Look Back trasforma il manga di Tatsuki Fujimoto in un racconto intimo su amicizia e creazione, ma non raggiunge la forza “compressa” del suo predecessore animato.
Il nuovo film del maestro giapponese, presentato in anteprima e in concorso alla 83a Mostra del Cinema di Venezia. Look Back trasforma il manga di Tatsuki Fujimoto in un racconto intimo su amicizia e creazione, ma non raggiunge la forza “compressa” del suo predecessore animato.
Look Back arriva sul grande schermo due anni dopo che lo stesso materiale era già stato portato al cinema dallo Studio Durian in una forma diversa, un “mediometraggio animato” di appena sessanta minuti, in grado però, in questo breve tempo, di condensare in ogni fotogramma una tensione emotiva rara, quasi chirurgica nella sua brevità.
Hirokazu Kore-eda, cimentandosi con la trasposizione live-action dell’opera originale, il manga autoconclusivo di Tatsuki Fujimoto, si trova quindi a fare i conti con un precedente cinematografico già amato da una parte consistente del pubblico, una presenza ingombrante con cui ogni scelta di adattamento è destinata a confrontarsi.
La posta in gioco è quindi molto alta, soprattutto dopo il non lusinghiero riscontro di Sheep in the Box, presentato quest’anno a Cannes e che non ha riscosso il successo sperato.
Il regista sembra consapevole di dover ritrovare quella misura intima che lo ha reso celebre, la sfida non è da poco, e il risultato, presentato in anteprima e in concorso alla 83a Mostra del Cinema di Venezia, riesce a conquistare pur senza replicare integralmente quella folgorazione compressa in sessanta minuti. Il film arriverà nei cinema italiani il 21 Gennaio 2027 grazie a Lucky Red, in collaborazione con BIM Distribuzione.

Ne parliamo qui lasciandovi la nostra recensione di Look Back
Senza volersi addentrare nei dettagli della storia, vi possiamo dire che il racconto mostra l’infanzia, l’adolescenza e i primi passi nell’età adulta delle due protagoniste. Si vede come un legame, nato quasi per caso, possa diventare qualcosa di indispensabile, in grado di resistere anche a distanza ed ai malintesi.
Una regia che osserva senza invadere
La regia di Kore-eda rimane precisa in quanto lascia che i personaggi respirino, il pathos con naturalezza, arriva dai gesti quotidiani. Qui il regista porta questa sensibilità nella scrittura e nella produzione, filmando le due ragazze che disegnano con una cura quasi tattile – la matita scorre sul foglio, la mano si appoggia con pressione, il rumore della grafite diventa parte della colonna sonora che si mescola con le musiche di Yuta Bandoh. In questi momenti, il film trova la sua voce più vera.
Il passaggio da sessanta minuti di anime a circa cento minuti di live‑action si sente soprattutto in alcune sequenze che si dilatano con alcuni silenzi che si allungano senza guadagnarsi lo spazio che occupano a differenza del mediometraggio dello Studio Durian che procedeva per accumulo emotivo senza sprecare un solo fotogramma,

Le protagoniste
Quattro giovani attrici si sono impegnate a dare vita a Fujino e Kyomoto, accompagnando le protagoniste dall’infanzia alla giovinezza. Furi Nanase, che interpreta la Fujino più giovane, mostra con naturalezza la sua energia competitiva e quel fuoco di orgoglio ferito che la spinge a migliorare. Rokka Okada, al suo fianco, interpreta la Kyomoto bambina con un registro più riservato: sguardi bassi e movimenti minimi, ma riesce a far percepire un ricco mondo interiore dietro la sua apparente reclusione.
Nel secondo capitolo del film, il ruolo passa a Natsuki Deguchi, che prende l’eredità di Fujino con una sicurezza convincente, mantenendone viva la luce solare, anche quando la sceneggiatura le chiede di mostrare i lati più spigolosi della protagonista. Aju Makita, invece, affronta un compito più difficile: dare continuità a Kyomoto, che nella trama resta spesso ai margini dell’inquadratura e della narrazione.
Il cast viene completato da Masaki Suda, che interpreta l’editore che scopre il talento delle due ragazze con un’interpretazione misurata e gentile. Kankuro Kudo e Kayo Noro appaiono in ruoli più marginali, ma sono utili all’economia della storia.

Il suono della creazione
Un aspetto che merita attenzione specifica è il lavoro sul design sonoro curato da Kazuhiko Tomita, un elemento che Kore-eda ha definito fondamentale nel suo processo di adattamento. Il rumore della matita sulla carta, quello più meccanico della tavoletta digitale, il fruscio delle pagine, sono tutti suoni che accompagnano la crescita artistica delle due protagoniste come una sorta di partitura parallela alla musica vera e propria.
È una scelta che si intreccia perfettamente con la fotografia di Senzo Ueno, capace di rendere le quattro stagioni del Tōhoku con una luce mai eccessivamente calligrafica, ma sempre coerente con lo stato d’animo delle protagoniste.
Uno “sguardo indietro” che vale la pena
Look Back non riesce a riassumere tutto come il film animato che lo ha preceduto. Alcune parti sono lente e possono allontanare chi cercava la stessa intensità compressa dell’anime, ma non sarebbe giusto ridurre Look Back a un semplice confronto con il suo predecessore. Kore-eda narra storie di amicizia e creazione, e questo nonostante l’imperfezione di alcuni personaggi come Kyomoto che difficilmente, può essere ricondotto all’originale di Fujimoto a causa della scrittura.
Look Back però tocca corde genuine, soprattutto quando mostra il gesto artistico come atto d’amore e resistenza; è un’opera che parla a chi ha provato a costruire qualcosa insieme ad un’altra persona, sapendo che quel legame, per quanto forte, non è mai garantito per sempre.
Abbiamo visto un film convincente, sia per la sua sensibilità, ma soprattutto per la sua struttura, capace di momenti di autentica commozione, anche quando la sceneggiatura è un po’ squilibrata. Look Back dimostra una volta di più il talento di Kore-eda che questa volta si cimenta nel raccontare infanzia e adolescenza con una delicatezza apprezzabile, anche se non riesce raggiunge le vette dei suoi lavori più riusciti.
Look Back verrà distribuito nei cinema italiani da Lucky Red e BIM distribution a partire dal 21 Gennaio 2027
La recensione di “Look Back” proviene dalla Mostra del Cinema di Venezia 2026 dove il film è stato proiettato in anteprima internazionale.
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