Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La RecensioneSwiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione

La nostra recensione di Swiped il film con protagonista Lily James, che vuole mostrare il lato femminile di una Silicon Valley misogina. Dal 19 settembre su Disney+

Debutterà sulla piattaforma streaming Disney+ il prossimo 19 Settembre Swiped, il nuovo film targato 20th Century Studios diretto da diretto da Rachel Lee Goldenberg e che vede protagonista Lily James nei panni di Whitney Wolfe Herd, fondatrice di Bumble.

Con Swiped il cinema biografico torna a posare lo sguardo su un mondo che negli ultimi quindici anni ha alimentato sogni, fortune miliardarie e anche molti incubi: quello delle app digitali nate all’ombra della Silicon Valley.

Dopo film come The Social Network, che nel 2010 raccontava l’ascesa di Mark Zuckerberg, Tetris, incentrato sulla corsa ai diritti di un videogioco di culto, o The Playlist, la miniserie svedese del 2022 sulla nascita di Spotify, era naturale che il cinema si concentrasse su un altro fenomeno degli ultimi vent’anni: le app e i siti di incontri. Per una volta, però, la storia viene raccontata dal punto di vista femminile, in un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini.

Whitney Wolfe Herd è stata prima co-fondatrice di Tinder, l’app che ha rivoluzionato il modo in cui milioni di persone si incontrano e si frequentano, e poi l’anima dietro a Bumble, nata dall’idea di ribaltare le regole dell’approccio online mettendo la prima mossa nelle mani delle donne.

Una biografia che, se ci pensate bene, ha tutto ciò che serve per un film: l’intuizione, il conflitto con un sistema di potere consolidato, e misogino, le accuse di molestie e discriminazioni che la spinsero a lasciare Tinder, la rinascita imprenditoriale e infine il successo planetario.

Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione
Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione© 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Goldenberg affronta questa materia con uno sguardo che cerca l’equilibrio tra l’intrattenimento e la riflessione sociale.

Il film si apre negli uffici di Tinder, un ambiente frenetico, dinamico, a tratti entusiasmante, ma che progressivamente si rivela come un microcosmo tossico, dove il talento femminile viene spesso messo all’angolo e ridotto al silenzio. In queste prime sequenze Lily James convince pienamente, restituendo la sensazione di trovarsi davanti a una giovane donna combattuta tra l’entusiasmo di far parte di un progetto di enorme potenziale e la frustrazione di dover lottare quotidianamente per essere ascoltata.

Anche perchè diciamolo apertamente, le donne per essere accettate in un ambiente dove la figura maschile è predominante, il più delle volte cercano di adattarsi usando lo stesso approccio maschile, accettando commenti denigranti solo per paura di risultare bigotte e venir nuovamente estromesse da un gioco che non le vuole e non le accetta comunque.

Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione
Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione in 20th Century Studios’ Photo Credit: Hilary Bronwyn Gayle.. © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

E in Swiped questa realtà viene mostrata in tutte le sue forme

Infatti, il film trova la sua vera forza nella capacità di restituire la dimensione personale di Whitney, raccontata senza cadere nella retorica. Non c’è solo l’imprenditrice determinata, ma anche la giovane donna che attraversa momenti di fragilità e di isolamento, segnata dal peso delle scelte compiute e dal coraggio di non piegarsi a un sistema che non la voleva. Questa attenzione al lato umano rende la narrazione più sincera, e permette allo spettatore di percepire la portata del suo percorso non soltanto come vicenda imprenditoriale, ma come esperienza profondamente intima.

Ci sono momenti di fragilità, scene intime che mostrano quanto il prezzo del successo passi anche attraverso il dolore e l’isolamento. Non è la celebrazione di un’imprenditrice di ferro, ma il ritratto di una donna che ha saputo trasformare un’esperienza negativa in un’opportunità per riscrivere le regole del gioco, mettendo prima gli interessi e i bisogni delle donne.

Goldenberg sa che il rischio del genere biografico è quello di cadere nella sede del “film motivazionale” e cerca di evitarlo con una regia sobria, con una fotografia che alterna i toni caldi delle situazioni private alla freddezza asettica delle sale riunioni.

Nonostante questi aspetti positivi, Swiped resta a volte un po’ troppo lineare. La sceneggiatura segue un percorso prevedibile, lasciando in secondo piano la complessità delle dinamiche legali ed economiche che hanno accompagnato la nascita di Bumble.

Mentre il film di Fincher mostrava le relazioni complicate e il cinismo del mondo degli affari, Swiped punta più a ispirare. Così facendo è vero che il racconto diventa più accessibile e coinvolgente a un pubblico vasto, ma al tempo stesso, sottrae al film una parte del suo potenziale drammatico.

Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione
Swiped e il lato femminile di una Silicon Valley misogina, La Recensione (L-R) Dan Stevens as Andrey and Lily James as Whitney Wolfe Herd in 20th Century Studios’ SWIPED. Photo by Hilary Bronwyn Gayle. © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Lily James regala una delle sue interpretazioni più intense

Sul piano interpretativo, Lily James regala una delle sue prove più intense. James, già apprezzata in ruoli distinti, passando dall’eleganza e la classe di una principessa Disney come Cenerentola a vestire i panni di una delle donne più sexy di tutti i tempi come Pamela Anderson nell’acclamata miniserie televisiva Pam & Tommy, dimostra con Swiped la capacità di essere un’attrice poliedrica a tutti gli effetti.

La sua Whitney Wolfe Herd è credibile, capace di mescolare vulnerabilità e determinazione, e la sua performance sostiene l’intero impianto narrativo. I personaggi che la circondano—colleghi, partner d’affari, rivali e alleati—sono meno incisivi: funzionano più per definire il contesto che per emergere con una propria personalità.

Il film guadagna punti quando affronta senza filtri il tema delle molestie e della discriminazione di genere, mostrando quanto sia difficile per una donna costruire qualcosa di nuovo in un sistema che tende a respingerla. Alcune scene, in cui il linguaggio esplicito e le dinamiche di potere diventano insostenibili, colpiscono per la loro capacità di restituire l’esperienza di Whitney senza scadere nel sensazionalismo.

In conclusione, Swiped è un racconto significativo che finalmente mette in luce una figura femminile troppo spesso sottovalutata. In ambiti come la politica, la tecnologia e sì, persino il cinema continua a privilegiare storie di uomini visionari, è importante che storie come queste vengano raccontate.

Swiped debutta su Disney+ il 19 settembre

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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