La nostra recensione in anteprima di Sara – La Donna nell’Ombra, la nuova serie Netflix tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni
Disponibile da martedì 3 giugno, solo su Netflix, la nuova serie originale italiana dal titolo ‘Sara – La Donna nell’Ombra’. Il crime in sei episodi, tratto dall’omonima saga letteraria di Maurizio de Giovanni, edita da Rizzoli, racconta di una ex agente dei servizi segreti interni, relegata in una sua solitudine, far fronte all’improvvisa morte del figlio Giorgio. Ecco la nostra recensione in anteprima di ‘Sara – La Donna nell’Ombra’.
Sara – La Donna nell’Ombra: Trailer e sinossi
In cerca della verità sulla morte prematura di suo figlio Giorgio, Sara, ex agente dei servizi segreti interni, stanca e ritirata in una prigione di solitudine, torna a chiedere un favore all’amica e collega di un tempo, Teresa. Ma si sa, niente è per niente. E in un attimo, si ritrova invischiata nella sua vecchia vita. Che lo voglia o no, è ancora la migliore: la “donna invisibile” la chiamavano, e la sua dote non ha mai smesso di essere richiesta.
Così, mentre scopre la vita del figlio, di cui ignorava quasi tutto, Sara sprofonda in un’indagine che la riporta davanti a tanti fantasmi del passato. Tenere insieme le due cose è molto difficile, e sicuramente molto pericoloso. Paradossalmente però, è così che la donna invisibile torna a vivere e a far quello che meglio sa fare. Giustizia.
Sara – La Donna nell’Ombra, Recensione: Maurizio De Giovanni sbarca su Netflix
Dalla penna dello scrittore Maurizio De Giovanni sono nate tre serie straordinarie con personaggi molto amati: stiamo parlando de ‘Il Commissario Ricciardi’ con Lino Guanciale, ‘Mina Settembre’ con Serena Rossi e ‘I bastardi di Pizzofalcone’ con Alessandro Gassmann, tutte produzioni andate in onda sulla Rai e che hanno registrato ascolti da capogiro. Questa volta, per la quarta figlia dell’autore napoletano, si abbandona il servizio pubblico scegliendo la piattaforma streaming Netflix, forse per dare un twist diverso e un volto nuovo alla serie tv.
‘Sara – La Donna nell’Ombra‘ è una serie che si distacca molto sia per ambientazioni che per caratterizzazione della protagonista dalle produzioni precedenti. Durante la visione si fa fatica a pensare che tutto ciò che stiamo guardando sia stato tratto da un romanzo di De Giovanni. A partire dalla stessa Napoli, città natale dell’autore e finora parte integrante di tutti i suoi racconti, che in ‘Sara – La Donna nell’Ombra‘ per essere coerente con la sua protagonista rimane solo un set, senza mostrare nè i suoi lati positivi e folkloristici nè quelli negativi e problematici, nonostante vengano mostrati luoghi turisticamente attrattivi.
La stessa Sara, ex agente dei servizi segreti, è una donna fantasma con indosso una maschera enigmatica, dà poco adito alle emozioni e vive di rimpianti e di ricordi, isolandosi dal resto del mondo. Il personaggio si fa portabandiera di una storia “crime” che ricorda il filone seriale e cinematografico nord europeo, molto in voga su Netflix e molto apprezzato da un certo tipo di pubblico streaming.
Sara – La Donna nell’Ombra, Recensione: Un personaggio robotico
I fan dei racconti di De Giovanni, però, potrebbero trovare la nuova serie Netflix eccessivamente fredda, priva di emozioni di qualsiasi tipo essi siano. Si fa davvero fatica ad affezionarsi prima di tutto ai personaggi, distanti anni luce da quelli già citati in precedenza e poco caratterizzati nella loro forma e sostanza. Ma si prova anche una certa sensazione di noia nei confronti della trama, spesso carente di suspance e di risvolti altamente inaspettati. Tutto ciò che accade durante i sei episodi della serie tv scorre lentamente, in maniera soporifera e piatta.
Oltre che ad una sceneggiatura sottotono con dialoghi poco interessanti e anche poco memorabili, a non convincere è la performance dell’attrice protagonista: Teresa Saponangelo. Chiamata ad interpretare la protagonista, l’interprete che in passato ha lavorato con Paolo Sorrentino vincendo un David di Donatello, per dare una caratterizzazione maggiore alla sua Sara ha scelto di adottare una dialettica troppo robotica e uno sguardo e una postura estremamente distaccati, esagerati anche per il tipo di personaggio gelido e solitario da portare in scena.
Purtroppo non si riesce a creare il “filo rosso” tra la protagonista e il pubblico, che reputiamo fondamentale per decretare il successo di un prodotto audio visivo. A mancare in Sara, in particolar modo nei primi cinque episodi, è prima di tutto una viscerale passione che possa renderla empatica. E non ci riferiamo ad una svolta romantica o fisica tra le parti, come vediamo spesso alla tv generalista, ma proprio il trasporto che le pedine in gioco hanno nei confronti della storia e di se stessi.
Sara – La Donna nell’Ombra – Recensione: Carmine Recano non si stacca da Massimo
Il resto del cast è formato da Claudia Gerini interprete della collega e amica Teresa, su cui non abbiamo nulla da dire (e da ridire), Flavio Furno nel ruolo di Pardo che ricorda al pubblico che la serie è ambientata a Napoli. Giacomo Giorgio che appare di tanto in tanto nei panni di Musella e Carmine Recano come Massimiliano, doppelganger del suo più celebre tra i personaggi, ovvero il comandante Massimo di ‘Mare Fuori’.
Insomma, questa volta sia Netflix che De Giovanni non fanno centro, proponendo una serie tv troppo distaccata e gelida nonostante ci provi a ricreare una sorta di sentimentalismo. Bisogna ammettere che secondo noi l’errore più grande è stato nella fase di casting reclutando ottimi interpreti ma non adatti ai loro ruoli, ma anche in fase di scrittura gli sceneggiatori sono rimasti incastrati in un limbo tra la tv generalista e la più internazionale piattaforma streaming, non accontentando nè l’una ne l’altra.
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