La nostra recensione di Babygirl, il controverso film con Nicole Kidman, al cinema dal 30 Gennaio 2025
Uscirà nelle principali sale cinematografiche italiane dal prossimo 30 Gennaio Babygirl, il nuovo film della regista olandese Halina Reijn (Instinct, Bodies Bodies Bodies) con Nicole Kidman (Nine Perfect Strangers, The perfect couple) e Antonio Banderas (La Casa degli Spiriti, Clean up crew).
Reijn oltre ad essere regista in Babygirl si è occupata anche della sceneggiatura e della produzione assieme a David Hinojosa, mentre Christine D’Souza Gelb, Zach Nutman e Julia Oh sono i produttori esecutivi. il film è una produzione A24, 2AM e Man Up Films.
Ho avuto la possibilità di vedere il film in anteprima e adesso sono pronta a darvi la mia onesta recensione.
Babygirl: un film controverso
Credo fortemente che Babygirl sia un film controverso e non per il tema che affronta, ma sull’impatto che ha avuto con il pubblico. E’ un film che ha letteralmente spaccato il pubblico in due con opinioni fortemente contrastanti tra loro. Da una parte troviamo chi l’ha adorato descrivendolo come il film migliore dell’anno e l’interpretazione da Oscar della sua protagonista (che non ha ricevuto nessuna nomination agli Academy Awards 2025), mentre l’altra lo trova superficiale e confusionario. Ecco, posso dire che purtroppo appartengo a questa seconda categoria di persone.
Non fraintendetemi, adoro le storie di empowerment femminile, del fatto che non ci sia nulla di cui vergognarsi delle proprie fantasie sessuali, nonostante quanto particolari possano essere. Siamo nel 2025 e non c’è spazio per il bigottismo. Tuttavia, non è il tema ad essere messo in discussione, ma come questo viene esplicato sul grande schermo.
Tra una strizzatina d’occhio a 50 sfumature di grigio ed un altra ad Eyes Wide Shut, intriso di musiche che richiamano le colonne sonore di Cristobal Tapia de Veer e Jocelyn Pook troviamo Romy (Nicole Kidman), una donna di 57 anni con alle spalle un matrimonio felice e sessualmente attivo con Jacob (Antonio Banderas, mica Romano Prodi), una donna d’affari CEO di un’azienda di successo che decide di tradire per dare sfogo alle sue fantasie erotiche, mettendo a repentaglio la sua vita professionale e personale, con chi? Con Samuel (Harris Dickinson), uno stagista di 28 anni che a tratti sembra uno psicopatico.
Ora pensate veramente che sia credibile che in una coppia sposata da vent’anni, sessualmente attiva (mi dispiace ripeterlo ma è un punto fondamentale), il marito non si accorga dell’imminente bisogno di sua moglie, di correre nella stanza accanto mettere un porno e masturbarsi per riuscire a raggiungere l’orgasmo?
Soprattutto c’è veramente bisogno di tradire?
Sedersi e avere una vera conversazione con suo marito, l’uomo che “ama”, non è contemplato?

La struttura narrativa del film è piuttosto debole, manca quella svolta che concederebbe al film un minimo di profondità. Ci sono stati un paio di momenti, durante la visione di Babygirl, in cui avrei preferito che la storia prendesse delle svolte diverse, giusto per dargli un po’ di movimento e no, non mi riferisco a quello erotico, di quello ce n’è in abbondanza, ma quando ad esempio Romy va a trovare Samuel, mentre lui lavora in un bar e lui la fa cacciare dal collega.
Ecco, in quel momento, mi sarei aspettata uno sviluppo differente, del tipo che lui stesse preparando il terreno per una possibile causa o ricatto di stalking, oppure quando i due amanti discutono mentre sono in piscina, ti aspetteresti che uno dei due ci lasci le penne e invece no, non succede assolutamente niente di inaspettato e coinvolgente.
Per di più, dopo i tradimenti, dopo le bugie e le negligenze, finisce tutto a tarallucci e vino? Colpa di una sceneggiatura debole e a tratti troppo sbrigativa.
Per quanto l’interpretazione di Nicole Kidman sia lodevole, non rientra centro nella top five delle sue migliori performance. Proprio per questo motivo per tutta la durata del film continuavo a chiedermi come fosse possibile che l’attrice avesse vinto la Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia proprio per questo ruolo.
In conclusione Babygirl è un film confuso e superficiale. Comprendo che Halina Reijn abbia cercato di rappresentare la confusione che si trovava nella mente della protagonista ma ha dimenticato un punto fondamentale, quello che puoi rappresentare sullo schermo una donna confusa ma non puoi mai confondere lo spettatore che la sta osservando.
Eppure le premesse erano buone, e forse con un altro regista il risultato sarebbe stato differente. Il tentativo di costruire un film basato sull’empowerment femminile, sul fatto che anche noi donne possiamo avere dei bisogni e fantasie sessuali particolari senza doversi giustificare per questo, fallisce miseramente dietro un messaggio ambiguo ed estremamente superficiale che puoi tradire tranquillamente per dar sfogo alle tue fantasie, basta che poi chiedi scusa?
Soprattutto io mi chiedo come sia pensabile tradire un uomo interpretato da Antonio Banderas!
Babygirl dal 30 gennaio 2025 nelle sale italiane, distribuito da Eagle Pictures
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