La nostra recensione di Karate Kid: Legends, il nuovo film di Jonathan Entwistle rappresenta un viaggio tra nostalgia e nuovi inizi
Debutterà il prossimo 5 Giugno nelle principali sale cinematografiche italiane Karate Kid: Legends, il nuovo capitolo della saga, questa volta diretto da Jonathan Entwistle. Abbiamo avuto la possibilità di visionare il film in anteprima e adesso siamo pronti per darvi la nostra recensione.
Dopo anni di voci, attese e speranze, Karate Kid: Legends approda finalmente al cinema con due compiti tutt’altro che semplici. Sì perché se da una parte il film dovrà onorare uno dei franchise più amato e iconico degli anni ’80, dall’altra per riuscire a conquistare le nuove generazioni avrà bisogno di innovarsi. Ci sarà riuscito?
Quando il prodigio del kung fu Li Fong (Ben Wang) si trasferisce a New York con la madre per frequentare una nuova e prestigiosa scuola, trova conforto in una nuova amicizia con una compagna di classe e suo padre. La sua serenità tuttavia è di breve durata attirando l’attenzione indesiderata di un fortissimo campione di karate locale. Spinto dal desiderio di difendersi, Li intraprende un viaggio per partecipare alla più importante competizione di karate. Guidato dalla saggezza del suo insegnante di kung fu, Mr. Han (Jackie Chan), e dal leggendario “Karate Kid”, Daniel LaRusso (Ralph Macchio), Li combina i loro stili unici per prepararsi a un’epica prova di arti marziali.

Vecchie glorie, nuovi protagonisti in Karate Kid: Legends
Iniziamo subito col dire che il vero cuore del film è la coppia Chan-Macchio: insieme per la prima volta sul grande schermo. Entrambi portano carisma, emozione e un senso di continuità, che cattura l’attenzione del pubblico in tutte le scene, dove la coppia è presente. Chan offre un Mr. Han più riflessivo e umano, anche se il suo fantastico “Metti il giacchetto, Togli il giacchetto!” rimane comunque un must, mentre Macchio, interpreta un Daniel LaRusso, ormai adulto e più consapevole, in perfetta continuità con l’evoluzione vista nella serie Cobra Kai.
La presenza di Macchio aggiunge un ulteriore livello di profondità, mostrando un Daniel maturo ma ancora animato dalla voglia di trasmettere i valori che ha imparato. Insieme, i due mentori incarnano tradizioni diverse – il kung fu e il karate – offrendo al protagonista una guida completa e creando un ponte tra l’eredità dei film originali e la sensibilità contemporanea costruita anche grazie al successo della serie Netflix.
Merito anche della regia pulita e rispettosa del materiale originale di Entwistle. All’interno di Karate Kid: Legends infatti, non mancano citazioni, omaggi visivi e musicali ai vecchi film, inclusi ovviamente i doverosi riferimenti al Maestro Miyagi. Le scene di combattimento sono abbastanza ben coreografate e realistiche. Impressionante vedere un Jackie Chan che, nonostante l’età (71 anni), mantiene ancora un’agilità invidiabile, da far invidia anche a quelli che come noi, hanno da poco superato i 40.
Anche Ben Wang dimostra preparazione e credibilità nei movimenti. Unica pecca, è il non aver utilizzato appieno le potenzialità di Ming-Na Wen, attrice che nel corso degli anni ha partecipato a film come Street Fighter e serie come Agents of S.H.I.E.L.D., The Mandalorian e The Book of Boba Fett ha ampiamente dimostrato che in materia di arti marziali, è una grande esperta.
Ben Wang è convincente nel ruolo del giovane protagonista in Karate Kid: Legends, anche se il suo percorso narrativo resta piuttosto classico e prevedibile. I personaggi secondari, come Victor Lipani (Joshua Jackson) proprietario di una pizzeria ed ex pugile e Mia Lipani (Sadie Stanley) l’amica americana, seppur funzionanti, rimangono comunque sullo sfondo, senza particolari sorprese.

Anche il personaggio di Conor Day (Aramis Knight), che dovrebbe incarnare il ruolo del nuovo “Johnny Lawrence” per questa generazione, risulta sorprendentemente poco approfondito. Invece di essere un antagonista sfaccettato e carismatico, si riduce a una figura caricaturale: un ragazzo nevrotico e ossessionato dal karate e dalla figura di Mia, più simile a uno psicopatico impulsivo che a un vero rivale con motivazioni credibili. La mancanza di un background solido e di un’evoluzione narrativa rende il suo conflitto con Li meno incisivo, indebolendo così una delle dinamiche chiave della saga.
Squadra che vince non si cambia
Il film affronta temi universali come il dolore, la crescita e il riscatto attraverso le arti marziali, e lo fa raccontando una storia in maniera lineare, seguendo la sua formula originale. Qualcuno potrà anche storcere il naso per la sua fedeltà quasi religiosa alla struttura dei film originali: outsider, mentore, bullo, torneo finale, ma com’è quel detto? Squadra che vince non si cambia e dato l’argomento e la storia possiamo dire che anche questo capitolo del franchise vince.
Karate Kid: Legends è un film pensato con amore per la saga e per i suoi fan. Non rivoluziona nulla, ma è un film leggero, che emoziona, intrattiene e restituisce lo spirito dei film originali. Per chi cerca una ventata di nostalgia con qualche accenno di novità, sarà una visione appagante.
Karate Kid: Legends al cinema dal 5 Giugno, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures
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