Barbara Petronio, showrunner di 'Uonderbois': "Vedo quello che ho fatto e se mi piace e mi emoziona sono contenta" | INTERVISTABarbara Petronio, showrunner di 'Uonderbois': "Vedo quello che ho fatto e se mi piace e mi emoziona sono contenta" | INTERVISTA

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Barbara Petronio, showrunner di ‘Uonderbois’, una delle sceneggiatrici più rinomate in Italia, con alle spalle oltre vent’anni di carriera

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Barbara Petronio, sceneggiatrice, showrunner e produttrice esecutiva che ha alle spalle oltre vent’anni di carriera, con successi cinematografici come ACAB – All Cops Are Bastards, Indivisibili (che le è valso un David di Donatello per la migliore sceneggiatura originale) e televisivi come R.I.S. – Delitti imperfetti, Diavoli, Alfredino – Una storia italiana, Romanzo criminale – La serie e l’appena uscita “Uonderbois” disponibile dallo scorso dicembre in esclusiva sulla piattaforma streaming Disney+. 

Ecco tutto quello che Barbara Petronio ha raccontato a noi di Bingy News

Bullet Point è una società di produzione che crea e sviluppa sceneggiature originali per il mercato italiano e internazionale, com’è nato questo progetto?

Bullet Point è la società di produzione che ho fondato poco meno di due anni fa. Dopo alcune esperienze, compresa quella di Uonderbois, ho capito che il processo di produzione è qualcosa che posso gestire, che mi affascina e che è fondamentale per la buona riuscita di un prodotto. Fondare la propria società di produzione non solo permette di facilitare il processo di sviluppo, ma ti permette anche di avere un maggiore controllo di qualità del prodotto. Negli Stati Uniti questo sistema è utilizzato da almeno un decennio.”

“Uonderbois” si può dire che è un progetto interamente tuo, in quanto non ti sei occupata solamente della sceneggiatura, ma è una serie che hai ideato, sceneggiato e prodotto esecutivamente, a differenza degli altri progetti a cui hai preso parte, cosa puoi raccontarci di questa esperienza e soprattutto, come sei riuscita a trovare il giusto distacco?

Non mi piace mai quando un prodotto audiovisivo viene attribuito ad una persona sola, a meno che non sia il solo scrittore e regista di un’opera. Per Uonderbois ho chiesto ed ottenuto il credit “creata da” insieme a Gabriele Galli che fin dal primo soggetto ha collaborato con me all’ideazione e alla scrittura. Abbiamo scelto questo credit perché si riferisce a chi ha ideato la storia e i personaggi.”

“Sicuramente per questa serie ho seguito molti aspetti del lavoro e ho collaborato attivamente con i registi per trovare il giusto tono visivo e la giusta atmosfera. Abbiamo condiviso le scelte di cast, cercando di risolvere insieme, ogni problema che si è presentato, tenendo sempre presente quale fosse il focus della nostra storia.”

“Il giusto distacco, ormai dopo anni di esperienza, riesco a mantenerlo anche senza dover andare in ‘psicoterapia’ (Ride). Semplicemente vedo quello che ho fatto e se mi piace e mi emoziona sono contenta. Affronto ogni progetto con la stessa professionalità, combatto per quello che penso sia giusto, rispetto il ruolo e le competenze di chi lavora con me e soprattutto rispetto la storia e il suo tono. Abitudine qui veramente rara”.

C’è stato un progetto, di un film o una serie tv di cui avresti voluto far parte ma che per un motivo o per un altro non è stato possibile?

“Direi di no. Ho un’indole molto fatalista e se non si creano le condizioni per stare su un progetto che mi piace, pazienza. Ci sono molte serie italiane che ultimamente ho visto con piacere da spettatrice, cosa che non succedeva da diverso tempo e sono molto contenta di questo.”

Lo scorso 15 Gennaio, è uscito sulla piattaforma streaming Netflix ACAB – La serie, ispirata oltre che al libro, anche al film di Stefano Sollima dove ti sei occupata della sceneggiatura, hai visto qualcosa in anteprima? E poi, che effetto ti fa vedere un remake, o prequel o un sequel di un progetto dove avevi preso parte all’originale?

Ho saputo della serie solamente nel momento in cui è stata annunciata e non ho visto nulla in anteprima. ACAB è un film di 12 anni fa che ancora non era stato trasposto come serie televisiva, e il poliziesco, è un genere che da sempre funziona. Ultimamente sono usciti dei prodotti europei sul tema e sono fatti molto bene. Riccardo Tozzi è un produttore scaltro e di certo non si è lasciato sfuggire un’occasione ghiotta come questa. Sono sicura che è una bella serie e sono curiosa di vederla“.

In generale qual è la tuo onesta opinione sui remake, sequel e prequel?

“Non ho pregiudizi verso remake, sequel o prequel. L’importante è che la storia e la scrittura funzionino bene, che il cast sia azzeccato e che la regia rispetti il tono della scrittura. Sembra semplice ma, credetemi, è la parte più difficile di questo mestiere: riuscire a dare coerenza a un prodotto.”

Nel 2022 è uscito il tuo primo romanzo Neve Rossa, un romanzo che racconta l’estremo dolore di un perdita, della solitudine e l’isolamento dal resto del mondo che ne deriva, ma non solo… Com’è nata questa idea e perché un romanzo?

Amo molto da lettrice e da spettatrice il thriller, anche quelli che possiedono elementi sovrannaturali. Hai per caso visto negli ultimi venti anni un thriller supernatural italiano al cinema o anche in piattaforma? Volevo uscire dai mondi criminali e volevo raccontare la storia di una coppia in crisi evitando di fare il film o il racconto solo intimista. Proprio per questo motivo ho scelto di mettere la storia di questa coppia che sta vivendo un dramma atroce all’interno di un thriller“.

“Ne è venuta fuori una storia mozzafiato che mi piace molto. Respingente? Forse. Ma a volte le storie belle devono anche avere questo effetto, altrimenti diventa tutto uguale a se stesso. Ho scritto prima un soggetto e poi, viste le porte in faccia e visto che volevo comunque far uscire questa storia, ho pensato di cimentarmi con la narrativa e ho trovato un editore importante pronto ad accompagnarmi in questo cammino.
Chissà se diventerà mai un film o una serie?”

E noi speriamo vivamente possa diventarlo. Ovviamente adesso vogliamo sapere, i tuoi progetti futuri, se ora che oltre alla sceneggiatura, sei stata anche showrunner ed executive producer, continueresti su questa linea, insomma, cosa puoi anticiparci?

“Sto lavorando a due progetti, un legal drama basato su una storia vera e un thriller (dove sto provando a mettere un po’ di supernatural) ispirato a un romanzo. Sono due progetti molto diversi l’uno dall’altro e molto affascinanti. Spero di poterne parlare presto con più dettagli”.

Barbara Petronio, showrunner di 'Uonderbois': "Vedo quello che ho fatto e se mi piace e mi emoziona sono contenta" | INTERVISTA
Intervista a Barbara Petronio, showrunner di ‘Uonderbois Photo by Barbara Gravelli

Questa intervista è stata editata e compendiata

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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