La nostra recensione per Fuze – Conto alla rovescia il film con con Aaron Taylor-Johnson e Theo James arriva il 17 giugno al cinema
Diciamoci la verità, per una larghissima fetta di pubblico, la trama di Fuze – Conto alla Rovescia è passata totalmente in secondo piano dal momento esatto in cui è stato annunciato il cast. Quando metti nella stessa stanza (e sullo stesso poster) Aaron Taylor-Johnson e Theo James, il fattore hype smette di essere una questione di sceneggiatura e diventa una questione di puro e semplice intrattenimento visivo.
Da una parte il magnetico e muscolare Aaron (da tempo al centro dei rumor come prossimo James Bond), dall’altra l’irresistibile Theo, reduce dai successi virali di The White Lotus e The Gentlemen. Inutile girarci intorno, molti andranno al cinema solo ed esclusivamente per guardare loro due recitare fianco a fianco. Ma la vera sorpresa è che, una volta spenti gli smartphone e abbassate le luci in sala, ci si ritrova davanti a un film che funziona benissimo anche per tutto il resto.
Diretto da David Mackenzie (regista che sa decisamente il fatto suo quando si parla di tensione), Fuze – Conto alla Rovescia arriva nelle sale italiane oggi, 17 giugno, pronto a dimostrare che dietro a due volti da copertina c’è un congegno a orologeria dannatamente preciso.

Una bomba, una rapina e una Londra paralizzata
La storia si apre a Londra, precisamente in un caotico cantiere nella zona di Paddington. Durante dei normalissimi scavi, la ruspa rischia di colpire un enorme oggetto metallico, è una bomba inesplosa risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Da quel momento scatta il protocollo d’emergenza. Il quartiere viene evacuato, la polizia (coordinata da Gugu Mbatha-Raw) crea un cordone di sicurezza invalicabile e sul posto arrivano gli artificieri dell’esercito, guidati dal maggiore Tranter (interpretato proprio da un impeccabile Aaron Taylor-Johnson).
Mentre fuori regna il panico e la zona è completamente deserta, dentro uno dei palazzi evacuati c’è qualcuno che non ha nessuna intenzione di andarsene. Un gruppo di criminali guidati da “G” (Theo James) e “X” (Sam Worthington) si mette silenziosamente in moto per mettere a segno il colpo del secolo, rapinare una banca sfruttando il totale isolamento dell’area. Il che fa subito mettere in allerta lo spettatore, che capisce che quella non è una semplice coincidenza.

Un piano perfetto (anche se lo avevamo capito)
Se state pensando che la coincidenza tra il ritrovamento della bomba e la rapina sia un po’ troppo assurda, tranquilli, il regista David Mackenzie e lo sceneggiatore Ben Hopkins non vogliono prendere in giro nessuno. Gli indizi sono tutti lì fin dai primi minuti e non serve essere dei geni della criminologia per capire che la bomba fa parte del piano stesso dei rapinatori.
Questo rende il film prevedibile? Assolutamente no. Anche se lo spettatore riesce a fare “due più due” abbastanza in fretta, il divertimento non viene mai meno. La tensione non cala di un millimetro perché il film si trasforma in un countdown frenetico, da una parte c’è un ordigno che rischia di saltare in aria, dall’altra una rapina che deve essere completata prima che il tempo scada. Il classico tic, tac, tic, tac che tiene incollati alla poltrona, seguito da una seconda parte di pellicola ricca di intrecci paralleli e imprevisti gestiti alla perfezione.

La firma di David Mackenzie
Dietro la macchina da presa c’è una garanzia, David Mackenzie. Il regista scozzese, già dietro al successo di pellicole tese e sporche come Hell or High Water, dimostra ancora una volta di saper gestire lo spazio e il tempo cinematografico come pochi altri a Hollywood. In Fuze, Mackenzie si diverte a giocare con le aspettative del pubblico.
Il regista sa benissimo che lo spettatore moderno è abituato ai colpi di scena e che spesso tenta di anticipare le mosse dei personaggi. Per questo motivo, decide di non nascondere le carte in tavola, ma di concentrarsi sulla precisione dell’azione. La regia accompagna i movimenti dei protagonisti con inquadrature pulite e sequenze ad altissima tensione, non lasciando mai spazio a tempi morti o a passaggi narrativi superflui.

Uno scontro di carisma: Taylor-Johnson vs Theo James
Al di là della componente puramente estetica che farà felici le rispettive fanbase, il dualismo tra i due protagonisti funziona a meraviglia sullo schermo. Aaron Taylor-Johnson offre una performance decisamente solida e focalizzata, mettendo da parte l’atteggiamento da divo un po’ sornione visto in altre pellicole recenti per calarsi nei panni di un militare tutto d’un pezzo, rigoroso e concentrato sul dovere, almeno all’apparenza.
Dall’altra parte, Theo James incarna alla perfezione la figura del rapinatore calcolatore e glaciale, capace di mantenere il controllo anche quando le variabili iniziano a saltare. La gestione dei loro ruoli – uno che deve disinnescare la minaccia fisica e l’altro che deve sfruttarla a proprio vantaggio – crea un parallelismo affascinante che regge l’intera struttura del film.
Fuze – Conto alla Rovescia è un heist movie camuffato da thriller militare. Funziona perché, proprio come i suoi protagonisti, ha una strategia ben precisa in mente e la esegue senza inutili fronzoli o svolazzi. Il ritmo è serrato, i dialoghi sono ridotti all’essenziale e c’è un grandissimo uso del silenzio alternato a una colonna sonora pazzesca, aggiungendo persino una leggera spruzzata di ironia e commento socio-politico sulla Londra contemporanea.
Insomma, che ci andiate per la storia ad altissima tensione o semplicemente per ammirare i vostri beniamini sul grande schermo, Fuze è il blockbuster perfetto per questa stagione; si tratta di un film teso, trascinante e confezionato alla perfezione.
Fuze – Conto alla rovescia dal 17 giugno al cinema distribuito da 01 Distribution.
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