrice avellinese ora è pronta a conquistare la costiera nella nuova serie di Rai1 dal titolo ‘Roberta Valente – notaio in Sorrento’. Giovanissima pubblico ufficiale, la protagonista è una donna metodica e pianificatrice “però dentro di sè nasconde una grande ironia” ci confida Maria Vera Ratti. Ma il carattere duro e determinato di Roberta copre le sofferenze di un tragico passato che, con il suo ritorno nella città campana, fa riemergere degli sconvolgenti segreti di famiglia.
Intervista a Maria Vera Ratti

Bingy News: Roberta Valente è un personaggio molto quadrato: programma la sua vita e quella degli altri nei minimi dettagli, ama avere tutto sotto controllo ed è ligia al rispetto della legge. Ma in che modo reagirà agli imprevisti?
Maria Vera Ratti: Roberta è abituata a far quadrare la vita in un determinato modo, il suo ritorno a Sorrento porta un insieme di persone che la mettono in grande confusione. A un certo punto deve un pochino adattarsi alla vita, piuttosto che cercare di controllarla costantemente.
BN: Cosa ti ha divertito di più nell’interpretare Roberta?
Maria Vera Ratti: È una persona che si prende molto sul serio e questa cosa mi fa inevitabilmente ridere. Si trova in situazioni divertenti e bizzarre.
BN: In cosa sei simile e in cosa invece sei totalmente l’opposto con il tuo personaggio?
Maria Vera Ratti: Non sono una persona che programma e in più sono anche molto disordinata. Lei è una maniaca dell’ordine e del controllo. In comune abbiamo il senso dell’umorismo, perché alla fine Roberta si prende sul serio ma pure lei sotto il baffi un po’ se la ride.
BN: Roberta si trova ad emergere in un settore lavorativo fortemente maschilista, infatti è l’unica notaio donna e anche molto giovane del suo nuovo studio. Ciò è ,purtroppo, una forte rappresentazione della realtà. Secondo te, quanto possono ispirare dei personaggi femminili così determinati come Roberta?
Maria Vera Ratti: Credo che in generale è bello vedere delle protagoniste femminili di storie che sono belle e interessanti da seguire, perché è anche un po’ noioso e finito il tempo in cui si pensava che fondamentalmente fossero interessanti solo i protagonisti maschili. Oltretutto Roberta è una grande professionista, quindi credo sia positivo soprattutto per le ragazze vedere che ci sono persone che ricoprono ruoli sì prestigiosi ma fondamentalmente utili alla società e che si possono dare da fare.
Le protagoniste femminili non devono essere per forza delle bambole o delle belle statuine che alla fine vivono solo per l’amore. Roberta è una persona in gamba, al di là delle sue idiosincrasie. Quindi questo può essere di ispirazione.

BN: Cosa ti ha ispirato di più durante la costruzione del tuo personaggio?
Maria Vera Ratti: Il ritmo della storia mi faceva ridere e mi faceva ridere il suo sguardo sul mondo. È una persona che secondo me cerca di essere percepita in un determinato modo, che ha una visione del mondo molto chiara e lineare. Però alla fine, dentro di sé, nasconde un lato ironico.
BN: Tra i personaggi della serie troviamo anche Sorrento, che tipo di legame hai creato con la città e quale è diventato il tuo posto del cuore?
Maria Vera Ratti: Io sono campana, ma Sorrento per me è sempre stata solo un luogo di passaggio. Quindi è stato bellissimo vederla, soprattutto svuotata. Il posto del cuore è proprio il bellissimo porto. Una sera sono andata a mangiare in questo ristorante che era una sorta di stabilimento, non c’era nessuno perché era inverno, pioveva e c’erano queste onde giganti. È stato veramente magico viverla in questa stagione.
BN: Con il resto del cast che tipo di rapporto si è creato?
Maria Vera Ratti: Molto bello. Noi quattro protagonisti, ovvero Alessio Lapice, Erasmo Genzini e Flavia Gatti, abbiamo tutti più o meno la stessa età e parlavamo la stessa lingua. Flavia è un’amica ed una bellissima persona, ci siamo fatte un sacco di risate.
BN: Condividi un percorso simile a Roberta, tornata a Sorrento dopo un periodo fuori città. Dopo la laurea in scienze politiche conseguita nei Paesi Bassi sei tornata in Italia per studiare recitazione. Come è nato in te il desiderio di cambiare il tuo percorso?
Maria Vera Ratti: Stavo scrivendo la tesi e non ero molto ispirata, la cosa mi stava consumando, quindi per distrarmi un po’ mi sono unita a questi ragazzi che volevano fare uno spettacolo all’università. Mi sentivo incredibilmente felice e leggera come non mi era mai successo. Quindi dopo la laurea mi sono fatta regalare un corso di recitazione che si chiama Prima del Teatro, in Toscana a San Miniato, e da lì ho capito che doveva essere la mia vita.
BN: Quindi per te la recitazione ha avuto un effetto salvifico?
Maria Vera Ratti: Sì, totalmente.
