Francesco Luciani mare fuori 6

La nostra intervista all’attore Francesco Luciani interprete di Samuele nella serie Mare Fuori, disponibile ora su RaiPlay

L’attore Francesco Luciani interpreta quello che i cinefili chiamerebbero “villain”: non solo un semplice antagonista, ma colui che cambia il destino degli altri personaggi. Una “rappresentazione grottesca della vita da delinquente”. Durante la quinta stagione di ‘Mare Fuori’ Samuele arriva dal Nord all’IPM di Napoli per rompere gli equilibri consolidati e portare un po’ di scompiglio all’interno della storyline: il personaggio infatti è uno dei volti del cambiamento, quello che Roberto Sessa (produttore della serie) ha voluto descrivere come un roboot. E nella Sesta continua la sua azione criminale, questa volta rimanendo da solo.

Di questo e del suo futuro al Teatro Repower di Milano ci ha raccontato il giovane attore milanese Francesco Luciani, diventato in poco tempo una star della serialità grazie al prison drama ‘Mare Fuori’ arrivato alla sesta stagione.

Intervista a Francesco Luciani

Francesco Luciani
Francesco Luciani

BN: In Mare Fuori 6 Samuele finisce ancora di più nei guai e vede crollare le sue certezze. Come descriveresti il suo percorso in questa nuova stagione?

Francesco Luciani: Credo che Samuele si ritrovi più allo sbaraglio rispetto all’anno scorso. Nella scorsa stagione aveva ancora un po’ quella fame adolescenziale, con la voglia di mangiarselo quel posto nuovo. Ad un certo punto si ritrova da solo, per la prima volta a fare i conti con se stesso e basta. Samuele è tutto un crescere di eventi, di emozioni che lo porteranno ad essere sempre più solo. Quindi il suo percorso quest’anno è bello movimentato, sarà un po’ un macello per certi versi.

BN: Insieme al tuo collega Francesco Di Tullio, come avete lavorato alla coppia Samuele-Federico in questa stagione?

Francesco Luciani: In realtà è stato basato molto su quello dell’anno scorso, io e Francesco abbiamo voluto legare tanto all’esterno per creare di più quella fratellanza che dovevamo portarci dietro. Adesso dovevamo lavorare sulla rottura. E c’è stato proprio un lavoro più individuale da tutte e due le parti. In questa stagione siamo stati più, tra virgolette, per i fatti nostri rispetto al lavoro di squadra che avevamo fatto in precedenza.

BN: Durante un’intervista con Francesco Di Tullio gli abbiamo chiesto di pensare ad una domanda per te da parte sua. Te la ripropongo: “Quale è stato l’approccio interpretativo di quest’anno? Quindi le differenze di interpretazione da parte tua rispetto alla quinta stagione.”

Francesco Luciani: Quando mi sono rivisto nella serie per la prima volta ho notato delle grandi lacune a livello tecnico di recitazione. Quest’anno mi sono concentrato sull’asciugare il più possibile, perché Samuele era una mina vagante di pensieri, espressioni, parole…mentre in ‘Mare Fuori 6’ appunto, ritrovandosi da solo, risulta essere meno estroverso e più in lotta con se stesso.

BN: Samuele porta dentro di sè una grande rabbia, da interprete dove trovi questa emozione all’interno di te stesso?

Francesco Luciani: Io mi concentro su due cose, una forse un po’ brutta da dire, ma tutti abbiamo una rabbia dentro che però spesso non vogliamo far uscire, per paura o per convenzione. Il mondo della recitazione ti dà la possibilità di dare sfogo ad alcuni pensieri. Grazie a Samuele, è venuta fuori una rabbia repressa che avevo conservato dentro di me. Samuele è una persona molto lontana dalla persona di Francesco, in tutto e per tutto, e in realtà la cattiveria poi arriva anche da questo, da un po’ d’invidia, perché il mio personaggio è una persona che si fa rispettare, che si fa sentire, che non ha paura di dire tutto quello che pensa, mentre Francesco per certi versi sì.

Francesco Luciani mare fuori 6

BN: Samuele in qualche modo ti ha aiutato a vedere la vita in modo diverso, da un’altra prospettiva?

Francesco Luciani: Assolutamente sì, ma io credo che qualsiasi personaggio che andiamo a interpretare ci dà un punto di vista nuovo, perché ha una storia e una conoscenza diversa, ha una cultura diversa. Samuele non conosce le stesse cose che so io.

BN: Sei entrato in Mare fuori in corso d’opera, all’inizio della quinta stagione, ma com’è cambiata la tua vita da quando fai parte di questa serie?

Francesco Luciani: Semplicemente per il fatto che saluto più persone, ma per il resto la mia vita è quella che era prima, anzi, voglio che rimanga così perché a me piace farlo nel modo più semplice e quotidiana possibile. Mi piace tanto quando mi fermano e riesco a fare due chiacchiere con il fan di turno, quindi è questo ciò che è cambiato. Non posso dire che ci siano stati dei grossi cambiamenti epocali.

BN: Anche se in maniera completamente diversa, tu e Samuele vi siete “trasferiti” da Milano a Napoli, tu ovviamente per le riprese della serie, che città hai trovato e che accoglienza hai avuto?

Francesco Luciani: Ho trovato una città bellissima, ma ovviamente faticosa da vivere, senza dirlo con cattiveria. Napoli è piccolina, piena di persone, di movimento…pesante da vivere. Fortunatamente avevo tutti i ragazzi del cast, i ragazzi napoletani, con i quali ho fatto gruppo e amicizia. Loro mi hanno fatto vivere Napoli non solo da attore di Mare Fuori, ma da ragazzo qualunque che esce e va al bar per un aperitivo.

BN: E quale sarà il futuro di Samuele in Mare Fuori?

Francesco Luciani: Bisogna vedere se qualcuno va a slegarlo da quel palo…su questo non ti posso dire nulla.

BN: Tu cosa ti auguri possa accadere?

Francesco Luciani: Mi auguro solamente che Samuele possa rappresentare un qualcosa. Non credo che sia un personaggio che troverà la sua redenzione, ma anche questo potrà essere un insegnamento. Mare Fuori mette davanti allo spettatore storie di redenzione, però c’è l’altra faccia della medaglia: spesso le tue scelte ti portano poi al male, a sbagliare…e a continuare a sbagliare; e forse è il caso di Samuele.

BN: Secondo me Samuele è il personaggio più reale della serie, quello che ha un impatto maggiore sulla realtà, su quello che davvero accade se si prende la cattiva strada della malavita, sei d’accordo?

Francesco Luciani: Samuele è una persona convinta al 100% che quella sia la sua vita, che lui sia così, quindi per un certo verso potresti anche avere ragione, però allo stesso tempo Samuele è una versione molto artistica e grottesca della criminalità.

BN: Presto il pubblico potrà vederti a teatro, in particolare al Teatro Repower di Milano, per il Italy Bares. Cosa puoi dirci di questa nuova avventura?

Francesco Luciani: Il 16 al 17 maggio, al teatro Repower, prenderò parte a questo grande spettacolo teatrale, con qualche incursione nel musical, per beneficenza per raccogliere fondi a favore della ricerca contro l’HIV e l’AIDS. Prenderò parte a questo spettacolo nei panni di uno dei figli di questa famiglia dove avviene un omicidio, a quanto pare, e tutto lo spettacolo sarà basato sul capire chi è il colpevole e com’è morta questa persona. Sarà un giallo comico, ci saranno performer tra attori, cantanti e ballerini, quindi sarà un mash-up di tanti stili.

BN: Sarà la prima volta che sali su un palco teatrale o già hai esperienza?

Francesco Luciani: Di sicuro è la prima volta che salgo su un palco così grande, perché il Teatro Repower conta 1800 posti, e questa cosa mi mette molto in ansia. Fortunatamente ho fatto un po’ di gavetta da ragazzo col teatro amatoriale, insieme ad alcuni amici abbiamo organizzato due spettacoli teatrali dove abbiamo affittato noi la sala e ci siamo messi a provare, quindi un po’ le assi di legno del palco le ho vissute.

BN: Quando hai capito di voler fare l’attore nella tua vita?

Francesco Luciani: Quando ho organizzato con i miei amici questo spettacolo teatrale. Dopo un anno di lavorazione ce l’abbiamo fatta, con le nostre spese, affittando i costumi e il teatro, abbiamo messo in piedi Guido Toschi l’opera Panica, e quel giorno ho avuto la conferma di cosa volessi fare.

BN: Quali sono i tuoi sogni?

Francesco Luciani: Continuare a fare l’attore, io spero tanto di avere l’onore di continuare a fare questo lavoro. Spero appunto di impegnarmi abbastanza da prendermi il posto che vorrei.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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